lunedì 28 settembre 2015

BAGNARA: Oggi alla chiesa del Rosario presentazione del libro MASSIMILIANO MARIA KOLBE. MARTIRE DI AUSCHWITZ di Pasquale Triulcio


Si svolgerà oggi, alle ore 21:30, presso la Chiesa di Maria SS. del Rosario di Bagnara Calabra, all'interno del programma dei festeggiamenti di Maria SS. del Rosario, la presentazione del libro “Massimiliano Maria Kolbe. Martire di Auschwitz” di padre Pasquale Triulcio (Disoblio Edizioni). Interverranno: Roberta Macrì (Docente e Scrittrice), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'Autore.
L'opera richiama l'attenzione sull'attualità della straordinaria vita di padre Massimiliano Maria Kolbe e della sua instancabile operosità, umana e religiosa, a cavallo tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Ripercorrendone le tappe cruciali – la vocazione giovanile, gli studi filosofici e teologici, la fondazione della “Milizia”, de “Il Cavaliere” e della “Città dell'Immacolata”, ma anche i viaggi in Occidente e in Oriente, la deportazione, la passione e il martirio sperimentati ad Auschwitz –, Pasquale Triulcio esalta la fede, la carità, la speranza e tutte le altre peculiarità spirituali e pratiche di uno dei più significativi Santi e Martiri del Novecento.
PASQUALE TRIULCIO, nasce ad Augsburg nel 1978. È sacerdote appartenente alla Fraternità “Piccoli Fratelli e Sorelle di Maria Immacolata”, incardinato presso l’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, parroco di “san Gaetano da Thiene” in Melia. Ha conseguito il Dottorato in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana con specializzazione in Storia Contemporanea. È stato docente di Storia presso licei e attualmente, oltre ad essere condirettore del locale Archivio Diocesano, è docente di Storia della Chiesa presso l’Istituto di Scienze Religiose, lo Studio Teologico del Seminario “Pio XI”, lo Studio Teologico del Seminario “S. Pio X” di Catanzaro. Autore di vari contributi inerenti alla storia civile ed ecclesiastica, ha pubblicato: Un Paese da fare. Il cantiere dell’Unità (Aracne, 2011), Il cardinale Luigi Tripepi. Un interprete dei tempi nuovi (Leonida, 2015).
Oltre a vari studi riguardanti la Storia della Chiesa, segnaliamo: «Monsignor Ugo Camozzo ultimo vescovo di Fiume italiana: tra guerra ed esilio», in “Fiume” Rivista di studi adriatici (Nuova Serie), n. 29, ANNO XXXIV, Roma 2014; «Si è deciso di non accogliere più nella comunione ecclesiastica coloro che gettano le armi in tempo di pace [in pace]». I cristiani in armi dopo il Sinodo di Arles (314), in “La Chiesa nel Tempo”, n. 1-2, 2013, 171-179; «Irraggiò da Roma una luce divina e fulgente». Il Cardinal Tripepi e la Chiesa: lineamenti di una relazione molteplice e multiforme, in: “La Chiesa nel Tempo”, n. 4, 2013, 25-37; «Uno spettacolo unico al mondo di unione fraterna e di libertà», in “L’evento conciliare e le sue narrazioni in L’Italia del Vaticano II” (Aracne, 2012).

