lunedì 7 novembre 2016

In libreria! RICHARD WAGNER E IL TEATRO DEGLI ARCHETIPI – Graziella Milazzo



PAGINE: 216
MESE/ANNO: 11/16
ISBN: 978-88-98932-38-2
DIMENSIONI: 15x21 cm
GENERE: Saggistica/Filosofia
COLLANA: Taumazein
PREZZO: € 15,00

Descrizione:
L’opera propone un excursus di riflessione sulle opere wagneriane, da quelle giovanili al Ring, mettendo in luce i principali temi e rimandi filosofici, estetici e psicologici che la musica e il teatro di Wagner portano con sé ancora oggi.

mercoledì 26 ottobre 2016

OPPIDO: Il 30 ottobre la SMS “Lavoro e Soccorso” presenta il romanzo CAINO di Giuseppe Bagnato


Domenica 30 ottobre, alle ore 16:30, presso i locali della Soms “Lavoro e Soccorso” di Oppido Mamertina, n collaborazione con l'Associazione Culturale Mesogaia, si svolgerà la presentazione del romanzo “Caino” di Giuseppe Bagnato. Saluti Francesco Scattarreggia (Presidente SOMS Oppido Mamertina), Fortunato Schiava (Presidente Associazione culturale Mesogaia). Interventi di: Antonietta Bonarrigo (Associazione culturale Mesogaia), Salvatore Bellantone (Editore). Musica a cura di Carmelo Morabito. Monologo a cura di Paolo Tropeano e Maria Rosa Ferraro. Sarà presente l'Autore.
In CAINO, Giuseppe Bagnato racconta il viaggio dell'omonimo protagonista attraverso il bene e il male in compagnia di Lucifero e del Piccolo Fioraio, in direzione di quella meta che rivoluzionerà per sempre la sua vita. Ricco di sfide, incontri e colpi di scena che metteranno alla prova il protagonista fino alla fine, il romanzo si mostra come una lente di ingrandimento sui più grandi problemi che attanagliano le nuove generazioni e il Meridione, primo fra tutti quello del pregiudizio.
GIUSEPPE BAGNATO è nato a Varapodio (RC), dove attualmente vive e svolge la professione di contadino. Nel 2005 ha ricevuto la Targa Navi e Naviganti partecipando al “Premio Anoia Salvatore Gemelli”. Per Disoblio ha già pubblicato Moira (2014) e Ozz (2015), entrambi presentati al XXIX Salone Internazionale del Libro di Torino.

sabato 10 settembre 2016

CAULONIA MARINA: Oggi presentazione del libro DI CHIESE E DI GALERE di Angelo Bombardieri


Oggi alle 18:30, presso la Biblioteca Comunale di Caulonia Marina, l'Associazione culturale Gnoseon presenta il libro “Di chiese e di galere. La (Nostra) Terra” di Angelo Bombardieri (Disoblio Edizioni). Interverranno: Alfredo Piscioneri (Presidente Gnoseon), Salvatore Bellantone (Editore), Willyam Bombardieri (Musicista), Angela Cristofaro (Giornalista). Sarà presente l'Autore.
Alternando la prosa alla poesia, in DI CHIESE E DI GALERE. LA (NOSTRA) TERRA Angelo Bombardieri mette a fuoco i pensieri sparsi, il sesso, la malinconia, la solitudine, l'amore, la religione, la politica – ossia le tappe che scandiscono l'evoluzione critica di ogni individuo nel viaggio della vita. Se presa singolarmente, ogni sosta può manifestarsi come una croce o una delizia, può portare cioè alla salvezza oppure alla dannazione; osservandole invece tutte insieme, quelle fermate possono condurre a una lucida consapevolezza di sé e della società che si ha attorno, necessaria per ripartire e conoscere mondi nuovi con “altri” occhi.
ANGELO BOMBARDIERI è nato a Giaveno (TO) il 28 Luglio 1991 e coltiva fin da giovane l’amore per la lettura e la scrittura, che lo ha spinto a scrivere per diletto poesie e brani musicali. Aggiudicatosi nel 2002 il primo premio al concorso letterario “Le tavole di Camelot”, alcuni anni dopo si è trasferito in Calabria, a Titi, una piccola frazione del comune di Placanica. Terminati gli studi, ha deciso di andare a vivere per conto proprio, impiegandosi nel settore della ristorazione, senza mai abbandonare le sue passioni. Ricevuto nel 2015 il primo premio al concorso letterario “Racconti di vita”, attualmente vive e lavora come barista a Caulonia Marina (RC). Di chiese e di galere è la sua prima pubblicazione.

mercoledì 7 settembre 2016

REGGIO: Oggi presentazione del libro DALLA CALABRIA ALLE LANGHE di Mattia Milea


Oggi alle ore 18:00, presso il Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, nel corso della Festa dell'Unità, si svolgerà la presentazione del libro “Dalla Calabria alle Langhe. Il combattente Malerba racconta la sua lotta partigiana” di Mattia Milea (Disoblio Edizioni). Intervengono Gianfranco Cordì (filosofo e saggista), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autrice.
L'opera narra le vicende di Pasquale Brancatisano, contadino calabrese, cresciuto a Samo di Calabria, diventato soldato dell'esercito di Mussolini, fuoriuscito dopo l'8 settembre '43 ed infine partigiano col nome di battaglia “Malerba”. Mattia Milea traccia il ritratto di un'epoca attraverso gli accadimenti vissuti dal partigiano calabrese. Dal Montenegro alla Francia alle Langhe, Pasquale racconta la storia di un Paese sbandato e di un'Italia ancora tutta da costruire. Lotte, Resistenza, grandi amicizie, ideali, sogni e Liberazione si rincorrono all'interno della coscienza di un uomo che ha scelto di stare dalla parte della libertà e dell'eguaglianza contro i soprusi e la dittatura.
MATTIA MILEA è nata nel 1970 a Reggio Calabria, dove tuttora risiede. Ha insegnato nei corsi “Formazione formatori” per l’Università Mediterranea di RC. Attualmente è docente di Lingua Inglese negli istituti di istruzione secondaria della Provincia di Reggio Calabria e di Mediazione Linguistica Orale Francese presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “Don D. Calarco” di Catona (RC). Le sue traduzioni sono state pubblicate in diverse riviste scientifiche internazionali, con le quali ha pubblicato degli articoli concernenti la traduzione quasimodiana di William Shakespeare e delle recensioni critiche su Theodore Dreiser e William Golding. L’Accademia dei Micenei le ha conferito un Riconoscimento Speciale per la brillante traduzione in stile di alcune poesie pubblicate nell’antologia “Romanta 2005 – poesia come sogno che diventa realtà”, in quattro lingue.

mercoledì 31 agosto 2016

CAULONIA MARINA: Il 10 settembre presentazione del libro DI CHIESE E DI GALERE di Angelo Bombardieri


Sabato 10 settembre, alle 18:30, presso la Biblioteca Comunale di Caulonia Marina, l'Associazione culturale Gnoseon presenta il libro “Di chiese e di galere. La (Nostra) Terra” di Angelo Bombardieri (Disoblio Edizioni). Interverranno: Alfredo Piscioneri (Presidente Gnoseon), Salvatore Bellantone (Editore), Willyam Bombardieri (Musicista). Sarà presente l'Autore.
Alternando la prosa alla poesia, in DI CHIESE E DI GALERE. LA (NOSTRA) TERRA Angelo Bombardieri mette a fuoco i pensieri sparsi, il sesso, la malinconia, la solitudine, l'amore, la religione, la politica – ossia le tappe che scandiscono l'evoluzione critica di ogni individuo nel viaggio della vita. Se presa singolarmente, ogni sosta può manifestarsi come una croce o una delizia, può portare cioè alla salvezza oppure alla dannazione; osservandole invece tutte insieme, quelle fermate possono condurre a una lucida consapevolezza di sé e della società che si ha attorno, necessaria per ripartire e conoscere mondi nuovi con “altri” occhi.
ANGELO BOMBARDIERI è nato a Giaveno (TO) il 28 Luglio 1991 e coltiva fin da giovane l’amore per la lettura e la scrittura, che lo ha spinto a scrivere per diletto poesie e brani musicali. Aggiudicatosi nel 2002 il primo premio al concorso letterario “Le tavole di Camelot”, alcuni anni dopo si è trasferito in Calabria, a Titi, una piccola frazione del comune di Placanica. Terminati gli studi, ha deciso di andare a vivere per conto proprio, impiegandosi nel settore della ristorazione, senza mai abbandonare le sue passioni. Ricevuto nel 2015 il primo premio al concorso letterario “Racconti di vita”, attualmente vive e lavora come barista a Caulonia Marina (RC). Di chiese e di galere è la sua prima pubblicazione.

lunedì 29 agosto 2016

In libreria! DI CHIESE E DI GALERE di Angelo Bombardieri

PAGINE: 120
MESE/ANNO: 08/16
ISBN: 978-88-98932-37-5
DIMENSIONI: 15x21 cm
GENERE: Poesia
COLLANA: -
PREZZO: € 10,00

Descrizione:
Alternando la prosa alla poesia, in DI CHIESE E DI GALERE. LA (NOSTRA) TERRA Angelo Bombardieri mette a fuoco i pensieri sparsi, il sesso, la malinconia, la solitudine, l'amore, la religione, la politica – ossia le tappe che scandiscono l'evoluzione critica di ogni individuo nel viaggio della vita. Se presa singolarmente, ogni sosta può manifestarsi come una croce o una delizia, può portare cioè alla salvezza oppure alla dannazione; osservandole invece tutte insieme, quelle fermate possono condurre a una lucida consapevolezza di sé e della società che si ha attorno, necessaria per ripartire e conoscere mondi nuovi con “altri” occhi.

