COLLANE



Collana Agorà

Nell’Antica Grecia, l’Agorà era la piazza principale della polis, il vero centro urbano della città dove i cittadini si riunivano – dal greco, ἀγορά, ἀγείρω (raccogliere, radunare) – per ragioni economico-commerciali, religiose e politiche. Nell’Agorà, infatti, aveva sede il mercato, erano collocati i luoghi di culto dedicati al fondatore della città o alla divinità protettrice, si svolgevano le assemblee dei cittadini per discutere dei problemi comuni e decidere assieme sulle leggi.
La collana Agorà è intesa come un luogo di raccoglimento, all’interno del quale da un lato, riflettere assieme sui problemi economici, religiosi e politici che attanagliano la nostra società, e dall’altro lato proporre delle soluzioni al passo coi tempi, proiettate verso la riscoperta del senso della comunità.


Collana All’in Sud

La collana All’in Sud ospita le opere vincitrici del Premio Letterario avente il medesimo nome, organizzato annualmente da Disoblio Edizioni. Questa collana, strettamente connessa al Premio Letterario, è intesa come un luogo nel quale raccontare, e conoscere da vicino, il Sud nei volti caleidoscopici che lo costituiscono. Questa narrazione, questo avvicinamento, avvengono per mezzo delle opere frutto dell’intelletto umano, create, appunto, da quegli autori che, seppur in differenti zone geografiche, persino lontane dal Sud, fanno quotidianamente esperienza del Sud nella sua complessità e ambivalenza, vivendone a un tempo la bellezza e la tragicità, la ricchezza e la povertà.
Se la collana e il Premio Letterario All’in Sud rappresentano da un lato il momento narrativo/conoscitivo del Sud, dall’altro lato proprio quest’ultimo è considerato come il passaggio obbligatorio per affacciarsi all’altro momento di cui il Sud e i suoi abitanti necessitano: quello meditativo. La conoscenza del Sud deve infatti stimolare la riflessione, per rendere possibile una rinascita e un risveglio del Sud sul piano umano e comunitario. All’in Sud, appunto, è il cammino che la collana e il Premio Letterario propongono ad autori e lettori, orientato verso un Sud differente, cosciente cioè di se stesso, della propria storia, delle proprie unicità e potenzialità ma anche delle proprie criticità; un percorso, quindi, indirizzato verso una nuova comunità.


Collana Antigone

Antigone è una nobilissima figura della tradizione mitica e letteraria greca. Sorretta da un intrepido attaccamento nei confronti del padre e dei fratelli, Antigone si ribella al nòmos, inteso, nella duplicità della sua etimologia, come legge e come costume. Nella tragedia sofoclea il nòmos è rappresentato da Creonte, che è nel contempo il re di Tebe e lo zio di Antigone, il quale decreta due destini diversi per i corpi dei fratelli di lei, Eteocle e Polinice, morti in battaglia l’uno per mano dell’altro. Appellandosi a una legge superiore rispetto a quella della pòlis, Antigone dà sepoltura al fratello Polinice e affronta l’ira dello zio e re Creonte, il quale, per non macchiarsi di un crimine odioso agli dei, e cioè di uccidere una propria consanguinea, decide di murarla viva in una caverna. A seguito delle parole dell’indovino Tiresia, Creonte rivede la propria posizione, comandando di seppellire Polinice e di liberare Antigone, ma è troppo tardi: la donna si è già impiccata ed Emone, figlio di Creonte, innamorato di lei, si toglie la vita.
Prendendo il nome di Antigone, questa collana si ispira alla forza straordinaria, all’amore incondizionato e alla voce dissidente dell’eroina greca e si propone come un punto di vista al femminile su una società dominata da leggi, costumi e modi pensare che, spesso, dimenticano, rimuovono o non considerano affatto la dignità della persona umana, i diritti dei singoli individui e i valori della coscienza. Considerando la parola femminile capace di raccontare la vita nella sua autenticità, la collana Antigone ospita quegli scritti al femminile in grado di porsi sul piano dell’universale, proponendo quei contenuti originali e necessari per pensare e realizzare una comunità altra, differente, trasversalmente cosmopolita.