sabato 26 settembre 2015

REGGIO: l'Archivio di Stato ha presentato il libro “Minita” di Domenico Forgione


“Una costellazione di storie in cui si avverte la nostra identità calabrese”. È con queste parole di Mirella Marra che venerdì 25 settembre, presso l'Archivio di Stato di Reggio Calabria, si è aperta la presentazione del libro “Minita” di Domenico Forgione (Disoblio Edizioni). È un libro che trasuda il profumo di una ricchissima vita interiore – ha continuato la direttrice dell'Archivio di Stato – che sta qui ma che sta anche altrove, nella Calabria vera di oggi e in quella trasognata di domani. “Minita” desta curiosità fin dalle prime pagine. Il piacere di una lettura del genere sta nella bellezza narrativa e nel fascino dei bozzetti di vita quotidiana, che l'autore racconta in maniera versatile, senza dimenticare nulla: biografia, personaggi, storia e microstoria s'intersecano con la musica, il cinema, i libri e i tanti altri punti di riferimento di una generazione cresciuta prima della rivoluzione digitale segnata dall'avvento di nuove tecnologie, prima fra tutte internet. È un canovaccio per tante altre storie e tante altre creazioni artistiche. Penso al cinema o al teatro ai quali i racconti di “Minita” si prestano molto, dal momento che narrano le vicende nelle quali molti calabresi possono riconoscere se stessi, il proprio passato e i valori, imparati dai nostri antenati, che oggi spesso dimentichiamo. L'Archivio di Stato – ha concluso Mirella Marra – è felice di presentare questo libro perché rappresenta un ulteriore piccolo passo, un ulteriore contributo nel cammino della riscoperta della nostra identità.
Dedico questa presentazione – ha chiarito Domenico Forgione conversando con l'editore Salvatore Bellantone – all'amico Totò Ligato, che ci ha lasciato troppo presto e con il quale abbiamo condiviso diverse battaglie nel racconto e nella difesa della nostra terra. “Minita” nasce dalla blogosfera ma lo diventa veramente una volta diventato un libro. Qui troviamo un percorso di citazioni che ha il senso di proporre al lettore un sentiero per recuperare la propria identità. Tale ritrovamento non può non passare innanzitutto dalla memoria: i ricordi della giovinezza, i personaggi umili e semplici che abitano nei nostri paesini, le briciole di storia legate al nostro territorio sono il punto di partenza per riappropriarsi di quell'identità, di quei valori e di quelle consuetudini in cui riposa il nostro essere calabresi, contro quel volto anonimo che la società del benessere, dei consumi e della massificazione globale ci impone. Poi bisogna sempre tenere a mente la musica ascoltata, i film che abbiamo visto e i libri che abbiamo letto. Lì ci sono gli indicatori di quello che siamo, di quello che pensiamo e di quello per cui lottiamo quotidianamente, e servono nei momenti di maggiore spaesamento. In quello che altri hanno fatto, nelle melodie, nelle immagini e nelle parole degli altri troviamo anche le nostre e queste ultime ci servono per comprendere il nostro tempo. Ma questa comprensione passa per il dovere dell'informazione. Bisogna conoscere quello che accade vicino a noi e anche quello accade nel mondo. Questo ci dà la possibilità di trovare radicamento nel presente e di affrontarlo con le risorse del nostro passato. Infine – ha concluso l'autore di “Minita”, leggendo il racconto “La promessa” – bisogna darsi da fare, ognuno con quello che sa fare e come lo sa fare. Ci sono tanti problemi nella nostra terra ma se nessuno trova innanzitutto dentro di sé gli strumenti per affrontarli assieme agli altri, resteranno sempre insoluti.

venerdì 25 settembre 2015

REGGIO: Oggi l'Archivio di Stato presenta il libro “Minita” di Domenico Forgione


Si svolgerà oggi, presso l'Archivio di Stato di Reggio Calabria, la presentazione del libro “Minita” di Domenico Forgione (Disoblio Edizioni). Alla presentazione interverranno Mirella Marra (Direttrice Archivio di stato Reggio Calabria), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'Autore.
Suddiviso in tre capitoli, MINITA si presenta come un sentiero di citazioni tratte da ricordi, storie, libri, film, musica, grandi e piccoli avvenimenti storici, esperienze vissute e racconti con i quali l'autore indaga il proprio tempo, critica i meccanismi principali che provocano la degenerazione omologante e spersonalizzante delle masse e propone la difesa dell'unicità del singolo individuo, mediante il recupero di quei personaggi, di quegli eventi, di quei momenti epocali e di quei valori locali e comunitari che hanno caratterizzato la società di soli alcuni decenni fa.
DOMENICO FORGIONE (1973) è nato a Carlton, in Australia, dove ha vissuto fino all’età di quattro anni. Laureato in Scienze politiche e Dottore in Storia dell’Europa mediterranea, per oltre un decennio è stato cultore della materia in Storia delle Istituzioni politiche e assistente universitario presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Messina. Giornalista pubblicista, dal 1997 al 2004 ha collaborato con “Il Quotidiano della Calabria”. Dal 2010 amministra il blog “Messaggi nella bottiglia”, una finestra sull’attualità e una scatola di ricordi, di storie vissute e ascoltate, di storie inventate. Ha pubblicato: Il ’68 a Messina (Edizioni Trisform 1999); Fascismo e prefetti a Catanzaro (1922-1943) (REM 2005); Sant’Eufemia d’Aspromonte. Politica e amministrazione nei documenti dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria. 1861-1922 (Città del sole 2008); saggi di storia contemporanea in volumi miscellanei e recensioni su riviste specializzate; Il cavallo di Chiuminatto. Strade e storie di Sant’Eufemia d’Aspromonte (Nuove Edizioni Barbaro 2013). Vive a Sant’Eufemia d’Aspromonte e, come la cofondatrice di Emergency Teresa Sarti, è convinto che “se ciascuno di noi facesse il suo pezzettino, ci troveremmo in un mondo più bello senza neanche accorgercene”.