sabato 20 agosto 2016

BRANCALEONE: Formare. È questo l'imperativo del Maledetto Sud


Formare. È questo l'imperativo emerso ieri, presso la casa del Confino di Cesare Pavese di Brancaleone, durante il Salotto D'Autore NOTTI DISOBLIATE - MALEDETTO SUD, promosso da Disoblio Edizioni, al quale hanno partecipato Antonino Tringali, Carmine Verduci (Presidente Pro Loco Brancaleone), Salvatore Bellantone (editore) Gianfranco Cordì, autore del saggio filosofico Realismo Meridiano, Mattia Milea, autrice della biografia romanzata Dalla Calabria alle Langhe, Rocco Nassi, autore della silloge U ricriju r'u me' cori.
Formare i giovani e gli studenti alla storia e alla cultura meridionale, è l'unica chance che è possibile dare al Sud per diminuire quella distanza che lo separa dalle regioni italiane industrialmente e economicamente più avanzate, metterlo al passo coi tempi e dare alla popolazione quella speranza di vita, e non di dura sopravvivenza, che oggi sembra soltanto un miraggio.
Questo è il senso del salotto d'autore che abbiamo ospitato, hanno spiegato Antonino Tringali e Carmine Verduci inaugurando la conversazione, fare riflettere i più giovani sull'importanza della conoscenza del nostro passato, quello vero e non quello raccontato nei manuali di scuola, delle risorse che il nostro territorio offre e della voglia di fare imprenditoria indipendente, promuovendo una cultura del locale in ogni ambito della nostra società.
Per fare questo, come emerso dalla conversazione con Mattia Milea, autrice della biografia Dalla Calabria alle Langhe, bisogna conoscere la storia dei nostri antenati, lontani e anche più vicini, come quella dei nostri padri e nonni, rappresentati dal combattente Pasquale Brancatisano detto Malerba, partito per la guerra da povero e da semi-analfabeta per difendere il diritto alla libertà di ogni individuo e tornato in Calabria colmo di una nuova consapevolezza: cioè di aver avuto attivamente una parte nelle grandi trasformazioni geopolitiche di quel tempo per donare un futuro ai suoi discendenti e conterranei e del grande bisogno come essere pensante di informarsi e di conoscere la storia, la letteratura, le altre lingue, il mondo circostante nella sua complessità e quanto altro fa parte della sfera umana e culturale dei popoli, per essere realmente un individuo libero e capace di scegliere consapevolmente per il meglio di tutti.
Tale coscienza, come affiorato dalla chiacchierata con Rocco Nassi, autore della silloge U ricriju r'u me' cori, dipende dalla buona scuola e dalle buone riforme, mettendo in condizione gli insegnanti di poter fare il proprio dovere, e cioè di educare i discenti alla libertà e allo spirito critico. Questo, tuttavia non è sempre possibile, perché a scuola non è possibile studiare in maniera ordinaria né la lingua dialettale, testimonianza della storia e della cultura meridionale, né quegli autori meridionali nei cui libri si ravvisano le tracce per comprendere il mondo di oggi. La crisi del Sud, e la degenerazione ravvisabile quotidianamente, proviene anche da questo. Bisogna trovare quella pace interiore, difficile per via delle difficoltà economiche che si affrontano giornalmente, per rendersi conto dell'urgenza della buona formazione e per spendere il tempo restante in maniera attiva, tramandando e insegnando ai giovani il mondo di ieri nella sua poliedricità, importando da esso quei fili di speranza utili per affrontare il domani. E ciò è possibile con l'aiuto degli adulti e dei più anziani, spegnendo la tecnologia e favorendo l'incontro con l'altro, come davanti al braciere, come avveniva prima dell'avvento della televisione e di altri strumenti.
Senza l'incontro con l'altro per la sana trasmissione della saggezza e della conoscenza passata, ha spiegato Gianfranco Cordì, autore del saggio Realismo meridiano, restiamo ignoranti e indifferenti alle grandi trasformazioni che stiamo vivendo o, meglio, subendo. Per affrontare le sfide del nostro tempo occorre, per dirla alla Morin, una testa ben fatta, consapevole cioè della nostra storia, che nulla ha da invidiare a quella di altri popoli, della risorse, delle bellezze e delle ricchezze che il nostro territorio possiede, del coraggio di impiegare l'una e le altre in maniera imprenditoriale e occupazionale. È vero che c'è un grande divario tra Nord e Sud, specie sul piano economico, ma tale distanza può essere ricucita soltanto operando sull'elemento culturale: sulla nostra testa, sulla nostra mentalità, per certi aspetti troppo antica e retrò, troppo chiusa, troppo schiava di luoghi comuni, molti dei quali inventati per far sì che il popolo meridionale resti un contenitore di voti e una mandria di consumatori. Ma per cambiare la mentalità occorre guardare alla formazione e all'educazione, non soltanto a scuola ma in ogni dimensione e momento della quotidianità, partendo dal rispetto di ogni individuo e dall'abituarsi a fare rete, a intendersi come una comunità in cui ognuno è legato all'altro, specie sul piano della produzione e del consumo, favorendo il locale.
Aperto in seguito il dibattito, con l'assaggio di prodotti tipici innanzi alla mostra fotografica “Calabria Experience”, sono emersi numerosi spunti di riflessione e prospettive, tutte convenendo nella medesima stella polare: bisogna educare alla cultura calabrese e meridionale come mai è stato fatto. Questo è il sentiero che può trasformare il maledetto Sud in un benedetto Sud.

venerdì 19 agosto 2016

BRANCALEONE: Oggi “Notti Disobliate 2016 – Maledetto Sud con Cordì, Milea e Nassi


Il Sud è maledetto. È detto male da chi lo abita e anche da chi lo viene a trovare. È una terra martoriata dal pregiudizio, da una mentalità arretrata, dall'indifferenza, dall'ignoranza. Sono questi i marchi invisibili eppure tangibili che condizionano il destino del Meridione e della sua gente, nere etichette che determinano una chiusura onnicomprensiva verso il nuovo e il domani e la conseguente rimozione dal sentiero della vita delle tracce di quell'ultimo demone uscito dal vaso di Pandora, la speranza, in grado di trasformare l'orrenda crisalide che è la Calabria in una bellissima farfalla finalmente capace di spiccare il volo. Si vive di idee preconfezionate e di pratiche antiche che rendono insensibili alle grandi metamorfosi cui il mondo intero è soggetto e alle ripercussioni di queste ultime in ambito territoriale, locale e personale. Ci si limita a sopravvivere, murati vivi, entro le barriere di una inciviltà, di una incompetenza e di una cafoneria che rendono ciechi nei confronti del passato, inconsapevoli degli avvenimenti odierni e privi dell'avvenire. In breve, schiavi ieri, schiavi oggi e schiavi anche domani di quei sigilli auto-applicati sulla propria fronte, nell'illusione di una sopravvivenza sempre e comunque possibile, che invece oggi è l'impossibile. L'esclamazione “Maledetto Sud!” mette in risalto una duplice prospettiva: la conoscenza del nostro passato e la consapevolezza di averlo permesso noi stessi; la presa di coscienza di come oggi stanno le cose e di permetterlo ancora noi stessi. Dunque, “Maledetto Sud!” è “Maledetti Noi!”.
Oggi alle ore 19:00, presso la casa del Confino di Cesare Pavese di Brancaleone, Disoblio Edizioni promuove il Salotto D'Autore NOTTI DISOBLIATE - MALEDETTO SUD. Saluti di iniziali Antonino Tringali, Carmine Verduci (Presidente Pro Loco Brancaleone), Francesco Moio (Sindaco di Brancaleone) e Alfredo Zappia (Assessore di Brancaleone). Conversano con l'editore Salvatore Bellantone: Gianfranco Cordì, autore del saggio filosofico Realismo Meridiano, Mattia Milea, autrice della biografia romanzata Dalla Calabria alle Langhe, Rocco Nassi, autore delle sillogi No' esti na zannella e U ricriju r'u me' cori.
Intervallata da musica e mostre d'arte, la serata si concluderà con un assaggio di stroncatura e di pesce stocco.

giovedì 18 agosto 2016

CAULONIA MARINA: il 23 agosto presentazione del libro DI CHIESE E DI GALERE di Angelo Bombardieri


Martedì 23 agosto, alle 21:30, presso il Lido Blu Tango, l'Associazione culturale Gnoseon presenta il libro “Di chiese e di galere. La (Nostra) Terra” di Angelo Bombardieri (Disoblio Edizioni). Interverranno: Alfredo Piscioneri (Presidente Gnoseon), Salvatore Bellantone (Editore), Willyam Bombardieri (Musicista). Sarà presente l'Autore.
Alternando la prosa alla poesia, in DI CHIESE E DI GALERE. LA (NOSTRA) TERRA Angelo Bombardieri mette a fuoco i pensieri sparsi, il sesso, la malinconia, la solitudine, l'amore, la religione, la politica – ossia le tappe che scandiscono l'evoluzione critica di ogni individuo nel viaggio della vita. Se presa singolarmente, ogni sosta può manifestarsi come una croce o una delizia, può portare cioè alla salvezza oppure alla dannazione; osservandole invece tutte insieme, quelle fermate possono condurre a una lucida consapevolezza di sé e della società che si ha attorno, necessaria per ripartire e conoscere mondi nuovi con “altri” occhi.
ANGELO BOMBARDIERI è nato a Giaveno (TO) il 28 Luglio 1991 e coltiva fin da giovane l’amore per la lettura e la scrittura, che lo ha spinto a scrivere per diletto poesie e brani musicali. Aggiudicatosi nel 2002 il primo premio al concorso letterario “Le tavole di Camelot”, alcuni anni dopo si è trasferito in Calabria, a Titi, una piccola frazione del comune di Placanica. Terminati gli studi, ha deciso di andare a vivere per conto proprio, impiegandosi nel settore della ristorazione, senza mai abbandonare le sue passioni. Ricevuto nel 2015 il primo premio al concorso letterario “Racconti di vita”, attualmente vive e lavora come barista a Caulonia Marina (RC). Di chiese e di galere è la sua prima pubblicazione.

lunedì 15 agosto 2016

BRANCALEONE: Il 19 agosto “Notti Disobliate 2016 – Maledetto Sud con Cordì, Milea e Nassi


Il Sud è maledetto. È detto male da chi lo abita e anche da chi lo viene a trovare. È una terra martoriata dal pregiudizio, da una mentalità arretrata, dall'indifferenza, dall'ignoranza. Sono questi i marchi invisibili eppure tangibili che condizionano il destino del Meridione e della sua gente, nere etichette che determinano una chiusura onnicomprensiva verso il nuovo e il domani e la conseguente rimozione dal sentiero della vita delle tracce di quell'ultimo demone uscito dal vaso di Pandora, la speranza, in grado di trasformare l'orrenda crisalide che è la Calabria in una bellissima farfalla finalmente capace di spiccare il volo. Si vive di idee preconfezionate e di pratiche antiche che rendono insensibili alle grandi metamorfosi cui il mondo intero è soggetto e alle ripercussioni di queste ultime in ambito territoriale, locale e personale. Ci si limita a sopravvivere, murati vivi, entro le barriere di una inciviltà, di una incompetenza e di una cafoneria che rendono ciechi nei confronti del passato, inconsapevoli degli avvenimenti odierni e privi dell'avvenire. In breve, schiavi ieri, schiavi oggi e schiavi anche domani di quei sigilli auto-applicati sulla propria fronte, nell'illusione di una sopravvivenza sempre e comunque possibile, che invece oggi è l'impossibile. L'esclamazione “Maledetto Sud!” mette in risalto una duplice prospettiva: la conoscenza del nostro passato e la consapevolezza di averlo permesso noi stessi; la presa di coscienza di come oggi stanno le cose e di permetterlo ancora noi stessi. Dunque, “Maledetto Sud!” è “Maledetti Noi!”.
Venerdì 19 agosto alle ore 19:00, presso la casa del Confino di Cesare Pavese di Brancaleone, Disoblio Edizioni promuove il Salotto D'Autore NOTTI DISOBLIATE - MALEDETTO SUD. Saluti di iniziali Antonino Tringali, Carmine Verduci (Presidente Pro Loco Brancaleone), Francesco Moio (Sindaco di Brancaleone) e Alfredo Zappia (Assessore di Brancaleone). Conversano con l'editore Salvatore Bellantone: Gianfranco Cordì, autore del saggio filosofico Realismo Meridiano, Mattia Milea, autrice della biografia romanzata Dalla Calabria alle Langhe, Rocco Nassi, autore delle sillogi No' esti na zannella e U ricriju r'u me' cori.
Intervallata da musica e mostre d'arte, la serata si concluderà con un assaggio di stroncatura e di pesce stocco.

sabato 13 agosto 2016

VARAPODIO: Svelati i concetti maledetti del Sud e presentato il romanzo CAINO di Giuseppe Bagnato


