lunedì 31 agosto 2015

REGGIO: Lunedì 1 settembre l'Anassilaos presenta la silloge U RICRIJU R'U ME' CORI di Rocco Nassi


Lunedì 1 settembre, alle ore 20:30, presso il Chiostro di San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, l'Associazione Culturale Anassilaos presenta la silloge dialettale “U ricriju r'u me' cori” di Rocco Nassi (Disoblio Edizioni). Alla presentazione introdotta dalla prof.ssa Pina De Felice (Responsabile Poesia Anasilaos), relazionerà la prof.ssa Francesca Neri e interverrà l'editore Salvatore Bellantone. Sarà presente l'Autore.
Nella silloge U RICRIJU R'U ME' CORI Rocco Nassi indaga con la parola vernacolare bagnarese le ragioni della decadenza della terra natìa ed esprime la speranza della sua rinascita, possibile quest'ultima soltanto se le nuove generazioni riusciranno a vedere il Meridione d'Italia con gli stessi occhi sognanti del poeta e a parlare la lingua dialettale con la consapevolezza della sua importanza. Le note sono a cura di Giuseppe Antonio Martino.
ROCCO NASSI (Bagnara Calabra, 1963) è un appassionato divulgatore di poesia vernacolare e da anni partecipa attivamente alla vita associativa bagnarese. Fondatore del gruppo Parra e scrivi comu ti fici to’ mamma, collabora con diversi siti di poesia dialettale. Dal 2011 cura il blog rocconassi.blogspot.com. Ha pubblicato: Bagnara rari bellizzi (Ass. Capo Marturano, 2007), Pe’ comu parru scrivu: amari penzeri... (2010), ’I ’sta terra parru d’amuri (Caravilla, 2012), No’ esti na źannella (Disoblio Edizioni, 2014). Attualmente, vive e lavora a Bagnara Calabra.

sabato 29 agosto 2015

NICOTERA MARINA: Oggi incontro con Giuseppe Bagnato


Si svolgerà oggi, alle ore 22:00, presso il Ristorante Pizzeria Il Bianco e Nero di Nicotera Marina, l'incontro con Giuseppe Bagnato, autore dei romanzi Moira e Ozz (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, condotta dell'editore Salvatore Bellantone, interverrà Carmelo Morabito (Musicista). Sarà presente l'autore.
MOIRA: Un giovane innamorato degli alberi di ulivo e del mare sullo Stretto incontra una ragazza dagli occhi spenti in una casetta di montagna. Capisce di essere strettamente legato a lei, in maniera segreta, invisibile e incomprensibile. E questa consapevolezza si rafforza nel momento in cui la fanciulla scompare improvvisamente. Partendo assieme a Ciccio alla ricerca di Moira, il lettore si ritroverà immerso in un itinerario tra i paesaggi più incantevoli della Calabria, destinati a diventare una metafora dei pensieri e delle emozioni più nascoste alla propria coscienza. Raggelanti misteri e peripezie attendono Ciccio, ma anche insopportabili rivelazioni. E se la ricerca di Moira coincidesse con la scoperta della propria vera identità?
OZZ: Ambientato in Calabria, Ozz è un romanzo forte, diretto e in alcuni tratti brutale, nel quale l'autore affronta il problema giovanile del consumo di sostanze stupefacenti. Narrando la storia dell'omonimo protagonista e del suo irreversibile precipitare nel baratro della schiavitù della droga, Giuseppe Bagnato mostra come la reclusione degli adolescenti in questo mondo logorante e mortale sia spesso dovuta alla violenza e alla trascuratezza del contesto familiare e sociale nel quale vivono – che anziché formare ed educare spinge e costringe a scelte così pericolose e fatali –, ma anche alla loro crescita solitaria e all'assenza di quella cura quotidiana utile per la loro formazione personale e civile: l'amore.
GIUSEPPE BAGNATO è nato a Varapodio (RC) nel 1971, dove attualmente vive e svolge la professione di contadino. Nel 2005 ha ricevuto la Targa Navi e Naviganti partecipando al “Premio Anoia Salvatore Gemelli”. Per Disoblio ha già pubblicato Moira (2014).