martedì 22 settembre 2015

GIOIA TAURO: Presentato alla libreria Mondadori Annunziata il romanzo “Ozz” di Giuseppe Bagnato


“Un viaggio nell'adolescenza”. È con questa definizione di Antonella Cutrupi che venerdì 19 settembre, presso la libreria Mondadori Annunziata di Gioia Tauro, dopo i saluti di Francesco di Maio (Direttore de Il corriere della Piana) si è aperta la presentazione del romanzo “Ozz” di Giuseppe Bagnato (Disoblio Edizioni). Un viaggio nella morte, nel sentiero nero delle droghe, leggere e pesanti, nel quale interviene la ragione e si spalanca una possibilità di salvezza. In questo romanzo gli adolescenti non ricorrono alla droga per pura trasgressione ma per carenza di amore, da parte della famiglia e della scuola, quei punti di riferimento nei quali i ragazzi cercano di affrontare i loro problemi e di realizzare i propri desideri. E invece, presi dal lavoro e dagli interessi personali, spesso si è incapaci di capire e gli adolescenti scelgono la giostra sbagliata per risolvere le loro difficoltà. Come in Piarandello – ha concluso Cutrupi, Docente d'Istruzione Superiore e Poetessa – questo romanzo presenta la vita come un teatro, senza regista, nel quale gli attori indossano tante maschere che mostrano soltanto l'apparenza delle cose e non la sostanza, il desiderio di amore e di vivere le emozioni vere, legate alla libera scelta.
La cultura è salvezza – ha dichiarato Giuseppe Bagnato, autore di “Ozz” – tuttavia la nostra cultura si è fermata al Grande Fratello e agli altri talent show, a scapito dei libri, dell'arte e del buon cinema. Si legge poco perché i libri ci spalancano nuovi mondi e noi, invece, non vogliamo crescere, vogliamo restare quelli che siamo. Questo romanzo nasce dalla necessità di scrivere di noi, per mettere in evidenza i nostri problemi dal di dentro e per andare al di là dell'apparenza di tutto quello che ci sta intorno. Quello che vediamo non sempre è la verità, specialmente quando osserviamo persone che soffrono e vivono esperienze al limite. Occorrerebbe piuttosto chiedersi che cosa abbiamo fatto noi per evitare che la gente, in primis gli adolescenti, scelga sentieri sbagliati, capaci di condizionarti la vita per sempre o di togliertela in un attimo. Ognuno di noi – ha concluso l'autore, moderato dall'Editore Salvatore Bellantone – possiede dentro di sé il burattinaio e il gigante buono, il male e il bene: l'una contro cui imprechiamo quando tutto va male, l'altra nella quale troviamo l'energia di ripartire. Dovremmo dare maggiore attenzione ai ragazzi, salvaguardando la loro vivacità e ricostruendo a partire da essa una società migliore rispetto a questa.

REGGIO: Venerdì 25 settembre l'Archivio di Stato presenta il libro “Minita” di Domenico Forgione


Si svolgerà venerdì 25 settembre, presso l'Archivio di Stato di Reggio Calabria, la presentazione del libro “Minita” di Domenico Forgione (Disoblio Edizioni). Alla presentazione interverranno Mirella Marra (Direttrice Archivio di stato Reggio Calabria), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'Autore.
Suddiviso in tre capitoli, MINITA si presenta come un sentiero di citazioni tratte da ricordi, storie, libri, film, musica, grandi e piccoli avvenimenti storici, esperienze vissute e racconti con i quali l'autore indaga il proprio tempo, critica i meccanismi principali che provocano la degenerazione omologante e spersonalizzante delle masse e propone la difesa dell'unicità del singolo individuo, mediante il recupero di quei personaggi, di quegli eventi, di quei momenti epocali e di quei valori locali e comunitari che hanno caratterizzato la società di soli alcuni decenni fa.
DOMENICO FORGIONE (1973) è nato a Carlton, in Australia, dove ha vissuto fino all’età di quattro anni. Laureato in Scienze politiche e Dottore in Storia dell’Europa mediterranea, per oltre un decennio è stato cultore della materia in Storia delle Istituzioni politiche e assistente universitario presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Messina. Giornalista pubblicista, dal 1997 al 2004 ha collaborato con “Il Quotidiano della Calabria”. Dal 2010 amministra il blog “Messaggi nella bottiglia”, una finestra sull’attualità e una scatola di ricordi, di storie vissute e ascoltate, di storie inventate. Ha pubblicato: Il ’68 a Messina (Edizioni Trisform 1999); Fascismo e prefetti a Catanzaro (1922-1943) (REM 2005); Sant’Eufemia d’Aspromonte. Politica e amministrazione nei documenti dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria. 1861-1922 (Città del sole 2008); saggi di storia contemporanea in volumi miscellanei e recensioni su riviste specializzate; Il cavallo di Chiuminatto. Strade e storie di Sant’Eufemia d’Aspromonte (Nuove Edizioni Barbaro 2013). Vive a Sant’Eufemia d’Aspromonte e, come la cofondatrice di Emergency Teresa Sarti, è convinto che “se ciascuno di noi facesse il suo pezzettino, ci troveremmo in un mondo più bello senza neanche accorgercene”.