Indifferenza, ignoranza, pregiudizio, assenza di una testa ben fatta. I concetti maledetti del Sud sono stati svelati lunedì 8 agosto, presso l'anfiteatro comunale di Varapodio, nel corso del salotto d'Autore NOTTI DISOBLIATE - MALEDETTO SUD e della presentazione del romanzo CAINO di Giuseppe Bagnato, eventi promossi dall'Associazione culturale Pro Loco “La Coppa Vitrea” di Varapodio in collaborazione con Disoblio Edizioni e con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale, ai quali hanno partecipato: Giuseppe Bagnato, autore del romanzo Caino, Gianfranco Cordì, autore del saggio filosofico Realismo Meridiano, Mattia Milea, autrice della biografia romanzata Dalla Calabria alle Langhe, Rocco Nassi, autore delle sillogi No' esti na zannella e U ricriju r'u me' cori, l'artista internazionale Mariella Costa, l'editore Salvatore Bellantone, Ambra Miglioranzi (Medmarte), Francesco Fedele (Presidente Pro Loco Varapodio), Orlando Fazzolari (Sindaco di Varapodio), gli attori Paolo Tropeano e Maria Rosa Ferraro, i musicisti Calabro e Carmelo Bongiovanni, gli artisti Pasquale Varapodio e Adele Barca.
Una serata colma di arte, di musica, di sapori mediterranei e di buona letteratura, alla ricerca di quelle chance capaci di colmare la distanza tra il Sud e il Nord Italia, di portare la nostra terra al passo coi tempi, di consentire ad ogni individuo di vivere liberamente e nella piena consapevolezza di sé e di quello che gli accade attorno.
Questa sfida consiste nel mettere a fuoco i nostri difetti, emersi dalle pagine dei libri presentati dagli ospiti della serata, sintetizzabili da alcuni concetti chiave: l'ignoranza della nostra storia; la dimenticanza di quei tanti antenati partigiani e lavoratori che hanno sacrificato la vita per la nostra; la concezione della lingua dialettale come un idioma volgare e misero, quando è invece traccia della nostra stessa storia e identità; il pregiudizio nei confronti dell'alterità e della diversità in qualsiasi forma essa si presenti; l'indifferenza nei riguardi dei principali problemi che affliggono il nostro tempo; il perdurare di una mentalità chiusa e arretrata su archetipi e mode ormai desuete.
Tutti questi concetti, emersi nel corso del dibattito e dei vari interventi che si sono susseguiti, sono stati riassunti in un unica parola, Caino, titolo del nuovo romanzo dello scrittore varapodiese Giusepe Bagnato.
“Richiamandosi a quello biblico” ha detto Giuseppe Bagnato “Caino rappresenta una lente d'ingrandimento, una categoria sociologica con la quale guardare da vicino noi e la nostra terra, e quello che appare ai nostri occhi non è molto bello. Abbiamo paura del nuovo, del diverso, dell'estraneo, di quanti la pensano in maniera differente, di tutti quelli che ancora non hanno detto la parola fine e non si sono lasciati andare né venduti in nessuna dimensione, sia quest'ultima sociale, politica, religiosa, economica, lavorativa e quant'altro. Caino fa un viaggio con il male e il bene perché ha bisogno di scoprire la verità su di sé e sulla propri terra, ma questo avviene proprio perché sente di essere considerato un diverso, un reietto, un escluso. La solitudine è uno dei fenomeni più emersi con la virtualizzazione della vita e molti, ovviamente, la vivono in maniera angosciante. Occorre però, come fa il protagonista del mio nuovo romanzo, intendere la solitudine in un altro modo, come quella porta, cioè, oltre la quale è possibile scoprire tutte quelle risorse che si ha dentro di sé, capaci di rivoluzionare un'intera esistenza e in grado di mostrare come stanno davvero le cose. Questo libro” ha concluso l'autore di Caino “è dedicato a tutti quelli che si sentono soli, confusi, delusi. Partite in compagnia di Caino, nel suo viaggio nel mondo, scoprirete che tutto può cambiare in un attimo. Basta soltanto cambiare modo di vedere le cose e il coraggio di darsi da fare davvero, per cambiare se stessi e la propria terra. Basta cambiare mentalità”.
È stata, in definitiva, una serata ricca di spunti, di riflessioni, di emozioni che hanno dato modo di disobliare i luoghi comuni che degradano il Sud e i suoi abitanti e che hanno anche dato modo di focalizzare quello che occorre davvero per trasformare la nostra terra: cambiare se stessi, imparare a pensare, aprirsi alla differenza.

venerdì 12 agosto 2016

SCILLA: Premio “Lo Scilla” a Disoblio Edizioni. Le parole dell'editore S. Bellantone


Questo è il primo premio che la nostra casa editrice riceve nella provincia di Reggio Calabria ed è un onore che ciò accada a Scilla, paese e località storico-turistica conosciuta in tutto il mondo, per via della mitologia greca e dell'Odissea di Omero. Alcuni studiosi hanno tentato di privarci anche di questa tradizione culturale, sostenendo che i racconti di Ulisse siano in realtà una copia delle tradizioni nordico-scandinave, ma è soltanto l'ennesimo tentativo di derubarci di quanto di più prezioso abbiamo: la nostra storia, la nostra identità.
Il club Unesco di Scilla opera per la tutela e la salvaguardia di alcuni luoghi unici definendoli “patrimonio dell'umanità”, perché traccia della mirabile fusione tra natura e cultura, tra creato e civiltà, testimonianza dunque della storia, della vita, del diritto all'esistere e del diritto all'abitare.
Quello che avviene oggi, in occasione della consegna del premio “Lo Scilla” promosso dal medesimo sodalizio, non è per nulla diverso da quanto fa il club Unesco per vocazione: la difesa di tali diritti e l'apprezzamento per quanti operano in tal senso, ognuno nella disciplina d'appartenenza. È per questo motivo che mi sono permesso di portare al suo presidente, Franco Porcaro, un omaggio che ha il senso di una metafora di quanto appena detto e anche di dono simbolico per la città di Scilla, ossia i libri Dalla Calabria alle Langhe, Realismo Meridiano, Piccoli Mondi – Q&U, immagini allegoriche delle tre dimensioni del tempo: passato, presente e futuro.
Il primo omaggio, vale a dire il libro di Mattia Milea, Dalla Calabria alle Langhe, ci ricorda la storia del combattente Pasquale Brancatisano, nome di battaglia Malerba, partito da Samo di Calabria nel corso della Seconda guerra mondiale e poi divenuto partigiano, allo scopo di difendere il nostro Paese dall'invasore e di donare ai suoi figli e ai figli dei suoi figli un luogo sicuro in cui poter godere del proprio diritto all'esistenza e all'abitare in maniera libera e civile. Molti sono gli antenati partiti dalla nostra terra, versando il proprio sangue e affrontando mille ostacoli e peripezie con le stesse ragioni del partigiano Pasquale Brancatisano ma oggi tutti quei sacrifici sembrano inutili. La Calabria è sempre stata dominata nel corso della sua storia da diversi popoli: Romani, Barbari, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, nobili e proprietari terrieri. E oggi, dopo l'Unità d'Italia e la Liberazione, grazie alle quali siamo in una Repubblica e in una democrazia, la nostra terra assieme alla penisola italica è controllata dalle multinazionali, dalle banche, da enti e organizzazioni internazionali che muovono i mercati per interessi personali anziché collettivi e noi scopriamo di essere ancora schiavi, con la consapevolezza di non essere mai stati liberi.
Se il primo libro ci fa conoscere il nostro passato, il secondo invece, Realismo Meridiano di Gianfranco Cordì, ci fa prendere consapevolezza del nostro tempo e del presente. Esiste un gap tra Nord e Sud Italia, Nord e Sud del mondo che sul piano economico, industriale e dei mercati non si riesce a colmare, anzi amplifica la differenza tra chi ha il diritto di esistere e chi invece non ce l'ha, tra chi lavora e chi non lavora, tra chi ha i servizi e i diritti e chi invece non ce l'ha, rischiando finanche la miseria, la povertà, la morte stessa assieme alla terra da sempre abitata dai nostri predecessori, appunto, la Calabria. Anziché scrivere l'ennesimo libro introduttivo al pensiero di un celebre filosofo o pensatore, come già fatto in precedenza nei suoi scritti, Gianfranco Cordì ha preferito dare alla nostra casa editrice un'opera filosofica con la quale, ricollegandosi al Nuovo Realismo di Maurizio Ferraris, lanciare una filosofia tutta meridionale, capace cioè da un lato, di analizzare criticamente i problemi più seri e difficili che attanagliano la nostra terra a partire dalla nostra terra stessa e dall'altro lato, ricostruendone le cause e le concause, di gettare le basi per una rivoluzione culturale che coinvolga le popolazioni meridionali e riduca le differenze. Stiamo parlando di una nuova filosofia, il Realismo Meridionale, e di un modo di pensare tutto nuovo, una Testa ben fatta, come direbbe Morin. In altri termini, di affrontare e di risolvere i nostri problemi e le nostre ristrettezze mentali da noi stessi. Una sfida ardua, dunque.
Il terzo libro invece, Piccoli Mondi – Q&U di Carmelo Barbaro, è la prima pubblicazione della Disoblio Edizioni. Si tratta di due racconti fantascientifici, apparentemente distanti l'uno dall'altro e invece vicinissimi, perché entrambi, seppur ambientati in un tempo ancora lontano a venire, e dunque nel futuro, ci consentono di mettere a fuoco la medesima domanda: “Che cosa decidiamo di fare? Qual è la nostra scelta”. Un libro dunque che ci cala maggiormente nel tempo difficile che stiamo vivendo, in cui sempre meno sono i diritti che ci vengono riconosciuti o che avevamo già, sempre di più sono i soprusi e gli abusi di cui veniamo circondati e a cui siamo costretti e condannati senza speranza.
Invece la speranza, quell'ultimo demone uscito dal vaso di Pandora, è sempre l'ultima risorsa, l'ultimo male, l'ultimo respiro, e i tre libri che oggi consegno simbolicamente nelle mani di Franco Porcaro, per ringraziarlo del riconoscimento dato alla nostra casa editrice, parlano di speranza, la evocano, mostrando come passato, presente e futuro siano sempre interconnessi.
Ricordando il nostro passato, dunque da dove veniamo, possiamo comprendere meglio il tempo in cui viviamo, e cioè capire chi siamo, e alla fine possiamo capire davvero dove vogliamo andare, vale a dire quale scelta ci tocca prendere, nel panorama disastroso che è la nostra quotidianità.
La decisione è quella di diventare del Partigiani nel pensiero, degli uomini cioè coraggiosi di difendere la sintesi tra natura e cultura, tra creato e civiltà rappresentata da Scilla, dalla Calabria e dai giovani.
Dobbiamo vivere impedendo ai giovani di andare via dalla nostra terra, vivere facendoli restare qui e, battendosi innanzitutto ognuno nella propria testa, nella propria mentalità, vivere agendo in maniera consapevole per il bene e il miglioramento di questa nostra terra e dei suoi abitanti, consentendo ai nostri figli, domani, di vivere in una Calabria decisamente più bella, più sana, più civile, più funzionante rispetto a quella di oggi.
Certo, ci vuole coraggio per fare tutto questo e anche per dirvi queste parole ma il merito non è mio. Non si nasce coraggiosi, lo si diventa quando incontri le persone giuste, come Mattia Milea, Gianfranco Cordì, Carmelo Barbaro e tutti gli altri autori della Disoblio Edizioni. È grazie a loro che ho trovato il coraggio di aprire una casa editrice, di operare nella cultura, di dirvi queste parole ed è per questo che oggi ci troviamo qui per premiare quanti restano nella nostra terra, battendosi ognuno nella propria disciplina e arte, per renderla un posto migliore per i nostri successori.
A loro dedico questo riconoscimento, e anche voi che mi avete ascoltato (e letto) finora. Battetevi anche voi, ognuno nella vostra vita e in quello che sapete fare meglio, per difendere il diritto all'esistenza e all'abitare di tutti, per difendere il sacrificio dei nostri antenati e la speranza dei nostri discendenti.
Basta soltanto fare del bene. Basta impiegare bene il tempo che ci è rimasto.
Salvatore Bellantone
DISOBLIO EDIZIONI

