venerdì 29 aprile 2016

CATANZARO LIDO: Oggi Sorsi d'Autore presenta il libro CHIUDI E VAI! di Antonio Calabrò


Oggi alle ore 20:30, presso il DLF di Catanzaro Lido, in occasione dell'evento "Sorsi d'Autore 2016", si svolgerà la presentazione del libro "Chiudi e vai! Viaggi calabresi di un capotreno esistenziale" di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni). 
CHIUDI E VAI! è un tracciato di riflessione scandito da ventiquattro racconti, ripartiti in dodici mesi, nei quali l'autore intende il viaggio in treno come una metafora dell'esistenza ma anche come il luogo più adatto per conoscere da vicino la Calabria, i calabresi e i reali problemi che tormentano questa terra. Raccontando in forma di diario, fermata dopo fermata, storie di dolore e di amore, incontri folli e disperati, avvenimenti in bilico tra la ragione e la follia, nella cornice degli scenari più suggestivi che è possibile ammirare sulle coste jonica e tirrenica, il capotreno esistenziale Antonio Calabrò cerca un senso all'esistenza laddove pare sia possibile soltanto fare esperienza, bella e atroce a un tempo, del viaggio e degli altri.
ANTONIO CALABRÒ collabora attivamente con il giornale online ZoomSud ed è direttore artistico, autore e ideatore della rassegna Calabria d’Autore, spazio teatrale sui temi della cultura. Grande appassionato di musica, trasmette su Radio Antenna Febea e scrive prefazioni, recensioni e critiche letterarie. Ha pubblicato L’inferno InnamoratoJohnny RollingUn Libro ci Salverà. Per Disoblio ha già pubblicato Reggio è un blues (2013). Nel tempo libero è Capotreno di Trenitalia.

VIBO: Oggi il Rotary Club incontra Giusy Staropoli Calafati al 501 Hotel


Si svolgerà oggi alle ore 20:00, presso la sala conferenze del 501 Hotel, l'incontro con Giusy Staropoli Calafati, autrice del libro “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” (Disoblio Edizioni), promosso dal Rotary Club di Vibo Valentia, intitolato: “Calabresità: orgoglio e ostinazione attraverso gli occhi di una scrittrice. Conversazione con Giusy Staropoli Calafati”.
L'opera propone un originalissimo sentiero di riflessione attraverso le intense pagine della vita e della vastissima produzione letteraria di Saverio Strati. Commentando di passo in passo le tappe cruciali della bio-bibliografia stratiana e mettendo a fuoco la stretta interconnessione delle questioni affrontate dallo scrittore santagatese nonché la loro attualità, l'autrice sostiene che Saverio Strati incarni lo spirito del Meridione, spirito divenuto parola mediante i suoi scritti.
Omaggiando lo scrittore di Sant'Agata del Bianco con una poesia e un racconto a lui dedicati, Giusy Staropoli Calafati attira l'attenzione su uno dei più grandi scrittori calabresi, denunciando la generale dimenticanza e il pericolo di non leggere più i suoi scritti, tanto decisivi per un Meridione bisognoso di indagarsi da sé e di delineare la propria identità, focalizzando quei pregi e quei difetti dai quali soltanto possono generarsi nuove prospettive per il domani.
GIUSY STAROPOLI CALAFATI è nata a Vibo Valentia il 7 Settembre 1978. Moglie e madre di quattro figli, nel ’97 ha conseguito il diploma di maturità e ha continuato a coltivare la sua passione per la letteratura da autodidatta. Il suo genio creativo viene sempre più riconosciuto ed annoverato nella grande tradizione letteraria calabrese. Vincitrice di importanti concorsi e premi letterari in Italia, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per il merito di narrare con impeto un Sud reale. Presente in varie antologie di poesia contemporanea e narrativa italiana, ha pubblicato: La mia terra (Sabinae 2008) con una prefazione di Gerardo Sacco; Pensatori e Poeti (Leonida 2010); Natuzza Evolo due chiacchiere con Maria (Falco 2013); SUD – La terra di Costabile (Thoth 2014) con una prefazione a cura di Luigi M. Lombardi Satriani; A passioni, canto in dialetto calabrese (Thoth 2015). Attualmente vive e opera a Briatico.

giovedì 28 aprile 2016

In libreria! DALLA CALABRIA ALLE LANGHE di Mattia Milea


PAGINE: 208
MESE/ANNO: 4/16
ISBN: 978-88-98932-33-7
DIMENSIONI: 15x21 cm
GENERE: Biografico
COLLANA: -
PREZZO: € 16,00