lunedì 21 settembre 2015

In libreria! L'ATEO CREDENTE (O IL CERCATORE COSMICO) di Salvatore Bellantone


PAGINE: 72
MESE/ANNO: 9/15
ISBN: 978-88-98932-24-5
DIMENSIONI: 15x21 cm
GENERE: Saggistica
COLLANA: Collana Taumazein
PREZZO: € 8,00

Descrizione:
L'opera affronta le questioni dell'ateismo e della fede sul terreno della logica dell'aut aut della tradizione occidentale del pensiero, e recuperando la posizione eraclitea evoca una nuova figura, quella del cercatore.

sabato 19 settembre 2015

BAGNARA: Presentato il saggio L'ATEO CREDENTE di Salvatore Bellantone


“Bellezza di titolo e sottotitolo a parte, è un testo avvincente e di facile lettura”. È con queste parole di Antonio Giuseppe D'Agostino che si è aperta la presentazione del secondo volume della “Trilogia sul potere” intitolato “L'ateo credente” di Salvatore Bellantone (Disoblio Edizioni), che si è svolta venerdì 18 settembre, presso la sala conferenze della Società Operaia di Bagnara Calabra
Non esiste un vero e proprio ateismo – ha continuato il giornalista D'Agostino, dopo i saluti di Mimma Garoffolo (presidente SOMS Bagnara Calabra) e di Bruno Ienco (Presidente Pro Loco Bagnara Calabra) – vi è chi non accetta una determinata credenza religiosa e chi non accetta proprio l'esistenza di Dio. Ma alla fine, quasi tutti i filosofi hanno dovuto credere in qualcosa, anche Nietzsche. Oggi le religioni si stanno orientalizzando e l'ateo credente indaga la verità ultima religiosa mediante l'esperienza e senza accettare acriticamente alcuna verità o le regole dogmatiche imposte e previste nei vari culti. Nell'opera – ha proseguito il prefattore del volume – l'autore fa intendere che l'esperienza religiosa deve essere sempre diretta, non può essere un sentito dire, come avviene per chi dice di essere un credente e in realtà è schiavo di una convinzione. L'ateo credente è una figura di liberazione, non da Dio, ma dalla schiavitù del dogmatismo.
Lo scettico religioso – ha dichiarato il saggista Vincenzo Musolino – è la postfazione che ho scritto in contrapposizione al saggio di Salvatore Bellantone, “L'ateo credente”, che è un bel'ossimoro volto alla libera ricerca. Qui mi sono chiesto: siamo sicuri che ricerca e sperimentazione abbiano un valore assoluto? Oppure si nasconde dietro di esse un nuovo dogmatismo? L'ateo credente è un saggio in cui si parla di esperienza alla maniera del cristianesimo. Ma il cristianesimo non è soltanto la religione del libro, è anche l'incontro personale di ognuno con Cristo, che non ha scritto. Se la relazione è esperienza allora è un conto ma se è un fatto scientifico, al di là dei fondamenti dogmatici, allora l'esperienza non produce nulla. Mi chiedo dunque – ha concluso il postfatore del volume – la sperimentazione di cui parla l'autore nel suo saggio è intesa come un evento di esperienza oppure come una sperimentazione scientifica che de-storicizza? Spero la prima.
Salvatore Bellantone – dopo l'accensione della lanterna della Disoblio per mano dei presidenti dei sodalizi organizzatori, coordinati da Stefania Guglielmo che ha condotto la serata – ha ringraziato i presenti e ha chiarito come il suo saggio, al di là dei contenuti specifici, sia innanzitutto una metafora di un metodo, di una maniera di pensare. Siamo abituati a intendere i fatti secondo le forme di pensiero ereditate da chi ci ha preceduto, le quali concentrano l'attenzione su alcuni aspetti dei fatti stessi e, escludendone degli altri, fungono da punto di riferimento per la costruzione di una determinata visione delle cose. Ma è uno sguardo parziale sugli enti, perché c'è sempre qualcosa di rimosso che non viene più considerato. Questo saggio vuole ridare attenzione a quegli elementi esclusi dalle cose e porre anche un problema di linguaggio, in quanto vi sono enti che, nel contempo, si manifestano in maniera contraddittoria: un bicchiere è sia mezzo pieno sia mezzo vuoto, la Terra è sia illuminata sia oscurata per metà e via dicendo. Finché non s'inventa una parola per dire la realtà contraddittoria che spesso sta sotto il nostro naso, siamo costretti a usare il principio eracliteo a scapito di quello aristotelico. Per quanto riguarda invece – ha concluso l'autore del saggio – la questione cosmologica, l'opera vuole essere anche una provocazione: per alcuni, a credere veramente in un determinato credo, facendo andare di pari passo l'etica e la fede; per altri, a varcare nuovi orizzonti del pensiero, oltre i quali, forse, le differenze religiose non contano più e tutte non sono altro che un colore del medesimo arcobaleno spirituale.