In libreria CAINO di Giuseppe Bagnato


PAGINE: 192
MESE/ANNO: 8/16
ISBN: 978-88-98932-35-1
DIMENSIONI: 13x19 cm
GENERE: Narrativa
COLLANA: Media Oneiroi
PREZZO: € 15,00

Descrizione:
In CAINO, Giuseppe Bagnato racconta il viaggio dell'omonimo protagonista attraverso il male e il bene in compagnia di Lucifero e del Piccolo Fioraio, in direzione di quella meta che rivoluzionerà per sempre la sua vita. Ricco di sfide, incontri e colpi di scena che metteranno duramente alla prova il protagonista, il romanzo si mostra come una lente di ingrandimento sui più grandi problemi che attanagliano le nuove generazioni e il Meridione, primo fra tutti quello del pregiudizio.

mercoledì 10 agosto 2016

SCILLA: Oggi presentazione del libro “Ogni cosa c'u so' tempu” di Carmine Laurendi


Si svolgerà oggi, alle ore 21:00, presso la piazza San Rocco di Scilla, la presentazione del libro “Ogni cosa c'u so' tempu” di Carmine Laurendi (Disoblio Edizioni). Alla presentazione interverranno: Pasqualina Ciccone (Dottoressa in Lingue e Letterature Straniere), Natale Zappalà (Insegnante), Carmelo Tripodi (Giornalista), Franco Porcaro (Presidente Club Unesco di Scilla), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'Autore.
La silloge OGNI COSA C'U SO' TEMPU affronta in maniera poetica la questione del tempo, inteso dall'autore come uno strumento di misura utile per orientare la condotta umana. Dalla consapevolezza che tutto è transitorio e che ogni cosa ha una durata, scaturisce la coscienza dei valori su cui si fonda ogni comunità, valori oggi dimenticati e che andrebbero riscoperti.
CARMINE LAURENDI è nato a Scilla il 10 Gennaio 1987 e vive a Bagnara Calabra. Di professione Marittimo presso BluFerries – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, nel Giugno 2015 vince il 1° premio al concorso poetico “Promozione del territorio” di Bagnara Calabra. Per Disoblio ha già pubblicato la silloge “Ti penzu notti e jornu Bagnara” (2015).

lunedì 8 agosto 2016

VARAPODIO: Oggi MALEDETTO SUD e presentazione del romanzo CAINO di Giuseppe Bagnato


Oggi alle ore 21:00, presso l'anfiteatro comunale di Varapodio, l'Associazione culturale Pro Loco "La Coppa Vitrea" di Varapodio in collaborazione con Disoblio Edizioni, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale, organizza il Salotto D'Autore NOTTI DISOBLIATE - MALEDETTO SUD. Conversano con l'editore Salvatore Bellantone: Gianfranco Cordì, autore del saggio filosofico Realismo Meridiano, Mattia Milea, autrice della biografia romanzata Dalla Calabria alle Langhe, Rocco Nassi, autore delle sillogi No' esti na zannella e U ricriju r'u me' cori, l'artista internazionale Mariella Costa.
Alle ore 22:00, invece, si presenta il nuovo romanzo di Giuseppe Bagnato, Caino. Modera Salvatore Bellantone (Editore). Interventi di Orlando Fazzolari (Sindaco di Varapodio), Francesco Fedele (Presidente Pro Loco Varapodio), Ambra Miglioranzi (Medmarte). Sarà presente l'Autore.
Nel corso della serata Paolo Tropeano e Maria Rosa Ferraro leggeranno un monologo tratto dal libro. La musica sarà a cura di Calabro e Carmelo Bongiovanni. Per l'occasione, sarà allestitia una mostra d'arte e di fotografia con le opere di: Pasquale Varapodio, Adele Barca, Mariella Costa, Ambra Miglioranzi.

In CAINO, Giuseppe Bagnato racconta il viaggio dell'omonimo protagonista attraverso il bene e il male in compagnia di Lucifero e del Piccolo Fioraio, in direzione di quella meta che rivoluzionerà per sempre la sua vita. Ricco di sfide, incontri e colpi di scena che metteranno alla prova il protagonista fino alla fine, il romanzo si mostra come una lente di ingrandimento sui più grandi problemi che attanagliano le nuove generazioni e il Meridione, primo fra tutti quello del pregiudizio.
GIUSEPPE BAGNATO è nato a Varapodio (RC), dove attualmente vive e svolge la professione di contadino. Nel 2005 ha ricevuto la Targa Navi e Naviganti partecipando al “Premio Anoia Salvatore Gemelli”. Per Disoblio ha già pubblicato Moira (2014) e Ozz (2015), entrambi presentati al XXIX Salone Internazionale del Libro di Torino.

domenica 7 agosto 2016

SAMO: Oggi presentazione del libro DALLA CALABRIA ALLE LANGHE di Mattia Milea


Oggi alle ore 21:30, presso la piazza municipale del comune di Samo, la Pro Loco di Samo presenta il libro “Dalla Calabria alle Langhe. Il combattente Malerba racconta la sua lotta partigiana” di Mattia Milea (Disoblio Edizioni). Modera: Salvatore Bellantone (Editore), interviene Gianfranco Cordì (filosofo e saggista). Saranno presenti l'Autrice e il partigiano Pasquale Brancatisano. Nel corso della serata, mostre artigiane, estemporanee d'arte e rassegna di poesia dialettale "Terra Nostra".
L'opera narra le vicende di Pasquale Brancatisano, contadino calabrese, cresciuto a Samo di Calabria, diventato soldato dell'esercito di Mussolini, fuoriuscito dopo l'8 settembre '43 ed infine partigiano col nome di battaglia “Malerba”. Mattia Milea traccia il ritratto di un'epoca attraverso gli accadimenti vissuti dal partigiano calabrese. Dal Montenegro alla Francia alle Langhe, Pasquale racconta la storia di un Paese sbandato e di un'Italia ancora tutta da costruire. Lotte, Resistenza, grandi amicizie, ideali, sogni e Liberazione si rincorrono all'interno della coscienza di un uomo che ha scelto di stare dalla parte della libertà e dell'eguaglianza contro i soprusi e la dittatura.
MATTIA MILEA è nata nel 1970 a Reggio Calabria, dove tuttora risiede. Ha insegnato nei corsi “Formazione formatori” per l’Università Mediterranea di RC. Attualmente è docente di Lingua Inglese negli istituti di istruzione secondaria della Provincia di Reggio Calabria e di Mediazione Linguistica Orale Francese presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “Don D. Calarco” di Catona (RC). Le sue traduzioni sono state pubblicate in diverse riviste scientifiche internazionali, con le quali ha pubblicato degli articoli concernenti la traduzione quasimodiana di William Shakespeare e delle recensioni critiche su Theodore Dreiser e William Golding. L’Accademia dei Micenei le ha conferito un Riconoscimento Speciale per la brillante traduzione in stile di alcune poesie pubblicate nell’antologia “Romanta 2005 – poesia come sogno che diventa realtà”, in quattro lingue.

sabato 6 agosto 2016

BAGNARA: I concetti maledetti del Sud alle Notti Disobliate


Indifferenza, ignoranza, pregiudizio, ingenuità, assenza di una testa ben fatta. Sono questi i concetti emersi ieri nel corso delle Notti Disobliate – Maledetto Sud, evento svolto da Disoblio Edizioni presso la piazza Matteotti di Bagnara Calabra in occasione della serata di apertura del 51° Gran Galà del Pescespada, organizzato dalla Pro Loco di Bagnara Calabra. Cinque concetti venuti alla luce durante un salotto letterario condotto dall'editore Salvatore Bellantone, a partire dai libri “Dalla Calabria alle Langhe” di Mattia Milea, “Una città di minatori” di Saverio Verduci, “Caino” di Giuseppe Bagnato, “Realismo Meridiano” di Gianfranco Cordì e da alcune poesie tratte dai libri “Ti penzu notti e jornu Bagnara” e “Ogni cosa c'u so' tempu” di Carmine Laurendi.
L'indifferenza che caratterizza il Sud, ha spiegato Mattia Milea dopo i saluti del presidente della Pro Loco Bruno Ienco, è la medesima apatia riscontrata dal partigiano Pasquale Brancatisano, nome di battaglia “Malerba”, una volta rientrato al proprio paese natio, dopo la Seconda guerra mondiale e la lotta per la resistenza e la liberazione dell'Italia dall'invasore. Settant'anni dopo, non è cambiato nulla, ognuno vive nel proprio mondo fatato, ignaro dei grandi avvenimenti nazionali, europei e mondiali e lontano da quelli che accadono sotto il proprio naso, come per esempio la crisi dei settori pesca, agricolo e artigianale che, assieme alla scompenso, causa un malessere generale e una decadenza sociale che spinge i più giovani a lasciare il Meridione in cerca di fortuna in altre regioni e stati economicamente agevolati, per non tornare più indietro.
Questo esodo di massa è il medesimo vissuto dalle generazioni di genitori e nonni di decenni prima, partiti nella speranza di trovare un lavoro stabile, anche il più logorante, capace di far sopravvivere i propri familiari rimasti al Sud e di consentire ai propri figli una vita migliore e una formazione scolastico-accademica in grado di completare la loro coscienza civile e lavorativa. Tanti sono i partiti per la Germania, la Svizzera, la Francia o oltreoceano, o nei cantieri italiani ed europei, come i minatori di Motta San Giovanni. In quel periodo, ha raccontato Saverio Verduci, la città era completamente svuotata di uomini e le donne si occupano di tutto il resto. I minatori mottesi hanno svolto per decenni uno dei lavori più logoranti lontani da casa, per far sopravvivere un'intera collettività, affrontando sacrifici, disastri con la tecnologia e i mezzi del tempo. Ma una volta tornati, hanno subito la beffa della silicosi, che in pochi anni li ha uccisi, privandoli della possibilità di passare almeno la vecchiaia con i propri cari. Oggi si ignorano le storie di questi nostri antenati più vicini e così facendo ci si priva di quella memoria che rende consapevoli della propria identità e del sentiero da percorrere oggigiorno. Si passa il tempo sui social e si perde persino quella genuinità che caratterizzava le comunità di ieri.
L'ignoranza del passato, insomma, ha generato una degenerazione spirituale generale e tale decadimento si evidenzia nel pregiudizio. In strada e nei social, tutti sono convinti di sapere tutto e di tutti, ha chiarito Giuseppe Bagnato parlando del suo romanzo “Caino”, giudicando chiunque altro e qualsiasi avvenimento sulla base delle apparenze. In questo modo, però, ci si perde la verità dell'altro, la sua complessità, la ricchezza del suo mondo interiore e la possibilità di scoprire, anche, la propria. Caino fa un viaggio con il bene e con il male perché ha bisogno di capire da sé il senso di ogni cosa, di se stesso e di conoscere come stanno davvero le cose. Incontra realmente tanti amici che lo aiuteranno nel suo cammino, ma anche tante altre persone che hanno paura del diverso, proprio come siamo noi dietro i pregiudizi che ci costringono a una vita misera e infelice. Bisogna avere il coraggio di affrontare tutte le sfide che ci si mostrano innanzi e di resistere, di andare avanti fino alla meta, che è la scoperta della verità nella società e della società.
Il disastro peggiore che stiamo vivendo, ha affermato Gianfranco Cordì, non consiste in un fenomeno naturale o in un altro, ma nel nostro modo di pensare, mai cambiato o scalfito nel tempo, che ci ha condotto al malessere e alle difficoltà che oggi stiamo vivendo. È una mentalità retrò, chiusa e ingenua che ha consentito ai potenti di radicare quelle diseguaglianze intercorrenti tra il nord e il sud d'Italia e i nord e i sud del mondo. Il Realismo di cui io parlo, ha spiegato Cordì, è Meridiano nel senso che è “Meridionale”. È la presa di coscienza che i problemi che viviamo sono sotto i nostri occhi e non possono essere confutati ma è anche la consapevolezza che la colpa è la nostra. È il tempo di cambiare la realtà, ossia di risolvere quei problemi ma ciò è possibile soltanto cambiando mentalità, vale a dire creando, come direbbe Morin, una “testa ben fatta”. E quest'ultima si fa con l'educazione alla condivisione e alla convivenza e il mondo della formazione scolastica e accademico-lavorativa. Dobbiamo puntare sui giovani, sui ragazzi, sulle nuove generazioni, formarle alla libertà e all'intraprendenza e, attraverso di esse, riformarci anche noi. La rivoluzione, intesa come riduzione delle diseguaglianze tra i nord e i sud del mondo, passa soltanto da questa sfida e il tempo che abbiamo a disposizione, come emerso dalla poesia di Carmine Laurendi, è poco. Non sappiamo quanto ne abbiamo ancora.
Accesa infine la lanterna della Disoblio, l'editore Salvatore Bellantone ha espresso la speranza che i cinque concetti maledetti del Sud possano presto trasformarsi nei cinque concetti benedetti del Sud, che coincidono con le parole chiave della Disoblio Edizioni: ricordare, conoscere pensare, partecipare, formare. E con essi, il Sud possa risorgere, essere finalmente libero, vivo davvero.