giovedì 27 agosto 2015

NICOTERA MARINA: Sabato 29 agosto incontro Giuseppe Bagnato


Si svolgerà sabato 29 agosto, alle ore 22:00, presso il Ristorante Pizzeria Il Bianco e Nero di Nicotera Marina, l'incontro con Giuseppe Bagnato, autore dei romanzi Moira e Ozz (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, condotta dell'editore Salvatore Bellantone, interverrà Carmelo Morabito (Musicista). Sarà presente l'autore.
MOIRA: Un giovane innamorato degli alberi di ulivo e del mare sullo Stretto incontra una ragazza dagli occhi spenti in una casetta di montagna. Capisce di essere strettamente legato a lei, in maniera segreta, invisibile e incomprensibile. E questa consapevolezza si rafforza nel momento in cui la fanciulla scompare improvvisamente. Partendo assieme a Ciccio alla ricerca di Moira, il lettore si ritroverà immerso in un itinerario tra i paesaggi più incantevoli della Calabria, destinati a diventare una metafora dei pensieri e delle emozioni più nascoste alla propria coscienza. Raggelanti misteri e peripezie attendono Ciccio, ma anche insopportabili rivelazioni. E se la ricerca di Moira coincidesse con la scoperta della propria vera identità?
OZZ: Ambientato in Calabria, Ozz è un romanzo forte, diretto e in alcuni tratti brutale, nel quale l'autore affronta il problema giovanile del consumo di sostanze stupefacenti. Narrando la storia dell'omonimo protagonista e del suo irreversibile precipitare nel baratro della schiavitù della droga, Giuseppe Bagnato mostra come la reclusione degli adolescenti in questo mondo logorante e mortale sia spesso dovuta alla violenza e alla trascuratezza del contesto familiare e sociale nel quale vivono – che anziché formare ed educare spinge e costringe a scelte così pericolose e fatali –, ma anche alla loro crescita solitaria e all'assenza di quella cura quotidiana utile per la loro formazione personale e civile: l'amore.
GIUSEPPE BAGNATO è nato a Varapodio (RC) nel 1971, dove attualmente vive e svolge la professione di contadino. Nel 2005 ha ricevuto la Targa Navi e Naviganti partecipando al “Premio Anoia Salvatore Gemelli”. Per Disoblio ha già pubblicato Moira (2014).