GIOIA TAURO: Oggi la libreria Mondadori Annunziata presenta il romanzo “Ozz” di Giuseppe Bagnato


Oggi, alle ore 18:00, la libreria Mondadori del Parco Commerciale Annunziata di Gioia Tauro presenta il romanzo “Ozz” di Giuseppe Bagnato (Disoblio Edizioni). Alla presentazione interverranno: Sofia Ambesi (Libreria Mondadori), Carmelo Pellegrino (Storico), Antonella Cutrupi (Docente d'Istruzione Superiore e Poetessa), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autore.
Ambientato in Calabria, OZZ è un romanzo forte, diretto e in alcuni tratti brutale, nel quale l'autore affronta il problema giovanile del consumo di sostanze stupefacenti. Narrando la storia dell'omonimo protagonista e del suo irreversibile precipitare nel baratro della schiavitù della droga, Giuseppe Bagnato mostra come la reclusione degli adolescenti in questo mondo logorante e mortale sia spesso dovuta alla violenza e alla trascuratezza del contesto familiare e sociale nel quale vivono – che anziché formare ed educare spinge e costringe a scelte così pericolose e fatali –, ma anche alla loro crescita solitaria e all'assenza di quella cura quotidiana utile per la loro formazione personale e civile: l'amore.
GIUSEPPE BAGNATO è nato a Varapodio (RC) nel 1971, dove attualmente vive e svolge la professione di contadino. Nel 2005 ha ricevuto la Targa Navi e Naviganti partecipando al “Premio Anoia Salvatore Gemelli”. Per Disoblio ha già pubblicato Moira (2014).

venerdì 18 settembre 2015

BAGNARA: Oggi presentazione del libro L'ATEO CREDENTE di Salvatore Bellantone


Si svolgerà oggi, alle ore 18:00, presso la sala conferenze della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bagnara Calabra, la presentazione del libro “L'ateo credente. Trilogia sul potere VOL. 2” di Salvatore Bellantone (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Stefania Guglielmo (Università di Messina), interverranno: Mimma Garoffolo (Presidente SOMS Bagnara Calabra), Bruno Ienco (Presidente Pro Loco Bagnara Calabra), Antonio Giuseppe D'Agostino (Giornalista), Vincenzo Musolino (Saggista). Sarà presente l'Autore.
L'opera affronta le questioni dell'ateismo e della fede sul terreno della logica dell'aut aut della tradizione occidentale del pensiero, e recuperando la posizione eraclitea evoca una nuova figura, quella del cercatore.
SALVATORE BELLANTONE è nato a Reggio Calabria nel 1981. Laureatosi in Filosofia Contemporanea nel giugno del 2009, presso l’Università degli Studi di Messina, a partire dal luglio dello stesso anno cura il blog Disoblio. Nell’agosto 2012 fonda la casa editrice Disoblio Edizioni, per la quale ha pubblicato: La morale è il potere. Nietzsche interprete di Paolo (2012), Racconti disobliati (2013), Sul concetto di esistenza. Trilogia sul potere VOL. 1 (2014). Attualmente vive a Bagnara Calabra (RC).