venerdì 5 agosto 2016

BAGNARA: Oggi “Notti Disobliate 2016: Maledetto Sud!”


Il Sud è maledetto. È detto male da chi lo abita e anche da chi lo viene a trovare. È una terra martoriata dal pregiudizio, da una mentalità arretrata, dall'indifferenza, dall'ignoranza. Sono questi i marchi invisibili eppure tangibili che condizionano il destino del Meridione e della sua gente, nere etichette che determinano una chiusura onnicomprensiva verso il nuovo e il domani e la conseguente rimozione dal sentiero della vita delle tracce di quell'ultimo demone uscito dal vaso di Pandora, la speranza, in grado di trasformare l'orrenda crisalide che è la Calabria in una bellissima farfalla finalmente capace di spiccare il volo. Si vive di idee preconfezionate e di pratiche antiche che rendono insensibili alle grandi metamorfosi cui il mondo intero è soggetto e alle ripercussioni di queste ultime in ambito territoriale, locale e personale. Ci si limita a sopravvivere, murati vivi, entro le barriere di una inciviltà, di una incompetenza e di una cafoneria che rendono ciechi nei confronti del passato, inconsapevoli degli avvenimenti odierni e privi dell'avvenire. In breve, schiavi ieri, schiavi oggi e schiavi anche domani di quei sigilli auto-applicati sulla propria fronte, nell'illusione di una sopravvivenza sempre e comunque possibile, che invece oggi è l'impossibile. L'esclamazione “Maledetto Sud!” mette in risalto una duplice prospettiva: la conoscenza del nostro passato e la consapevolezza di averlo permesso noi stessi; la presa di coscienza di come oggi stanno le cose e di permetterlo ancora noi stessi. Dunque, “Maledetto Sud!” è “Maledetti Noi!”.
Oggi alle ore 21:00, presso la Piazza Matteotti di Bagnara Calabra, all'interno del 51° Gran Galà del Pescespada organizzato dall'Associazione Turistica “Pro Loco” di Bagnara Calabra, la casa editrice Disoblio Edizioni promuove un dibattito su tali questioni dal titolo “Notti Disobliate 2016: Maledetto Sud!”. Conversano con l'editore Salvatore Bellantone: Giuseppe Bagnato, autore dei romanzi Moira, Ozz e Caino, Gianfranco Cordì, autore del saggio filosofico Realismo Meridiano, Mattia Milea, autrice della biografia romanzata Dalla Calabria alle Langhe, Saverio Verduci, autore dei saggi storici Leucopetra e Una città di minatori.
Il salotto letterario sarà intervallato da musica e dalla poesia di Carmine Laurendi.

mercoledì 3 agosto 2016

SAMO: Domenica 7 agosto presentazione del libro DALLA CALABRIA ALLE LANGHE di Mattia Milea


Domenica 7 agosto, alle ore 21:30, presso la piazza municipale del comune di Samo, la Pro Loco di Samo presenta il libro “Dalla Calabria alle Langhe. Il combattente Malerba racconta la sua lotta partigiana” di Mattia Milea (Disoblio Edizioni). Modera: Salvatore Bellantone (Editore), interviene Gianfranco Cordì (filosofo e saggista). Saranno presenti l'Autrice e il partigiano Pasquale Brancatisano. Nel corso della serata, mostre artigiane, estemporanee d'arte e rassegna di poesia dialettale "Terra Nostra".
L'opera narra le vicende di Pasquale Brancatisano, contadino calabrese, cresciuto a Samo di Calabria, diventato soldato dell'esercito di Mussolini, fuoriuscito dopo l'8 settembre '43 ed infine partigiano col nome di battaglia “Malerba”. Mattia Milea traccia il ritratto di un'epoca attraverso gli accadimenti vissuti dal partigiano calabrese. Dal Montenegro alla Francia alle Langhe, Pasquale racconta la storia di un Paese sbandato e di un'Italia ancora tutta da costruire. Lotte, Resistenza, grandi amicizie, ideali, sogni e Liberazione si rincorrono all'interno della coscienza di un uomo che ha scelto di stare dalla parte della libertà e dell'eguaglianza contro i soprusi e la dittatura.
MATTIA MILEA è nata nel 1970 a Reggio Calabria, dove tuttora risiede. Ha insegnato nei corsi “Formazione formatori” per l’Università Mediterranea di RC. Attualmente è docente di Lingua Inglese negli istituti di istruzione secondaria della Provincia di Reggio Calabria e di Mediazione Linguistica Orale Francese presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “Don D. Calarco” di Catona (RC). Le sue traduzioni sono state pubblicate in diverse riviste scientifiche internazionali, con le quali ha pubblicato degli articoli concernenti la traduzione quasimodiana di William Shakespeare e delle recensioni critiche su Theodore Dreiser e William Golding. L’Accademia dei Micenei le ha conferito un Riconoscimento Speciale per la brillante traduzione in stile di alcune poesie pubblicate nell’antologia “Romanta 2005 – poesia come sogno che diventa realtà”, in quattro lingue.

lunedì 1 agosto 2016

LEGGI, SCATTA E VINCI LE EOLIE 2016!


Dall'1 al 31 agosto, partecipa al concorso “LEGGI, SCATTA, VINCI LE EOLIE 2016!” promosso da Disoblio Edizioni e Foti Crociere!
Basta acquistare uno dei libri presenti in questo coupon, scattare una fotografia al libro nel posto più bello dell'estate 2016 e inviarla disoblio@libero.it - oppure con Messenger a Disoblio 2.0 indicando nome, cognome e numero di cellulare.
Le foto saranno inserite nella pagina facebook Disoblio 2.0 e quella che raggiungerà il maggior numero di mi piace si aggiudicherà una minicrociera per due persone alle Isole Eolie!
Che cosa aspetti?
L'estate disobliata è appena cominciata!

venerdì 29 luglio 2016

BAGNARA: Venerdì 5 Agosto “Notti Disobliate 2016: Maledetto Sud!”


Il Sud è maledetto. È detto male da chi lo abita e anche da chi lo viene a trovare. È una terra martoriata dal pregiudizio, da una mentalità arretrata, dall'indifferenza, dall'ignoranza. Sono questi i marchi invisibili eppure tangibili che condizionano il destino del Meridione e della sua gente, nere etichette che determinano una chiusura onnicomprensiva verso il nuovo e il domani e la conseguente rimozione dal sentiero della vita delle tracce di quell'ultimo demone uscito dal vaso di Pandora, la speranza, in grado di trasformare l'orrenda crisalide che è la Calabria in una bellissima farfalla finalmente capace di spiccare il volo. Si vive di idee preconfezionate e di pratiche antiche che rendono insensibili alle grandi metamorfosi cui il mondo intero è soggetto e alle ripercussioni di queste ultime in ambito territoriale, locale e personale. Ci si limita a sopravvivere, murati vivi, entro le barriere di una inciviltà, di una incompetenza e di una cafoneria che rendono ciechi nei confronti del passato, inconsapevoli degli avvenimenti odierni e privi dell'avvenire. In breve, schiavi ieri, schiavi oggi e schiavi anche domani di quei sigilli auto-applicati sulla propria fronte, nell'illusione di una sopravvivenza sempre e comunque possibile, che invece oggi è l'impossibile. L'esclamazione “Maledetto Sud!” mette in risalto una duplice prospettiva: la conoscenza del nostro passato e la consapevolezza di averlo permesso noi stessi; la presa di coscienza di come oggi stanno le cose e di permetterlo ancora noi stessi. Dunque, “Maledetto Sud!” è “Maledetti Noi!”.
Venerdì 5 agosto, alle ore 21:00, presso la Piazza Matteotti di Bagnara Calabra, all'interno del 51° Gran Galà del Pescespada organizzato dall'Associazione Turistica “Pro Loco” di Bagnara Calabra, la casa editrice Disoblio Edizioni promuove un dibattito su tali questioni dal titolo “Notti Disobliate 2016: Maledetto Sud!”. Conversano con l'editore Salvatore Bellantone: Giuseppe Bagnato, autore dei romanzi Moira, Ozz e Caino, Gianfranco Cordì, autore del saggio filosofico Realismo Meridiano, Mattia Milea, autrice della biografia romanzata Dalla Calabria alle Langhe, Saverio Verduci, autore dei saggi storici Leucopetra e Una città di minatori
Il salotto letterario sarà intervallato da musica e dalla poesia di Carmine Laurendi.