Collana Bagnara

Bagnara Calabra è un comune in provincia di Reggio Calabria, a pochi chilometri dallo Stretto di Messina. Situata sul mar Tirreno, al fondo di una insenatura tra le colline a strapiombo sul mare, Bagnara è un paesino ricco di storia e di personaggi di grande prestigio, riconosciuti nel panorama nazionale e internazionale.
Questa collana prende il nome di Bagnara per accogliere gli scritti dei suoi illustri cittadini, editi e inediti, allo scopo di fornire alle nuove generazioni di ogni tempo quei modelli e quegli strumenti indispensabili per la formazione della propria coscienza civica, per alimentare il proprio spirito critico e per edificare il proprio destino prendendo spunto dai propri antenati.


Collana Caos

Nella mitologia greca il Chaos indica lo spazio aperto, la voragine, l’abisso che per primo appare improvvisamente dal principio, anteriore alla generazione del cosmo, degli dèi e degli uomini, che perdura all’atto generativo e dal quale si attinge per una nuova messa in forma delle cose, per un nuovo ordine degli enti.
La collana Caos raccoglie tutte quelle opere poetiche e teatrali che, similmente al Chaos greco, dischiudono nuovi spazi di riflessione, dai quali prendere spunto per ripensare il mondo umano e le innumerevoli dimensioni che in esso abitano.
I linguaggi poetico e teatrale, rispettivamente messi in opera nella forma dell’elegia e della rappresentazione, proiettano l’ascoltatore e l’osservatore nell’immaginazione e nella visione di mondi e situazioni possibili, organizzati in maniera altra, finanche al limite della razionalità, utili per mettere a punto la nostra società, riplasmandola con scopi e significati funzionali alla vita.


Collana Clio

Il termine Clio, in greco antico, significa essenzialmente «celebrare», e con questo nome gli Elleni chiamavano la Musa della Storia e della poesia epica, figlia di Zeus e Mnemosyne, ovvero il frutto dell’unione allegorica fra il potere e la memoria.
Se anticamente essa veniva considerata una branchia della retorica, e conseguentemente una peculiarità positiva dell’agire politico, oggigiorno, l’attività storiografica, e quindi l’indagine ragionata sul complesso delle fonti, è utile non tanto per la folle pretesa di imparare dal passato, quanto per evidenziare e comprendere il naturale cambiamento che regola il mondo e gli esseri viventi.
In questa prospettiva, il fine essenziale della collana è quello di valorizzare e divulgare la conoscenza di un episodio, di un personaggio o di un’intera epoca, attinti dal patrimonio di memorie umane e previamente analizzati mediante il metodo scientifico, in modo da proporre al pubblico l’interpretazione di un dato avvenimento, sottraendolo contestualmente al baratro della dimenticanza o dell’indifferenza da parte dei posteri.


Collana Erato

Figlia di Zeus e di Mnemosine, Erato è la Musa che sovrintende al canto corale e alla poesia amorosa. È raffigurata come una giovane, con in testa una corona di mirti e di rose; su una mano tiene una lira e sull’altra un plettro. Vicino a lei c’è un amorino con arco e faretra.
Questa collana prende il nome di Erato perché raccoglie quelle opere poetiche capaci di folgorare i lettori con il segreto, la musicalità e la passione dei versi. Evocata da un amore vissuto, cercato o spezzato, la poesia invaghisce con la sua sensualità, carpisce la mente e il corpo con la sua bellezza ora radiosa ora tragica, ritma l’anima con la sua metrica e spinge al viaggio, alla ricerca, alla scoperta delle emozioni e dei pensieri ora acerbi ora maturi, ora passeggeri ora definitivi, raccontati dal poeta. La collana Erato ha lo scopo di scuotere le abitudini illusorie iniettate nella coscienza dalla società di massa, dei consumi e della tecnica, e di attrarre alla purezza degli stati d’animo narrati nei versi, i quali, pur essendo tristi o felici, sono comunque puri, immediati, portatori del vissuto, del poeta ma anche del lettore. Leggere o ascoltare la poesia infatti, può essere un modo per ritrovare se stessi, per comprendersi in maniera altra, per elevarsi spiritualmente e intellettualmente e per decidere il proprio destino alla luce della realtà effettiva, concreta raccontata dal poeta. Riscoprire la propria soggettività per mezzo di emozioni e riflessioni poetanti, è il primo passo per recuperare la propria umanità, fragilità, mortalità e imperfezione, ma anche la consapevolezza che l’amore per la vita, per l’altro e per se stessi, conduce al sogno che un domani tutti i nostri attimi vissuti, portino all’immortalità.