Descrizione:
L'opera narra le vicende di Pasquale Brancatisano, contadino calabrese, cresciuto a Samo di Calabria, diventato soldato dell'esercito di Mussolini, fuoriuscito dopo l'8 settembre '43 ed infine partigiano col nome di battaglia “Malerba”. Mattia Milea traccia il ritratto di un'epoca attraverso gli accadimenti vissuti dal partigiano calabrese. Dal Montenegro alla Francia alle Langhe, Pasquale racconta la storia di un Paese sbandato e di un'Italia ancora tutta da costruire. Lotte, Resistenza, grandi amicizie, ideali, sogni e Liberazione si rincorrono all'interno della coscienza di un uomo che ha scelto di stare dalla parte della libertà e dell'eguaglianza contro i soprusi e la dittatura.

mercoledì 27 aprile 2016

CATANZATO LIDO: Venerdì 29 aprile presentazione di CHIUDI E VAI! a Sorsi d'Autore 2016


Venerdì 29 aprile, presso il DLF di Catanzaro Lido, in occasione dell'evento "Sorsi d'Autore 2016", si svolgerà la presentazione del libro "Chiudi e vai! Viaggi calabresi di un capotreno esistenziale" di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni). 
CHIUDI E VAI! è un tracciato di riflessione scandito da ventiquattro racconti, ripartiti in dodici mesi, nei quali l'autore intende il viaggio in treno come una metafora dell'esistenza ma anche come il luogo più adatto per conoscere da vicino la Calabria, i calabresi e i reali problemi che tormentano questa terra. Raccontando in forma di diario, fermata dopo fermata, storie di dolore e di amore, incontri folli e disperati, avvenimenti in bilico tra la ragione e la follia, nella cornice degli scenari più suggestivi che è possibile ammirare sulle coste jonica e tirrenica, il capotreno esistenziale Antonio Calabrò cerca un senso all'esistenza laddove pare sia possibile soltanto fare esperienza, bella e atroce a un tempo, del viaggio e degli altri.
ANTONIO CALABRÒ collabora attivamente con il giornale online ZoomSud ed è direttore artistico, autore e ideatore della rassegna Calabria d’Autore, spazio teatrale sui temi della cultura. Grande appassionato di musica, trasmette su Radio Antenna Febea e scrive prefazioni, recensioni e critiche letterarie. Ha pubblicato L’inferno Innamorato, Johnny Rolling, Un Libro ci Salverà. Per Disoblio ha già pubblicato Reggio è un blues (2013). Nel tempo libero è Capotreno di Trenitalia.

lunedì 25 aprile 2016

Il combattente Malerba riceve la medaglia al valore nel 71° anniversario della Liberazione

In occasione del 71° anniversario della Liberazione d'Italia, è stata coniata e consegnata alle partigiane e ai partigiani ancora viventi o alle famiglie (dei deceduti, dopo quella data), e agli ex-deportati, una medaglia speciale che ritrae il cancello delle Fosse Ardeatine.
Il nostro Pasquale Brancatisano "Malerba" è il più anziano partigiano calabrese rimasto in vita.
E' un onore per Disoblio Edizioni aver impresso le sue memorie partigiane, raccontata dalla penna di Mattia Milea, sua affezionata biografa.