mercoledì 27 luglio 2016

MOTTA: Oggi presentazione del libro U RICRIJU R'U ME' CORI di Rocco Nassi


Oggi, alle ore 20:30, presso il castello di S. Niceto di Motta San Giovanni, si svolgerà la presentazione della silloge dialettale “U ricriju r'u me' cori” di Rocco Nassi (Disoblio Edizioni). Saluti Paolo Laganà (Sindaco di Motta S. Giovanni), modera Carmela Latella (Assessore Motta S. Giovanni), introduce Ada Melidoni, interventi di Antonino Franco e di Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'Autore.
La serata sarà allietata dalla musica di Ninello Verduci.
La silloge “U ricriju r'u me' cori” indaga con la parola vernacolare bagnarese le ragioni della decadenza della terra natìa ed esprime la speranza della sua rinascita, possibile quest'ultima soltanto se le nuove generazioni riusciranno a vedere il Meridione d'Italia con gli stessi occhi sognanti del poeta e a parlare la lingua dialettale con la consapevolezza della sua importanza. Le note sono a cura di Giuseppe Antonio Martino.
ROCCO NASSI (Bagnara Calabra, 1963) è appassionato divulgatore di poesia vernacolare e da anni partecipa attivamente alla vita associativa bagnarese. Fondatore del gruppo Parra e scrivi comu ti fici to’ mamma, collabora con diversi siti di poesia dialettale. Dal 2011 cura il blog rocconassi.blogspot.com. Ha pubblicato: Bagnara rari bellizzi (Ass. Capo Marturano, 2007), Pe’ comu parru scrivu: amari penzeri... (2010), ’I ’sta terra parru d’amuri (Caravilla, 2012), No’ esti na źannella (Disoblio Edizioni, 2014). Attualmente, vive e lavora a Bagnara Calabra.

lunedì 25 luglio 2016

MOTTA: Mercoledì 27 luglio presentazione del libro U RICRIJU R'U ME' CORI di Rocco Nassi


Mercoledì 27 luglio, alle ore 20:30, presso il castello di S. Niceto di Motta San Giovanni, si svolgerà la presentazione della silloge dialettale “U ricriju r'u me' cori” di Rocco Nassi (Disoblio Edizioni). Saluti Paolo Laganà (Sindaco di Motta S. Giovanni), modera Carmela Latella (Assessore Motta S. Giovanni), introduce Ada Melidoni, interventi di Antonino Franco e di Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'Autore. La serata sarà allietata dalla musica di Ninello Verduci.
La silloge “U ricriju r'u me' cori” indaga con la parola vernacolare bagnarese le ragioni della decadenza della terra natìa ed esprime la speranza della sua rinascita, possibile quest'ultima soltanto se le nuove generazioni riusciranno a vedere il Meridione d'Italia con gli stessi occhi sognanti del poeta e a parlare la lingua dialettale con la consapevolezza della sua importanza. Le note sono a cura di Giuseppe Antonio Martino.
ROCCO NASSI (Bagnara Calabra, 1963) è appassionato divulgatore di poesia vernacolare e da anni partecipa attivamente alla vita associativa bagnarese. Fondatore del gruppo Parra e scrivi comu ti fici to’ mamma, collabora con diversi siti di poesia dialettale. Dal 2011 cura il blog rocconassi.blogspot.com. Ha pubblicato: Bagnara rari bellizzi (Ass. Capo Marturano, 2007), Pe’ comu parru scrivu: amari penzeri... (2010), ’I ’sta terra parru d’amuri (Caravilla, 2012), No’ esti na źannella (Disoblio Edizioni, 2014). Attualmente, vive e lavora a Bagnara Calabra.

domenica 3 luglio 2016

PELLARO: Oggi presentazione del libro U RICRIJU R'U ME' CORI di Rocco Nassi


Oggi, alle ore 18:30, presso l'Aula Magna dell'I. C. “Don Bosco” di Pellaro, l'Associazione Culturale Zefiro presenta la silloge dialettale “U ricriju r'u me' cori” di Rocco Nassi (Disoblio Edizioni). Introduce la prof.ssa Silvana Comi, relaziona la prof.ssa Natalia Linny Polimeni, interviene Salvatore Bellantone (Editore), Musica e Teatro a cura di Giuseppe Scopelliti (Gruppo Folk “I Peddaroti) e Federico Morabito (Sezione Teatro “A.C. Zefiro”). Sarà presente l'Autore.
La silloge “U ricriju r'u me' cori” indaga con la parola vernacolare bagnarese le ragioni della decadenza della terra natìa ed esprime la speranza della sua rinascita, possibile quest'ultima soltanto se le nuove generazioni riusciranno a vedere il Meridione d'Italia con gli stessi occhi sognanti del poeta e a parlare la lingua dialettale con la consapevolezza della sua importanza. Le note sono a cura di Giuseppe Antonio Martino.
ROCCO NASSI (Bagnara Calabra, 1963) è appassionato divulgatore di poesia vernacolare e da anni partecipa attivamente alla vita associativa bagnarese. Fondatore del gruppo Parra e scrivi comu ti fici to’ mamma, collabora con diversi siti di poesia dialettale. Dal 2011 cura il blog rocconassi.blogspot.com. Ha pubblicato: Bagnara rari bellizzi (Ass. Capo Marturano, 2007), Pe’ comu parru scrivu: amari penzeri... (2010), ’I ’sta terra parru d’amuri (Caravilla, 2012), No’ esti na źannella (Disoblio Edizioni, 2014). Attualmente, vive e lavora a Bagnara Calabra.

domenica 19 giugno 2016

BOVA MARINA: Oggi l'ArcheoDeri presenta il libro “Leucopetra” di Saverio Verduci

Oggi alle ore 17:00, presso la Sala Conferenze del Centro Studi Documentazione del Parco Archeoderi di Bova Marina, si svolgerà la presentazione del libro “Leucopetra: la storia greco-romana della città” di Saverio Verduci (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, introdotta da Franco Tuscano (Responsabile Centro Studi Documentazione ArcheoDeri) e moderata da Salvatore Bellantone (Editore), interverranno: Vincenzo Crupi (Sindaco di Bova Marina), Vincenza Triolo (Architetto e Conservatore dei Beni Archeologici e Ambientali). Sarà presente l'Autore.
Passando in rassegna le principali fonti documentarie, onomastiche, toponomastiche, epigrafiche ed archeologiche, LEUCOPETRA mette a fuoco le più celebri pagine della storia antica svoltesi nel territorio di Lazzaro nel periodo greco e romano, evidenziando il ruolo cruciale della città sul piano politico, economico, militare, culturale, cultuale e la sua vocazione cosmopolita.
SAVERIO VERDUCI (Melito Porto Salvo, 1979), storico e giornalista divulgatore, è studioso di storia antica e medievale e si occupa principalmente della ricostruzione delle vicende storiche del territorio reggino e, in particolar modo, di Leucopetra (Lazzaro), dove egli vive. Nel 2006 si laurea in Lettere Moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Messina, con la tesi La Calabria nello spazio mediterraneo in epoca romana. Produzioni, rotte e commerci. Nel 2007 e nel 2010 consegue presso la medesima Facoltà due Corsi di Perfezionamento post-laurea, uno in Storia e Filologia: dall’antichità all’età moderna e contemporanea, con la tesi: I rapporti commerciali tra la Sicilia e le provincie orientali in epoca tardoantica, l’altro in Studi storico-religiosi. Nel 2011 ottiene il Master di II° Livello presso la Scuola di Alta Formazione in Architettura e Archeologia della Città Classica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, con la tesi Rhegion fra Atene e Dionisio I. Nello stesso anno collabora in qualità di stagista ad un progetto di ricerca, gestione, catalogazione e divulgazione del patrimonio storico-archivistico dell’Arciconfraternita Maria SS. Monte Carmelo – Museo di Storia e Arte sacra Angelo Versace di Bagnara Calabra. Nel 2014, insieme ad A. Cario e A. Repaci, vince il Premio Letterario Metauros con l’opera di critica storico-letteraria Rocco Giuseppe Tassone – Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – un uomo, un poeta, un intellettuale (Irda). Attualmente cura alcune pagine di storia locale e archeologia in alcune testate giornalistiche on-line tra cui Grecanica.com e Lazzaroturistica.it, e collabora con la rivista di studi storici Cesar.
Per Disoblio, ha pubblicato “Una città di minatori. La storia dei minatori del Comune di Motta di San Giovanni” (2015).

mercoledì 15 giugno 2016

Ondanomala Febea: Venerdì 17 giugno presentazione del libro DALLA CALABRIA ALLE LANGHE di Mattia Milea


Venerdì 17 giugno alle ore 20:00, presso l'I sola a Favazzina, “Ondanomala Febea” presenta il libro “Dalla Calabria alle Langhe. Il combattente Malerba racconta la sua lotta partigiana” di Mattia Milea (Disoblio Edizioni). Conduce: Filippo Sorgonà (Giornalista). Intervengono: Mattia Milea (Autrice del Libro), Salvatore Bellantone (Editore).
L'opera narra le vicende di Pasquale Brancatisano, contadino calabrese, cresciuto a Samo di Calabria, diventato soldato dell'esercito di Mussolini, fuoriuscito dopo l'8 settembre '43 ed infine partigiano col nome di battaglia “Malerba”. Mattia Milea traccia il ritratto di un'epoca attraverso gli accadimenti vissuti dal partigiano calabrese. Dal Montenegro alla Francia alle Langhe, Pasquale racconta la storia di un Paese sbandato e di un'Italia ancora tutta da costruire. Lotte, Resistenza, grandi amicizie, ideali, sogni e Liberazione si rincorrono all'interno della coscienza di un uomo che ha scelto di stare dalla parte della libertà e dell'eguaglianza contro i soprusi e la dittatura.
MATTIA MILEA è nata nel 1970 a Reggio Calabria, dove tuttora risiede. Ha insegnato nei corsi “Formazione formatori” per l’Università Mediterranea di RC. Attualmente è docente di Lingua Inglese negli istituti di istruzione secondaria della Provincia di Reggio Calabria e di Mediazione Linguistica Orale Francese presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “Don D. Calarco” di Catona (RC). Le sue traduzioni sono state pubblicate in diverse riviste scientifiche internazionali, con le quali ha pubblicato degli articoli concernenti la traduzione quasimodiana di William Shakespeare e delle recensioni critiche su Theodore Dreiser e William Golding. L’Accademia dei Micenei le ha conferito un Riconoscimento Speciale per la brillante traduzione in stile di alcune poesie pubblicate nell’antologia “Romanta 2005 – poesia come sogno che diventa realtà”, in quattro lingue.

martedì 14 giugno 2016

BOVA MARINA: Domenica 19 giugno l'ArcheoDeri presenta il libro “Leucopetra” di Saverio Verduci


Domenica 19 giugno, alle ore 17:00, presso la Sala Conferenze del Centro Studi Documentazione del Parco Archeoderi di Bova Marina, si svolgerà la presentazione del libro “Leucopetra: la storia greco-romana della città” di Saverio Verduci (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, introdotta da Franco Tuscano (Responsabile Centro Studi Documentazione ArcheoDeri) e moderata da Salvatore Bellantone (Editore), interverranno: Vincenzo Crupi (Sindaco di Bova Marina), Vincenza Triolo (Architetto e Conservatore dei Beni Archeologici e Ambientali). Sarà presente l'Autore.
Passando in rassegna le principali fonti documentarie, onomastiche, toponomastiche, epigrafiche ed archeologiche, LEUCOPETRA mette a fuoco le più celebri pagine della storia antica svoltesi nel territorio di Lazzaro nel periodo greco e romano, evidenziando il ruolo cruciale della città sul piano politico, economico, militare, culturale, cultuale e la sua vocazione cosmopolita.
SAVERIO VERDUCI (Melito Porto Salvo, 1979), storico e giornalista divulgatore, è studioso di storia antica e medievale e si occupa principalmente della ricostruzione delle vicende storiche del territorio reggino e, in particolar modo, di Leucopetra (Lazzaro), dove egli vive. Nel 2006 si laurea in Lettere Moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Messina, con la tesi La Calabria nello spazio mediterraneo in epoca romana. Produzioni, rotte e commerci. Nel 2007 e nel 2010 consegue presso la medesima Facoltà due Corsi di Perfezionamento post-laurea, uno in Storia e Filologia: dall’antichità all’età moderna e contemporanea, con la tesi: I rapporti commerciali tra la Sicilia e le provincie orientali in epoca tardoantica, l’altro in Studi storico-religiosi. Nel 2011 ottiene il Master di II° Livello presso la Scuola di Alta Formazione in Architettura e Archeologia della Città Classica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, con la tesi Rhegion fra Atene e Dionisio I. Nello stesso anno collabora in qualità di stagista ad un progetto di ricerca, gestione, catalogazione e divulgazione del patrimonio storico-archivistico dell’Arciconfraternita Maria SS. Monte Carmelo – Museo di Storia e Arte sacra Angelo Versace di Bagnara Calabra. Nel 2014, insieme ad A. Cario e A. Repaci, vince il Premio Letterario Metauros con l’opera di critica storico-letteraria Rocco Giuseppe Tassone – Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – un uomo, un poeta, un intellettuale (Irda). Attualmente cura alcune pagine di storia locale e archeologia in alcune testate giornalistiche on-line tra cui Grecanica.com e Lazzaroturistica.it, e collabora con la rivista di studi storici Cesar.
Per Disoblio, ha pubblicato “Una città di minatori. La storia dei minatori del Comune di Motta di San Giovanni” (2015).