martedì 25 agosto 2015

NOTTI DISOBLIATE: Resistere: questo è il messaggio de I concetti del Sud







Resistere. È questo il messaggio delle “Notti Disobliate – I concetti del Sud”!, kermesse di incontri con l'autore che si è svolta dal 18 al 23 agosto sul Corso Vittorio Emanuele II di Bagnara Calabra. Un annuncio chiaro ed evidente innanzi ai tempi che corrono e alle difficoltà che la popolazione affronta quotidianamente. Tale ostinazione alla sopravvivenza è inscritta nel corredo cromosomico della gente del Sud, dunque oggigiorno non c'è nulla di nuovo rispetto alla storia di un popolo che, conosciuti gli allori nel periodo magno-greco, è stato in seguito continuamente soggetto alla dominazione dei numerosi popoli che hanno conquistato questa terra – romani, bizantini, barbari, normanni, svevi, angioini, aragonesi, piemontesi –, causandone gradatamente una decadenza che conduce ai giorni nostri.
Tale degenerazione, tuttavia, va interrogata criticamente, ripercorrendo tutte quelle tracce rimaste nelle fonti, nei documenti, nei siti archeologici, nei paesaggi, nei racconti popolari, nella letteratura, nella lingua, nei volti della gente e nell'insieme delle dimensioni che costituiscono la società, e le comunità, calabrese. In questo sentiero, naturalmente, occorre mettere a fuoco anche tutti quei concetti negativi che la popolazione meridionale trascina con sé e le impedisce di prendere il volo, tra i quali l'oblio, il silenzio, l'insicurezza, la rassegnazione, l'ignoranza, l'odio, il dialetto inteso come una lingua del basso volgo, concetti spazzati via dagli autori con la “scopa della conoscenza” che ha sostituito la Lanterna della Disoblio in occasione della rassegna. Una volta presa coscienza di essi, però, occorre lasciarli per strada sostituendoli con altre nozioni di cui oggi la gente del Sud ha bisogno per affrontare le sfide attuali: la memoria, la parola, la sicurezza, la volontà di riscatto, la conoscenza, l'amore, il dialetto concepito come lingua madre.
Queste idee, interpretate come “i concetti della resistenza, i concetti del Sud”, sono emerse di giorno in giorno durante i vari salotti dalle parole degli scrittori Pasqualino Placanica, Mimmo Gangemi, Vincenzo Musolino, Gianfranco Cordì, Giuseppe Bagnato, Lilla Sturniolo Misiano, Masella Cotroneo, Santo Gioffré, Rocco Nassi, Domenico Forgione e Lou Palanca/Fabio Cuzzola e Monica Sperabene, ma anche dagli interventi e dalle domande proposte loro da Antonella Quattrone, Aldo Varano, Antonio Giuseppe D'Agostino, Gianfranco Marino, Natale Zappalà, Stefania Guglielmo, Natalia Saffioti, Luca Marturano, Pino Strati, Marisa Larosa, Carmelo Pavia, Bruno Ienco, Mirella Marra. Nozioni di resistenza cantate in musica da Rossana Camera, Mario Lo Cascio, Carmelo Morabito, Iside Gurnari, i Popul'aria, Josè Fazari dei NeroSud, e rappresentate pittoricamente e fotograficamente da Alessandra Ienco e Tonino Arduca.
Le “Notti Disobliate – I concetti del Sud” sono state sposate da svariati enti e associazioni culturali del territorio della provincia reggina – la città di Bagnara Calabra, la Pro Loco e la SOMS Bagnara Calabra, l'emittente radiofonica RadioBagnaraWeb, l'Associazione Culturale “Leggendo tra le Righe” e l'Assessorato alla Cultura del comune di Gerace, l'Associazione Culturale “Incontriamoci Sempre” e l'Archivio di Stato di Reggio Calabria, l'Associazione Culturale “Ouitalos” di Palmi, la Cartolibreria Demaio, NewMediaService – a dimostrare come uno spazio di riflessione comune sui difetti e sui pregi del Sud sia necessario per comprendere le ragioni di un tempo votato alla malora e individuare le prospettive di ripartenza di una terra e di un popolo che non ha ancora concluso la propria storia e guarda speranzoso al domani.
L'odore del Sud, pensare a Sud, scrivere a Sud, storie a Sud, la lingua del Sud, partire e tornare a Sud sono stati i sei appuntamenti nel corso dei quali si è manifestata l'urgenza di recuperare la propria identità e di guardare alla possibilità di salvezza mediante le nuove condizioni storico-comunitarie ed economiche nelle quali ci troviamo, ma anche per mezzo di quell'insieme di relazioni nuove del quale è costituito il tessuto sociale del Sud.
Deve andare via il tempo della fortuna ignorante, parafrasando i versi della canzone “Occhiu non vidi” dei Mattanza, canzone di protesta e di radiografia del pensiero meridionale impiegata come sigla della kermesse. C'è bisogno invece di conoscenza, di competenze, di incontro e di libri. La rassegna svoltasi in strada e per la strada, ha avuto il senso infatti di mettere sullo stesso piano libri, autori e lettori per manifestare simbolicamente la necessità della rete della conoscenza per uscire la testa al di fuori crisi onnilaterale che pervade la nostra società. Un'espressione chiara e concisa palesata anche con il motto dell'edizione 2015 delle Notti Disobliate, che recita “Leggete, leggete libri, ma se potete, leggete libri calabresi”.
“I concetti del Sud” sono stati, in definitiva, delle notti molto partecipate dalla gente del Sud, e non solo, a testimonianza che c'è bisogno di riprendere il filo della propria esistenza; delle notti in cui sono andati in scena l'intelletto, le emozioni e la simpatia, assieme ai libri, all'arte, alla musica e all'incontro con l'altro; delle notti in cui ci si è riuniti nelle differenze personali, cognitive, artistiche e umane, in direzione della nuova alba che l'oscurità del Sud attende di sperimentare; delle notti in cui si è teorizzata e presa coscienza dell'urgenza di una resistenza che il popolo meridionale deve sopportare nel pensiero in primis e in ogni aspetto della vita di ognuno, in secondo luogo; delle Notti, appunto, Disobliate.

REGGIO: Oggi l'Anassilaos presenta il libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino


Oggi, alle ore 21:00, presso il Chiostro di San Giorgio al Corso, l'Associazione Culturale Anassilaos presenta il libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Giacomo Marcianò (Componente comitato d'indirizzo Premio Anassilaos), interverranno: Antonio Giuseppe D'Agostino (Giornalista), Saverio Verduci (Storico e Saggista). Sarà presente l'Autore.
La presenza ebraica nella storia reggina ripercorre la storia del popolo ebraico nel territorio della provincia di Reggio Calabria, dalla diaspora (VIII-VI sec.) alla cacciata del 1541. Analizzando i rapporti degli ebrei con i vari dominatori (Romani, Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi), l'opera mette a fuoco le principali tracce ebraiche antiche rimaste in terra reggina e le principali località reggine in cui le comunità ebraiche hanno trovato dimora. Evidenziando le influenze ebraiche nell'onomastica e nella lingua locale, l'opera traccia poi un excursus delle condizioni economiche della società calabrese dall'età tardo-antica al periodo borbonico, ricalcando l'incisività delle comunità ebraiche sull'economia calabrese, per mezzo delle arti, dei mestieri e delle attività nelle quali gli ebrei si sono dimostrati dei maestri.
Felice Francesco Delfino è nato nel 1979 a Oppido Mamertina (RC). Nel 2009 ha conseguito il Magistero presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mons. Zoccali” di Reggio Calabria e per due anni ha insegnato religione e cultura storico-sociale presso la Do.Mi. di Villa San Giovanni. Da anni collabora con alcune riviste di storia locale, religiosa ed ebraica, per le quali pubblica alcuni articoli e saggi. Attualmente vive a Catona (RC).