martedì 15 settembre 2015

GIOIA TAURO: Sabato 19 settembre la libreria Mondadori Annunziata presenta il romanzo “Ozz” di Giuseppe Bagnato


Sabato 19 settembre, alle ore 18:00, la libreria Mondadori del Parco Commerciale Annunziata di Gioia Tauro presenta il romanzo “Ozz” di Giuseppe Bagnato (Disoblio Edizioni). Alla presentazione interverranno: Sofia Ambesi (Libreria Mondadori), Carmelo Pellegrino (Storico), Antonella Cutrupi (Docente d'Istruzione Superiore e Poetessa), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autore.
Ambientato in Calabria, OZZ è un romanzo forte, diretto e in alcuni tratti brutale, nel quale l'autore affronta il problema giovanile del consumo di sostanze stupefacenti. Narrando la storia dell'omonimo protagonista e del suo irreversibile precipitare nel baratro della schiavitù della droga, Giuseppe Bagnato mostra come la reclusione degli adolescenti in questo mondo logorante e mortale sia spesso dovuta alla violenza e alla trascuratezza del contesto familiare e sociale nel quale vivono – che anziché formare ed educare spinge e costringe a scelte così pericolose e fatali –, ma anche alla loro crescita solitaria e all'assenza di quella cura quotidiana utile per la loro formazione personale e civile: l'amore.
GIUSEPPE BAGNATO è nato a Varapodio (RC) nel 1971, dove attualmente vive e svolge la professione di contadino. Nel 2005 ha ricevuto la Targa Navi e Naviganti partecipando al “Premio Anoia Salvatore Gemelli”. Per Disoblio ha già pubblicato Moira (2014).

lunedì 14 settembre 2015

BAGNARA: Venerdì 18 settembre presentazione del libro L'ATEO CREDENTE di Salvatore Bellantone


Si svolgerà venerdì 18 settembre, alle ore 18:00, presso la sala conferenze della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bagnara Calabra, la presentazione del libro “L'ateo credente” di Salvatore Bellantone (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Stefania Guglielmo (Università di Messina), interverranno: Mimma Garoffolo (Presidente SOMS Bagnara Calabra), Bruno Ienco (Presidente Pro Loco Bagnara Calabra), Antonio Giuseppe D'Agostino (Giornalista), Vincenzo Musolino (Saggista). Sarà presente l'Autore.
L'opera affronta le questioni dell'ateismo e della fede sul terreno della logica dell'aut aut della tradizione occidentale del pensiero, e recuperando la posizione eraclitea evoca una nuova figura, quella del cercatore.
SALVATORE BELLANTONE è nato a Reggio Calabria nel 1981. Laureatosi in Filosofia Contemporanea nel giugno del 2009, presso l’Università degli Studi di Messina, a partire dal luglio dello stesso anno cura il blog Disoblio. Nell’agosto 2012 fonda la casa editrice Disoblio Edizioni, per la quale ha pubblicato: La morale è il potere. Nietzsche interprete di Paolo (2012), Racconti disobliati (2013), Sul concetto di esistenza. Trilogia sul potere VOL. 1 (2014). Attualmente vive a Bagnara Calabra (RC).

venerdì 11 settembre 2015

TROPEA: Presentato il libro “Saverio Strati” di Giusy Staropoli Calafati alla libreria Il pensiero meridiano