martedì 31 maggio 2016

SAMO: Giovedì 2 giugno presentazione del libro DALLA CALABRIA ALLE LANGHE di Mattia Milea


Si svolgerà giovedì 2 giugno, alle ore 15:30, presso la Sala Consiliare del Comune di Samo, la presentazione del libro “Dalla Calabria alle Langhe. Il combattente Malerba racconta la sua lotta partigiana” di Mattia Milea (Disoblio Edizioni). Intervengono: Giovambatista Bruzzaniti (Sindaco di Samo), Sandro Vitale (Presidente ANPI Reggio Calabria), Gianfranco Cordì (Filosofo), Salvatore Bellantone (Editore). Saranno presenti l'Autrice e il partigiano Pasquale Brancatisano.
L'opera narra le vicende di Pasquale Brancatisano, contadino calabrese, cresciuto a Samo di Calabria, diventato soldato dell'esercito di Mussolini, fuoriuscito dopo l'8 settembre '43 ed infine partigiano col nome di battaglia “Malerba”. Mattia Milea traccia il ritratto di un'epoca attraverso gli accadimenti vissuti dal partigiano calabrese. Dal Montenegro alla Francia alle Langhe, Pasquale racconta la storia di un Paese sbandato e di un'Italia ancora tutta da costruire. Lotte, Resistenza, grandi amicizie, ideali, sogni e Liberazione si rincorrono all'interno della coscienza di un uomo che ha scelto di stare dalla parte della libertà e dell'eguaglianza contro i soprusi e la dittatura.
MATTIA MILEA è nata nel 1970 a Reggio Calabria, dove tuttora risiede. Ha insegnato nei corsi “Formazione formatori” per l’Università Mediterranea di RC. Attualmente è docente di Lingua Inglese negli istituti di istruzione secondaria della Provincia di Reggio Calabria e di Mediazione Linguistica Orale Francese presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “Don D. Calarco” di Catona (RC). Le sue traduzioni sono state pubblicate in diverse riviste scientifiche internazionali, con le quali ha pubblicato degli articoli concernenti la traduzione quasimodiana di William Shakespeare e delle recensioni critiche su Theodore Dreiser e William Golding. L’Accademia dei Micenei le ha conferito un Riconoscimento Speciale per la brillante traduzione in stile di alcune poesie pubblicate nell’antologia “Romanta 2005 – poesia come sogno che diventa realtà”, in quattro lingue.

domenica 29 maggio 2016

REGGIO: Oggi alla Nuova Ave “IN VETRINA! Incontro con Antonio Calabrò autore di CHIUDI E VAI!”


Oggi alle ore 18:00, in occasione della campagna nazionale “Il maggio dei Libri 2016”, la Libreria Nuova Ave di Reggio Calabria promuove “IN VETRINA! Incontro con Antonio Calabrò, autore del libro CHIUDI E VAI! VIAGGI CALABRESI DI UN CAPOTRENO ESISTENZIALE” (Disoblio Edizioni). Ne discuterà con l'autore Daniela Scuncia (Critico Letterario).
CHIUDI E VAI! è un tracciato di riflessione scandito da ventiquattro racconti, ripartiti in dodici mesi, nei quali l'autore intende il viaggio in treno come una metafora dell'esistenza ma anche come il luogo più adatto per conoscere da vicino la Calabria, i calabresi e i reali problemi che tormentano questa terra. Raccontando in forma di diario, fermata dopo fermata, storie di dolore e di amore, incontri folli e disperati, avvenimenti in bilico tra la ragione e la follia, nella cornice degli scenari più suggestivi che è possibile ammirare sulle coste jonica e tirrenica, il capotreno esistenziale Antonio Calabrò cerca un senso all'esistenza laddove pare sia possibile soltanto fare esperienza, bella e atroce a un tempo, del viaggio e degli altri.
ANTONIO CALABRÒ collabora attivamente con il giornale online ZoomSud ed è direttore artistico, autore e ideatore della rassegna Calabria d’Autore, spazio teatrale sui temi della cultura. Grande appassionato di musica, trasmette su Radio Antenna Febea e scrive prefazioni, recensioni e critiche letterarie. Ha pubblicato L’inferno Innamorato, Johnny Rolling, Un Libro ci Salverà. Per Disoblio ha già pubblicato Reggio è un blues (2013). Nel tempo libero è Capotreno di Trenitalia.

giovedì 26 maggio 2016

REGGIO: Domenica 29 maggio alla Nuova Ave "IN VETRINA! Incontro con Antonio Calabrò autore di CHIUDI E VAI!”


Domenica 29 maggio, alle ore 18:00, in occasione della campagna nazionale “Il maggio dei Libri 2016”, la Libreria Nuova Ave di Reggio Calabria promuove “IN VETRINA! Incontro con Antonio Calabrò, autore del libro CHIUDI E VAI! VIAGGI CALABRESI DI UN CAPOTRENO ESISTENZIALE” (Disoblio Edizioni). Ne discuterà con l'autore Daniela Scuncia (Critico Letterario).
CHIUDI E VAI! è un tracciato di riflessione scandito da ventiquattro racconti, ripartiti in dodici mesi, nei quali l'autore intende il viaggio in treno come una metafora dell'esistenza ma anche come il luogo più adatto per conoscere da vicino la Calabria, i calabresi e i reali problemi che tormentano questa terra. Raccontando in forma di diario, fermata dopo fermata, storie di dolore e di amore, incontri folli e disperati, avvenimenti in bilico tra la ragione e la follia, nella cornice degli scenari più suggestivi che è possibile ammirare sulle coste jonica e tirrenica, il capotreno esistenziale Antonio Calabrò cerca un senso all'esistenza laddove pare sia possibile soltanto fare esperienza, bella e atroce a un tempo, del viaggio e degli altri.
ANTONIO CALABRÒ collabora attivamente con il giornale online ZoomSud ed è direttore artistico, autore e ideatore della rassegna Calabria d’Autore, spazio teatrale sui temi della cultura. Grande appassionato di musica, trasmette su Radio Antenna Febea e scrive prefazioni, recensioni e critiche letterarie. Ha pubblicato L’inferno Innamorato, Johnny Rolling, Un Libro ci Salverà. Per Disoblio ha già pubblicato Reggio è un blues (2013). Nel tempo libero è Capotreno di Trenitalia.

lunedì 23 maggio 2016

LAMEZIA: Oggi alla Fiera del Libro Calabrese presentazione del saggio SAVERIO STRATI di Giusy Staropoli Calafati


Si svolgerà oggi alle ore 18:00, nella sala conferenze di Palazzo Nicotera di Lamezia Terme, all'interno dell'VIII Edizione della Fiera del Libro Calabrese, la presentazione del libro “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” di Giusy Staropoli Calafati (Disoblio Edizioni). Introduce Vincenzo Morello, conversa con l'autrice Luigi Maffia (Sostituto Procuratore di Lamezia Terme).
L'opera propone un originalissimo sentiero di riflessione attraverso le intense pagine della vita e della vastissima produzione letteraria di Saverio Strati. Commentando di passo in passo le tappe cruciali della bio-bibliografia stratiana e mettendo a fuoco la stretta interconnessione delle questioni affrontate dallo scrittore santagatese nonché la loro attualità, l'autrice sostiene che Saverio Strati incarni lo spirito del Meridione, spirito divenuto parola mediante i suoi scritti.
Omaggiando lo scrittore di Sant'Agata del Bianco con una poesia e un racconto a lui dedicati, Giusy Staropoli Calafati attira l'attenzione su uno dei più grandi scrittori calabresi, denunciando la generale dimenticanza e il pericolo di non leggere più i suoi scritti, tanto decisivi per un Meridione bisognoso di indagarsi da sé e di delineare la propria identità, focalizzando quei pregi e quei difetti dai quali soltanto possono generarsi nuove prospettive per il domani.
GIUSY STAROPOLI CALAFATI è nata a Vibo Valentia il 7 Settembre 1978. Moglie e madre di quattro figli, nel ’97 ha conseguito il diploma di maturità e ha continuato a coltivare la sua passione per la letteratura da autodidatta. Il suo genio creativo viene sempre più riconosciuto ed annoverato nella grande tradizione letteraria calabrese. Vincitrice di importanti concorsi e premi letterari in Italia, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per il merito di narrare con impeto un Sud reale. Presente in varie antologie di poesia contemporanea e narrativa italiana, ha pubblicato: La mia terra (Sabinae 2008) con una prefazione di Gerardo Sacco; Pensatori e Poeti (Leonida 2010); Natuzza Evolo due chiacchiere con Maria (Falco 2013); SUD – La terra di Costabile (Thoth 2014) con una prefazione a cura di Luigi M. Lombardi Satriani; A passioni, canto in dialetto calabrese (Thoth 2015). Attualmente vive e opera a Briatico.

domenica 22 maggio 2016

REGGIO: Oggi alla Nuova Ave “IN VETRINA! Incontro con Giusy Staropoli Calafati, autrice di SAVERIO STRATI”


Oggi alle ore 18:00, in occasione della campagna nazionale “Il maggio dei Libri 2016”, la Libreria Nuova Ave di Reggio Calabria promuove “IN VETRINA! Incontro con Giusy Staropoli Calafati, autrice del libro SAVERIO STRATI. NON UN MERIDIONALISTA MA IL MERIDIONE IN SÈ CHE PARLA” (Disoblio Edizioni). Ne discuterà con l'autrice Salvatore Bellantone (Editore).
L'opera propone un originalissimo sentiero di riflessione attraverso le intense pagine della vita e della vastissima produzione letteraria di Saverio Strati. Commentando di passo in passo le tappe cruciali della bio-bibliografia stratiana e mettendo a fuoco la stretta interconnessione delle questioni affrontate dallo scrittore santagatese nonché la loro attualità, l'autrice sostiene che Saverio Strati incarni lo spirito del Meridione, spirito divenuto parola mediante i suoi scritti.
Omaggiando lo scrittore di Sant'Agata del Bianco con una poesia e un racconto a lui dedicati, Giusy Staropoli Calafati attira l'attenzione su uno dei più grandi scrittori calabresi, denunciando la generale dimenticanza e il pericolo di non leggere più i suoi scritti, tanto decisivi per un Meridione bisognoso di indagarsi da sé e di delineare la propria identità, focalizzando quei pregi e quei difetti dai quali soltanto possono generarsi nuove prospettive per il domani.
GIUSY STAROPOLI CALAFATI è nata a Vibo Valentia il 7 Settembre 1978. Moglie e madre di quattro figli, nel ’97 ha conseguito il diploma di maturità e ha continuato a coltivare la sua passione per la letteratura da autodidatta. Il suo genio creativo viene sempre più riconosciuto ed annoverato nella grande tradizione letteraria calabrese. Vincitrice di importanti concorsi e premi letterari in Italia, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per il merito di narrare con impeto un Sud reale. Presente in varie antologie di poesia contemporanea e narrativa italiana, ha pubblicato: La mia terra (Sabinae 2008) con una prefazione di Gerardo Sacco; Pensatori e Poeti (Leonida 2010); Natuzza Evolo due chiacchiere con Maria (Falco 2013); SUD – La terra di Costabile (Thoth 2014) con una prefazione a cura di Luigi M. Lombardi Satriani; A passioni, canto in dialetto calabrese (Thoth 2015). Attualmente vive e opera a Briatico.