domenica 24 aprile 2016

GERACE LIBRO APERTO: Presentato “CHIUDI E VAI!” di Antonio Calabrò


“Un umanista di nuova generazione”. È con queste parole di Daniela Mazzeo che sabato 23 aprile, presso la Sala Conferenze del Museo Civico di Gerace, all'interno della fiera “Gerace Libro Aperto 2016. Il contagio”, si è aperta la presentazione del libro di Antonio Calabrò, “Chiudi e vai! Viaggi calabresi di un capotreno esistenziale”.
Uno scrittore-capotreno che, muovendosi tra i binari e le parole, su e giù per Calabria, ne racconta la realtà attraverso le storie di vita conosciute in treno. Un'analisi sociale svolta con attenzione, senza mai scadere nella banalità, e con una scrittura capace di narrare l'amarezza diffusa ormai nella popolazione per via dei tanti problemi che attanagliano il nostro tempo, ma anche in grado di far emergere le piccole gioie di coloro che continuano ad andare avanti.
Dialogando con la giornalista Daniela Mazzeo e l'editore Salvatore Bellantone, Antonio Calabrò ha spiegato come la scrittura sia sempre una conseguenza della lettura, attraverso la quale conoscere le prospettive degli altri e meglio definire la propria. La lettura è come il respirare, è un percorso di ricerca interiore di sé che, poi, tramutandosi in scrittura, diviene un percorso di ricerca degli altri. Tale incontro con l'altro può avvenire, ha continuato Antonio Calabrò, soltanto abbattendo i mattoni che tengono in piedi il muro del pregiudizio e condannano ognuno alla solitudine, la più grave malattia della nuova era, che spinge anche a provare paura di quello che non si conosce. Occorre invece sforzarsi a conoscere l'altro e a trovare nell'altro quel bene nascosto dietro un modo di pensare e di vivere che ha condotto a nuove forme di schiavitù. Senza tale impegno, le cose peggioreranno, bisogna invece sconfiggere ogni forma di pregiudizio e darsi da fare. Non c'è più tempo per parlare di speranza, occorre progettare e passare al fare, altrimenti saremo condannati alla continua fuga di quelle intelligenze che potrebbero davvero cambiare la nostra terra.
In “Chiudi e vai!” racconto le storie degli ultimi per mettere a fuoco qualcosa che molti hanno dimenticato: l'essere umano può dirsi tale non soltanto perché è capace di sorridere per le fortune dell'altro ma soprattutto quando è capace di soffrire per le disgrazie altrui. Questo tipo di società in cui viviamo, ha proseguito Antonio Calabrò, conduce al nulla. Tutto è in frantumi e l'unica cosa che permane è il consumo continuo di beni effimeri che porta alla solitudine e all'infelicità. E questo mi fa preoccupare tanto per i giovani che, ormai, si confrontano da soli, in un mondo in cui gli adulti non sanno come raggiungerli e capirli. “Chiudi e vai!” è una metafora della vita, sì, ma nelle storie dei disadattati che racconto è possibile rivedersi, ognuno di noi. Siamo un popolo costituito da folli, ognuno dei quali ha avuto almeno un'occasione nella vita per fare qualcosa di importante e invece non c'è riuscito, ha fallito, determinando una degenerazione della propria vita. Ma in questo mondo che non offre più opportunità, occorrerebbe essere ancora più folli, più coraggiosi per dimostrare di non appartenere a questa Calabria decadente e di far parte, invece, di una Calabria diversa.
Io amo e odio la mia terra, ha concluso Antonio Calabrò, accendendo la lanterna della Disoblio, è uno dei luoghi più belli della Terra ma anche uno di quelli in cui c'è tanto da fare. La Calabria ha bisogno di consapevolezza, deve essere letta e raccontata in un altro modo, combattendo innanzitutto l'esodo dei giovani e degli intelletti, la più grande piaga a cui la nostra terra sembra essere condannata.

sabato 23 aprile 2016

GERACE LIBRO APERTO: Oggi Antonio Calabrò presenta il libro “CHIUDI E VAI!”

Oggi, alle ore 17:00, presso la Piazza del Tocco del Comune di Gerace, nell'ambito della quinta edizione della Fiera del Libro “Gerace Libro Aperto. Il contagio”, verrà presentato il libro “Chiudi e Vai! Viaggi calabresi di un capotreno esistenziale” di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni). Saluti iniziali Luca Marturano (Assessore alla cultura comune di Gerace), presenta Daniela Mazzeo, con Saso Bellantone (Editore). Sarà presente l'Autore.
CHIUDI E VAI! è un tracciato di riflessione scandito da ventiquattro racconti, ripartiti in dodici mesi, nei quali l'autore intende il viaggio in treno come una metafora dell'esistenza ma anche come il luogo più adatto per conoscere da vicino la Calabria, i calabresi e i reali problemi che tormentano questa terra. Raccontando in forma di diario, fermata dopo fermata, storie di dolore e di amore, incontri folli e disperati, avvenimenti in bilico tra la ragione e la follia, nella cornice degli scenari più suggestivi che è possibile ammirare sulle coste jonica e tirrenica, il capotreno esistenziale Antonio Calabrò cerca un senso all'esistenza laddove pare sia possibile soltanto fare esperienza, bella e atroce a un tempo, del viaggio e degli altri.
ANTONIO CALABRÒ collabora attivamente con il giornale online ZoomSud ed è direttore artistico, autore e ideatore della rassegna Calabria d’Autore, spazio teatrale sui temi della cultura. Grande appassionato di musica, trasmette su Radio Antenna Febea e scrive prefazioni, recensioni e critiche letterarie. Ha pubblicato L’inferno Innamorato, Johnny Rolling, Un Libro ci Salverà. Per Disoblio ha già pubblicato Reggio è un blues (2013). Nel tempo libero è Capotreno di Trenitalia.

giovedì 14 aprile 2016

GERACE LIBRO APERTO: Sabato 23 aprile Antonio Calabrò presenta il libro “CHIUDI E VAI!”