“Conoscere la storia di Saverio Strati è conoscere la mia storia e quella della mia terra”. È con queste parole che si è inaugurata la presentazione del libro “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” di Giusy Staropoli Calafati (Disoblio Edizioni), svoltasi ieri a Tropea presso la libreria Il pensiero meridiano, alla quale oltre all'autrice sono intervenuti Chiara Condò (libreria Il pensiero meridiano) e Salvatore Bellantone (Editore).
Il senso del mio libro – ha detto Giusy Staropoli Calafati – è di riappropriarsi delle proprie radici mediante la vita e la vasta bibliografia dello scrittore santagatese, entro le quali è possibile scorgere la vita di una Calabria con tante difficoltà ma anche con tanta gente che ogni giorno ha voglia di ricominciare e che ce la fa. Saverio Strati è un simbolo della e per la Calabria, rappresenta la cultura popolare, di quella gente cioè che ha sempre lavorato e guadagnato il proprio posto al mondo con il sudore della fronte. È l'esempio di chi con tanto lavoro e dedizione è riuscito a dare spazio al desiderio di essere informati, di acculturarsi e di raccontare la vita propria e dei propri conterranei così come accade. È uno scrittore universale e attuale. Nelle sue opere narra di un Sud che spera e opera in vista di tempi di miglioramento, racconta della gente che parte e della gente che resta, dei problemi e delle difficoltà che la gente meridionale affronta quotidianamente esattamente come accade adesso.
Tuttavia – ha continuato l'autrice – è stato lasciato solo, nella vita e dopo la morte, e ancora oggi risulta difficile trovare i suoi libri ed educarsi come è stato possibile a me. I suoi scritti dovrebbero essere letti a scuola, in casa, ovunque, perché con essi si ha la possibilità di capire quello accade dentro e fuori di noi. Ripercorrere i suoi passi, a Sant'Agata e a Scandicci è emozionante, perché ci si rende conto della complessità della sua vita e del suo irrefrenabile desiderio di raccontare. Soltanto custodendo la sua memoria, e leggendo i suoi libri, è possibile colmare quelle lacune, individuali e collettive, che impediscono di conoscere a pieno la propria identità.
Accesa, infine, la lanterna della Disoblio, la luce della conoscenza si è irradiata nella città di Tropea portando i raggi di quella parola basilare per il popolo calabrese, utile per comprendere il tempo presente e per affrontare il proprio domani: la memoria.

giovedì 10 settembre 2015

TROPEA: Oggi presentazione del libro “Saverio Strati” di Giusy Staropoli Calafati


Si svolgerà oggi, alle ore 21:00, presso la libreria Il pensiero meridiano di Tropea, la presentazione del libro “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” di Giusy Staropoli Calafati (Disoblio Edizioni). Alla presentazione interverranno Chiara Condò (Il pensiero meridiano), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autrice.
L'opera propone un originalissimo sentiero di riflessione attraverso le intense pagine della vita e della vastissima produzione letteraria di Saverio Strati. Commentando di passo in passo le tappe cruciali della bio-bibliografia stratiana e mettendo a fuoco la stretta interconnessione delle questioni affrontate dallo scrittore santagatese nonché la loro attualità, l'autrice sostiene che Saverio Strati incarni lo spirito del Meridione, spirito divenuto parola mediante i suoi scritti.
Omaggiando lo scrittore di Sant'Agata del Bianco con una poesia e un racconto a lui dedicati, Giusy Staropoli Calafati attira l'attenzione su uno dei più grandi scrittori calabresi, denunciando la generale dimenticanza e il pericolo di non leggere più i suoi scritti, tanto decisivi per un Meridione bisognoso di indagarsi da sé e di delineare la propria identità, focalizzando quei pregi e quei difetti dai quali soltanto possono generarsi nuove prospettive per il domani.
GIUSY STAROPOLI CALAFATI è nata a Vibo Valentia il 7 Settembre 1978. Moglie e madre di quattro figli, nel ’97 ha conseguito il diploma di maturità e ha continuato a coltivare la sua passione per la letteratura da autodidatta. Il suo genio creativo viene sempre più riconosciuto ed annoverato nella grande tradizione letteraria calabrese. Vincitrice di importanti concorsi e premi letterari in Italia, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per il merito di narrare con impeto un Sud reale. Presente in varie antologie di poesia contemporanea e narrativa italiana, ha pubblicato: La mia terra (Sabinae 2008) con una prefazione di Gerardo Sacco; Pensatori e Poeti (Leonida 2010); Natuzza Evolo due chiacchiere con Maria (Falco 2013); SUD – La terra di Costabile (Thoth 2014) con una prefazione a cura di Luigi M. Lombardi Satriani; A passioni, canto in dialetto calabrese (Thoth 2015). Attualmente vive e opera a Briatico.

mercoledì 9 settembre 2015

In libreria! MASSIMILIANO MARIA KOLBE. MARTIRE DI AUSCHWITZ di Pasquale Triulcio


PAGINE: 144
MESE/ANNO: 8/15
ISBN: 978-88-98932-20-7
DIMENSIONI: 17x24 cm
GENERE: Saggistica
COLLANA: Collana Clio
PREZZO: € 16,00

Descrizione:
L'opera richiama l'attenzione sull'attualità della straordinaria vita di padre Massimiliano Maria Kolbe e della sua instancabile operosità, umana e religiosa, a cavallo tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Ripercorrendone le tappe cruciali – la vocazione giovanile, gli studi filosofici e teologici, la fondazione della “Milizia”, de “Il Cavaliere” e della “Città dell'Immacolata”, ma anche i viaggi in Occidente e in Oriente, la deportazione, la passione e il martirio sperimentati ad Auschwitz –, Pasquale Triulcio esalta la fede, la carità, la speranza e tutte le altre peculiarità spirituali e pratiche di uno dei più significativi Santi e Martiri del Novecento.