mercoledì 18 maggio 2016

REGGIO: La Biblioteca De Nava ha incontrato Giusy Staropoli Calafati, autrice di “Saverio Strati”


Abbiamo il dovere di ricordare Strati. È questo il concetto-chiave emerso martedì 17 maggio, presso la sala conferenze della Villetta “P. De Nava” di Reggio Calabria, in occasione dell'incontro con Giusy Staropoli Calafati, autrice del libro “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” (Disoblio Edizioni), all'interno degli Stati Generali della Cultura promossi dalla Provincia di Reggio Calabria.
Ma l'impegno di ricordare chiama in causa anche quello di conoscere la vita e le opere dello scrittore di Sant'Agata, Premio Campiello 1977, le quali assieme incarnano, secondo l'autrice, lo spirito del Meridione.
Uno scrittore umile, Saverio Strati, proveniente dal mondo contadino e capace di narrare nei suoi scritti la vita e le problematiche di un tempo ma anche in grado di interrogare in profondità le grandi questioni che interessano l'animo umano. La vita di Saverio Strati e le sue opere, l'uomo e lo scrittore, sono attuali perché in essi si rintraccia quella resilienza, quella volontà di resistenza necessaria per immaginare una Calabria diversa, più giusta e culturalmente al passo coi tempi.
Nonostante Corrado Alvaro, suo amico, gli abbia consigliato di evitare di fare lo scrittore, perché in tal modo non si vive e perché a nessuno interessa la lettura, Saverio Strati si è calato maggiormente negli abissi della terra calabra e dell'animo umano per farne emergere le contraddizioni, i pregi e i difetti, ma soprattutto per dare alla gente l'occasione di guardarsi così com'è, di riflettere sulla propria condizione sociale e culturale e di trovare il coraggio di migliorarsi e di abitare più dignitosamente la propria terra.
Terra che invece, come sintesi di luogo e di popolazione, ha rifiutato la letteratura dello scrittore di Sant'Agata, anche a causa della scelta degli editori del tempo di non pubblicare più le sue opere. Così Strati, che di scrittura viveva veramente, si è ritrovato solo, povero, umiliato dallo stesso mondo per la giustizia del quale si batteva.
Saverio Strati muore di solitudine ma questa solitudine, nella dimenticanza assoluta, ma questa solitudine trova oggi una compagnia in Giusy Staropoli Calafati, autrice del saggio bio-bibliografico sullo scrittore santagatese, e in quei tanti lettori, docenti e appassionati che nella sua letteratura trovano le risposte per affrontare le sfide del nostro tempo, non tanto differenti da quelle risalenti al periodo in cui Strati scriveva le proprie opere.
“Quando parlo di Saverio Strati agli studenti delle scuole che ospitano degli appuntamenti letterari sullo scrittore di Sant'Agata, scorgo quel senso di appartenenza che mi lascia sperare. Spero che tali iniziative – ha detto l'autrice di “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” – crescano nel tempo, per spingere gli editori a ripubblicare le sue opere ma soprattutto per dare l'occasione ai ragazzi, mediante la letteratura del mio maestro, di diventare cittadini migliori e di cambiare la nostra terra, di realizzare cioè proprio il sogno che spingeva Saverio Strati a continuare a scrivere, fino alla fine”.

martedì 17 maggio 2016

XXIX SALONE DEL LIBRO DI TORINO: Tornare alla terra. Questo il messaggio del ribelle meridiano Giuseppe Bagnato


Tornare alla terra. È questa la colonna portante della letteratura di Giuseppe Bagnato, “Il ribelle meridiano” autore dei romanzi “Moira” e “Ozz” presentati da Disoblio Edizioni domenica 15 maggio, presso lo Spazio Incontri dello stand istituzionale della Regione Calabria, in occasione del XXIX Salone Internazionale del Libro, che si è svolto dal 12 al 16 maggio al Lingotto Fiere di Torino.
Inaugurato dall'editore Salvatore Bellantone, l'incontro si è aperto con la lettura del monologo “Benvenuti in Calabria” (vedi sotto), da parte dell'autore, accompagnato dagli arpeggi del musicista Carmelo Morabito, voce dei Southern Gentleman League, scritto e musicato per dare appunto il “benvenuto” nello stand della Regione Calabria, con le parole, la musica e le suggestioni che soltanto la Calabria riesce a dare.
Dopodiché, intervallato dai brani di Carmelo Morabito, “Ciccio e Moira” e “Appuntamento con il gigante buono” ispirati ai romanzi, conversando con l'editore, Giuseppe Bagnato ha sottolineato come il tornare alla terra sia da intendere come un ritorno alle origini, alle fondamenta di un rapporto uomo-natura ormai cancellato da una società in caduta libera dentro il nero baratro di una degenerazione spersonalizzante e artificiosa a un tempo, causata dal capitalismo, dalla mercificazione generale e dall'accelerazione continua cui tutto è soggetto.
Col suo animo asfaltato al pari delle strade che lo separato dalla, (in)civile, illuso dalle stesse rappresentazioni fittizie di sé che condivide con la sua tecnologia e le sue app, l'essere umano è convinto di essere il centro del mondo, il vincitore, l'unico degno di nota nel diario dell'esistenza e invece, a ben vedere, è solo. Solo con le sue follie, con le sue schiavitù, con la sua stessa voglia sfrenata di raggiungere maggiore successo, denaro e potere, continua a degenerare, a perdersi, a trasformarsi inconsapevolmente in quel pezzo ripetitivo e intercambiabile e usa e getta su cui si fonda il dominio mondiale della società contemporanea.
Occorre invece – ha chiarito il contadino-scrittore Giuseppe Bagnato, dialogando con l'editore Salvatore Bellantone – fare allo stesso modo del protagonista di Moira, e cioè allontanarsi dalla monotonia cittadina e gradualmente, in viaggio, avvicinarsi alla novità naturale, contadina, terrestre; occorre sedere sul ramo-poltrona e guardare se stessi e la società da un'altra prospettiva, per accorgersi dell'insensatezza della vita urbana, isolata dal resto dell'esistente. Qui si scopre un'altra solitudine, quella interiore, paradossalmente collegata con fili invisibili al tutto, e in particolar modo alla terra, alla Grande Madre che insegna l'illusorietà del tempo cronologico, su cui si basa la vita cittadina, e la verità del tempo cairologico, in seno al quale l'intero esistente ruota.
Un tempo dell'occasione, quest'ultimo, grazie al quale ogni cosa naturale parla e ci insegna l'armonia che regge l'universo e la dipendenza dell'essere umano dalla natura, dalla quale può trarre i frutti per il proprio sostentamento e gli insegnamenti per la propria vita autentica.
È nella sintonia con la natura, come si evince dal romanzo Moira, che è possibile scorgere il velo di pregiudizi, convenzioni e schemi fallaci che coprono i nostri occhi, quegli stessi occhi che non usiamo più per incontrare quelli degli altri ma soltanto per vedere narcisisticamente noi stessi in qualsiasi altra cosa, sia quest'ultima un essere vivente, un fatto o il profilo di un social network.
Nella vita contadina si comprende quanto l'uomo sia strettamente dipendente dalla natura, dalle sue decisioni, dai suoi tempi e dalle sue stagioni annuali, atmosferiche e universali e ci si rende conto quanto false siano le dipendenze “insegnate” dalla società, siano queste ultime legate alle droghe, agli alcolici, al gioco d'azzardo, al sesso, allo sport o qualsiasi altra dimensione sociale impiegata per controllare le masse, le ricchezze e consentire a pochissimi, capitalizzando e attraverso le mode, di determinare la vita collettiva, come narrato nel romanzo Ozz.
L'unica dipendenza a cui tutti dovremmo avvezzi – ha detto il ribelle meridiano Giuseppe Bagnato – è il confronto con l'altro, sia quest'ultimo una persona, un animale, una pianta, un'idea o qualsiasi altra cosa esista. Con il confronto con l'altro si ha la possibilità di scoprire la propria unicità nella poliedricità delle sfumature del proprio essere e di comprendere lo stretto legame che ognuno di noi ha con il singolo elemento ed evento facenti parte di questo mondo, del quale occorre avere cura per poter imparare, di nuovo, ad avere cura di sé.
Recitato infine il monologo “Immaginate”, sulle note della chitarra di Carmelo Morabito, Giuseppe Bagnato ha acceso la lanterna della Disoblio, portatrice della luce della conoscenza, e, richiamandosi al tema “Visioni” della XXIX Edizione del Salone del Libro, ha spiegato come il sogno di una pianeta in cui tutte le civiltà convivano in pace e in armonia con il tutto, dipenda soltanto da una sfida, vale a dire: tornare a guardarsi negli occhi e tornare alla terra, alla semplicità.


BENVENUTI

Benvenuti nella nostra terra;
terra di briganti per alcuni,
di eroi e rivoluzionari per altri …
Benvenuti nella terra degli ulivi e del bergamotto,
nella terra in cui ogni pietra, alito di vento
o onda del mare, parla di Pitagora,
Campanella e dei Bronzi di Riace.
Benvenuti nella terra in cui è nato il nome Italia,
la cui bellezza quando arrivi
ti ammalia come il canto delle Sirene di Omero,
e ti strugge il cuore, quando parti,
sperando di poterci tornare.
Benvenuto africano, russo e orientale
nella terra dai due volti e dai due Mari,
che ti accoglie come Madre
tra le sue acque di smeraldo
e ti saluta con lacrime al chiar di luna,
com’è accaduto ai suoi figli partiti
per abbracciare l’indipendenza e la liberazione.
Terra rigogliosa,
di verde selvaggio e di montagne impenetrabili,
simili al pregiudizio di chi non l’ha ancora scoperte.
Terra inerte,
simile al deserto che è nel cuore di chi l’abita,
dimentico del passato e insicuro del futuro.
Terra di taranta, si,
ma anche di arte, medicina, scienza e filosofia,
risorse ancora vive per quei lottatori,
che non s’arrendono al crimine che ha le armi,
e neanche a quello che ha le tecnologie, banche e poltrone.
Benvenuti nel Cuore del Mondo!
Nella Terra dov’è nata la Civiltà,
dove Atena continua a brandire scudo e lancia
per dare al Popolo quello che ancora non ha:
la giustizia, la libertà e la dignità.
Benvenuti in Calabria!!!!