Sabato 23 aprile, alle ore 17:00, presso la Piazza del Tocco del Comune di Gerace, nell'ambito della quinta edizione della Fiera del Libro “Gerace Libro Aperto. Il contagio”, verrà presentato il libro “Chiudi e Vai! Viaggi calabresi di un capotreno esistenziale” di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni). Saluti iniziali Luca Marturano (Assessore alla Cultura comune di Gerace), presenta Daniela Mazzeo, con Saso Bellantone (Editore). Sarà presente l'Autore.
CHIUDI E VAI! è un tracciato di riflessione scandito da ventiquattro racconti, ripartiti in dodici mesi, nei quali l'autore intende il viaggio in treno come una metafora dell'esistenza ma anche come il luogo più adatto per conoscere da vicino la Calabria, i calabresi e i reali problemi che tormentano questa terra. Raccontando in forma di diario, fermata dopo fermata, storie di dolore e di amore, incontri folli e disperati, avvenimenti in bilico tra la ragione e la follia, nella cornice degli scenari più suggestivi che è possibile ammirare sulle coste jonica e tirrenica, il capotreno esistenziale Antonio Calabrò cerca un senso all'esistenza laddove pare sia possibile soltanto fare esperienza, bella e atroce a un tempo, del viaggio e degli altri.
ANTONIO CALABRÒ collabora attivamente con il giornale online ZoomSud ed è direttore artistico, autore e ideatore della rassegna Calabria d’Autore, spazio teatrale sui temi della cultura. Grande appassionato di musica, trasmette su Radio Antenna Febea e scrive prefazioni, recensioni e critiche letterarie. Ha pubblicato L’inferno Innamorato, Johnny Rolling, Un Libro ci Salverà. Per Disoblio ha già pubblicato Reggio è un blues (2013). Nel tempo libero è Capotreno di Trenitalia.

martedì 5 aprile 2016

Ristampa record per OGNI COSA C'U SO' TEMPU di Carmine Laurendi!


In meno di venti giorni sono terminate le copie dell'ultima silloge dialettale di Carmine Laurendi, “Ogni cosa c'u so' tempu” edito da Disoblio Edizioni.
Un libro semplice, composto da cinque sezioni, all'interno delle quali l'autore riflette poeticamente sulla questione del tempo, quella dimensione all'interno della quale sono immerse e fluiscono tutte le cose e tutti gli avvenimenti e la quale scandisce la finitezza della vita umana.
Una finitezza dimenticata a causa del cambiamento dei costumi e dell'accelerazione delle esperienze, provocati dai mass-media, e che invece secondo il poeta va riscoperta per regolare le condotte umane e riscoprire quei valori, come l'amore, la fede, il culto degli antenati, il rispetto dell'altro e altri ancora, sui quali si fonda ogni comunità.
“Ogni cosa c'u so' tempu” propone una riflessione sul tempo inteso come caducità, dalla cui consapevolezza ognuno dovrebbe dare un significato diverso alle cose che ha, agli avvenimenti che gli accadono e alle persone che incontra o ha incontrato. La memoria dei consigli dei genitori o degli anziani, l'amore e il rispetto per l'altro, l'accontentarsi di quel che si ha, l'umiltà di presentarsi così come si è e non come virtualmente si manifesta, l'amore vero per il proprio partner, che lo intende come unico e solo e che fa fare follie, come scrivere dei versi o regalare dei fiori, sono soltanto alcuni dei temi affrontati da Carmine Laurendi nella sua nuova silloge dialettale.
C'è un tempo per qualsiasi cosa, secondo l'autore, e va impiegato in maniera ponderata nei momenti davvero importanti della vita. Tutte le altre dimensioni che intessono la quotidianità, lo sport, la dieta, il gioco e altri passatempi, vanno invece pesati e misurati perché conducono alla rovina, slegano la comunità ed costituiscono alla fine soltanto del tempo perduto.
Il tempo deve essere dedicato alle persone care e alle sfide che il territorio in cui si vive propone, ma anche alla riscoperta della fede, intesa non come mera ritualità ma come atmosfera nella quale essere sempre immersi, che richiede devozione e speranza nel cambiamento in meglio degli eventi.
C'è chi usa il il proprio tempo per il bene comune, chi invece per interessi personali ed errati, ma per entrambi il tempo è in scadenza e alla fine ognuno dovrà rendere conto di quello che ha fatto nella vita.
Anche se la il genere poetico è “fuori tempo” rispetto agli altri genere letterari più in voga nella nostra epoca, il libro di Carmine Laurendi fa sperare in una crescita di quei lettori che hanno bisogno di emozionarsi e di riflettere seriamente sui problemi della vita attraverso la poesia, e in particolar modo quella dialettale.
A giorni, la ristampa di “Ogni cosa c'u so' tempu” di Carmine Laurendi, sarà disponibile nelle migliori librerie affiliate al circuito Disoblio.
Buona poesia a tutti, buona riflessione!