sabato 5 settembre 2015

TROPEA: Giovedì 10 settembre presentazione del libro “Saverio Strati” di Giusy Staropoli Calafati


Si svolgerà giovedì 10 settembre, alle ore 21:00, presso la libreria Il pensiero meridiano di Tropea, la presentazione del libro “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” di Giusy Staropoli Calafati (Disoblio Edizioni). Alla presentazione interverranno Chiara Condò (Il pensiero meridiano), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autrice.
L'opera propone un originalissimo sentiero di riflessione attraverso le intense pagine della vita e della vastissima produzione letteraria di Saverio Strati. Commentando di passo in passo le tappe cruciali della bio-bibliografia stratiana e mettendo a fuoco la stretta interconnessione delle questioni affrontate dallo scrittore santagatese nonché la loro attualità, l'autrice sostiene che Saverio Strati incarni lo spirito del Meridione, spirito divenuto parola mediante i suoi scritti.
Omaggiando lo scrittore di Sant'Agata del Bianco con una poesia e un racconto a lui dedicati, Giusy Staropoli Calafati attira l'attenzione su uno dei più grandi scrittori calabresi, denunciando la generale dimenticanza e il pericolo di non leggere più i suoi scritti, tanto decisivi per un Meridione bisognoso di indagarsi da sé e di delineare la propria identità, focalizzando quei pregi e quei difetti dai quali soltanto possono generarsi nuove prospettive per il domani.
GIUSY STAROPOLI CALAFATI è nata a Vibo Valentia il 7 Settembre 1978. Moglie e madre di quattro figli, nel ’97 ha conseguito il diploma di maturità e ha continuato a coltivare la sua passione per la letteratura da autodidatta. Il suo genio creativo viene sempre più riconosciuto ed annoverato nella grande tradizione letteraria calabrese. Vincitrice di importanti concorsi e premi letterari in Italia, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per il merito di narrare con impeto un Sud reale. Presente in varie antologie di poesia contemporanea e narrativa italiana, ha pubblicato: La mia terra (Sabinae 2008) con una prefazione di Gerardo Sacco; Pensatori e Poeti (Leonida 2010); Natuzza Evolo due chiacchiere con Maria (Falco 2013); SUD – La terra di Costabile (Thoth 2014) con una prefazione a cura di Luigi M. Lombardi Satriani; A passioni, canto in dialetto calabrese (Thoth 2015). Attualmente vive e opera a Briatico.

martedì 1 settembre 2015

REGGIO: Oggi l'Anassilaos presenta la silloge U RICRIJU R'U ME' CORI di Rocco Nassi


Oggi, alle ore 20:30, presso il Chiostro di San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, l'Associazione Culturale Anassilaos presenta la silloge dialettale “U ricriju r'u me' cori” di Rocco Nassi (Disoblio Edizioni). Alla presentazione introdotta dalla prof.ssa Pina De Felice (Responsabile Poesia Anasilaos), relazionerà la prof.ssa Francesca Neri e interverrà l'editore Salvatore Bellantone. Sarà presente l'Autore.
Nella silloge U RICRIJU R'U ME' CORI Rocco Nassi indaga con la parola vernacolare bagnarese le ragioni della decadenza della terra natìa ed esprime la speranza della sua rinascita, possibile quest'ultima soltanto se le nuove generazioni riusciranno a vedere il Meridione d'Italia con gli stessi occhi sognanti del poeta e a parlare la lingua dialettale con la consapevolezza della sua importanza. Le note sono a cura di Giuseppe Antonio Martino.
ROCCO NASSI (Bagnara Calabra, 1963) è un appassionato divulgatore di poesia vernacolare e da anni partecipa attivamente alla vita associativa bagnarese. Fondatore del gruppo Parra e scrivi comu ti fici to’ mamma, collabora con diversi siti di poesia dialettale. Dal 2011 cura il blog rocconassi.blogspot.com. Ha pubblicato: Bagnara rari bellizzi (Ass. Capo Marturano, 2007), Pe’ comu parru scrivu: amari penzeri... (2010), ’I ’sta terra parru d’amuri (Caravilla, 2012), No’ esti na źannella (Disoblio Edizioni, 2014). Attualmente, vive e lavora a Bagnara Calabra.