Collana Oneiroi

Figli di Ipno, divinità del sonno, nella mitologia greca gli Oneiroi, cioè Morfeo, Fobetore e Fantaso, sono divinità minori che plasmano e governano i sogni dei mortali. Gli Oneiroi abitano sulle sponde dell’oceano dell’ovest, in una caverna confinante con il dominio del dio Ade, re degli Inferi, dalle quali inviano i sogni ai mortali attraverso due cancelli: da uno passano i sogni veri, dall’altro transitano i sogni ingannatori. Morfeo è colui che dà forma al sogno, consentendo l’apparizione dei mortali all’interno di esso. Fobetore appare nel sogno sotto forma di esseri orribili come bestie o mostri. Fantaso genera tutti gli oggetti inanimati sognati dai mortali.
Non a caso si è deciso di dare alla collana di racconti il nome di queste divinità. Quando un autore scrive un racconto, si comporta come gli Oneiroi, plasma cioè un sogno. Quest’ultimo può narrare dei fatti realmente accaduti o immaginari, può contenere mostri, bestie, oggetti inanimati, persone inventate o realmente esistite, luoghi concreti o irreali. Ma quel che conta è che, così come i sogni degli Oneiroi, anche i racconti degli autori, quando sono letti, possono essere visti. In questo senso, la collana Oneiroi evidenzia alcuni elementi che rendono affini sogni e racconti: la brevità e il carattere onirico. Così come fa con i primi, il lettore anche può prendere spunto anche da ciò che ha appena letto, e visto, per pensare e per regolare la propria condotta.
Consapevole della potenza onirica del racconto, l’autore può dunque considerarsi un Oneiros: colui che conduce il lettore oltre i confini del reame di Apollo, della Notte e del sonno, per mostrargli questo e infiniti altri mondi possibili.


Collana Polis

Il termine greco polis indica un modello di città, quella greca, nella quale tutti i cittadini liberi sottostanti alle medesime norme di diritto, partecipavano attivamente alla vita politica, per rendere le leggi della città un riflesso dell’ordine naturale dell’universo. All’interno della polis l’uomo greco si sentiva parte organica della comunità e trovava la propria realizzazione nella costruzione del bene comune.
Prendendo spunto dalla polis greca, questa collana si propone come uno spazio all’interno del quale, da un lato, riflettere sulla politica e sulle leggi che regolano la nostra comunità; dall’altro lato, concepire, costruire e perfezionare una nuova struttura sociale, nella quale ognuno si senta libero e parte attiva per la realizzazione del bene comune cittadino, statale, planetario.


Collana Taumazein

In greco il termine Taumazein indica la meraviglia, quella condizione cioè a partire dalla quale, secondo Aristotele, sorge la filosofia. Riproporre questo termine per denominare una collana di filosofia, nel tempo in cui si discute della sua fine, può sembrare fuori-luogo, invece è una provocazione. Si tratta di interrogare questa fine, considerandola il dischiudersi di nuovi orizzonti, l’aprirsi di nuove domande e questioni. In questo senso, la collana Taumazein si propone di percorrere un viaggio su di un sentiero composto di due parti: dagli albori della filosofia fino al tempo della sua morte; dalla fine della filosofia sino all’età contemporanea. Questo viaggio mira: per un verso, a riattraversare criticamente gli antichi cammini filosofici, seguendo le impronte lasciate da chi li ha già percorsi, allo scopo di comprendere la storia della filosofia e della sua fine; per l’altro verso, a intraprendere nuovi itinerari filosofici che consentano di sperimentare nuovi scenari, nei quali alle antiche questioni e prospettive si aggiungono quelle odierne. Se la fine della filosofia indica nel contempo un cammino che si conclude e un cammino che comincia, il termine Taumazein indica l’atteggiamento che occorre assumere nel cammino appena intrapreso. È una meraviglia simile ma diversa da quella dei primi iniziatori della filosofia, in quanto è cosciente di quella antica e rischiara in modo nuovo le domande fondamentali dell’essere umano nel cosmo.

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