SAMO: Oggi presentazione del saggio “Realismo Meridiano” di Gianfranco Cordì


Oggi, alle ore 20:30, presso la piazza Municipio di Samo, la Pro Loco “Pitagora” di Samo organizza la presentazione del saggio “Realismo Meridiano” di Gianfranco Cordì (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Salvatore Bellantone (Editore), interverrà Santino Cundari (Saggista e GriOS Università della Calabria). Sarà presente l'Autore.
Rifacendosi al concetto di inemendabile enunciato da Maurizio Ferraris nel suo Nuovo Realismo, Gianfranco Cordì teorizza un Realismo Meridiano, una concezione filosofica cioè decostruttiva e ricostruttiva a un tempo, utile per ripensare il dominio delle conoscenze e dei saperi e, finanche, di ciò che è il Mezzogiorno a partire dal Mezzogiorno stesso.
GIANFRANCO CORDÌ è nato a Locri (RC) l’8 maggio del 1970. Laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Messina con una tesi dal titolo Ipotesi e limiti nell’epistemologia di Karl R. Popper, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in “Pensiero politico e istituzioni nelle società mediterranee” presso l’Università degli Studi di Catania con una tesi intitolata Quale sinistra? Norberto Bobbio da “Quale socialismo?” (1976) a “Destra e sinistra” (1994) e il Master in “Epistemologia, interculturalità e comunicazione nel postmoderno” presso l’Università della Calabria. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti mediante saggi, poesie e racconti. Collabora con diverse riviste locali e nazionali e dirige le Tavole Rotonde di Filosofia del Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Ha pubblicato: Kronos (Iriti, 1991), Globalizzazione e politica (Artemis, 2005), La differenza. 13 interviste, 2 articoli e 1 saggio (Città del Sole, 2006), Tracciati (Artemis, 2007), Il pianeta espropriato (Città del Sole, 2007), La ragione (Thomas Hobbes, Baruch Spinoza, Gottfried Wilhelm Leibniz) (Artemis, 2007), L’origine della filosofia (Leonida, 2010), Scritti (Lulu, 2012), Per una critica della ragione industriale (Lulu, 2013), Eccomi Qua (Disoblio, 2014), Ipsilon (Lulu, 2014). Attualmente vive a Reggio Calabria.

lunedì 24 agosto 2015

REGGIO: Domani l'Anassilaos presenta il libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino


Martedì 25 agosto, alle ore 21:00, presso il Chiostro di San Giorgio al Corso, l'Associazione Culturale Anassilaos presenta il libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Giacomo Marcianò (Componente comitato d'indirizzo Premio Anassilaos), interverranno: Antonio Giuseppe D'Agostino (Giornalista), Saverio Verduci (Storico e Saggista). Sarà presente l'Autore.
La presenza ebraica nella storia reggina ripercorre la storia del popolo ebraico nel territorio della provincia di Reggio Calabria, dalla diaspora (VIII-VI sec.) alla cacciata del 1541. Analizzando i rapporti degli ebrei con i vari dominatori (Romani, Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi), l'opera mette a fuoco le principali tracce ebraiche antiche rimaste in terra reggina e le principali località reggine in cui le comunità ebraiche hanno trovato dimora. Evidenziando le influenze ebraiche nell'onomastica e nella lingua locale, l'opera traccia poi un excursus delle condizioni economiche della società calabrese dall'età tardo-antica al periodo borbonico, ricalcando l'incisività delle comunità ebraiche sull'economia calabrese, per mezzo delle arti, dei mestieri e delle attività nelle quali gli ebrei si sono dimostrati dei maestri.
Felice Francesco Delfino è nato nel 1979 a Oppido Mamertina (RC). Nel 2009 ha conseguito il Magistero presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mons. Zoccali” di Reggio Calabria e per due anni ha insegnato religione e cultura storico-sociale presso la Do.Mi. di Villa San Giovanni. Da anni collabora con alcune riviste di storia locale, religiosa ed ebraica, per le quali pubblica alcuni articoli e saggi. Attualmente vive a Catona (RC).

SAMO: Domani 25 agosto presentazione del saggio “Realismo Meridiano” di Gianfranco Cordì


Martedì 25 agosto, alle ore 20:30, presso la piazza Municipio di Samo, la Pro Loco “Pitagora” di Samo organizza la presentazione del saggio “Realismo Meridiano” di Gianfranco Cordì (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Salvatore Bellantone (Editore), interverrà Santino Cundari (Saggista e GriOS Università della Calabria). Sarà presente l'Autore.
Rifacendosi al concetto di inemendabile enunciato da Maurizio Ferraris nel suo Nuovo Realismo, Gianfranco Cordì teorizza un Realismo Meridiano, una concezione filosofica cioè decostruttiva e ricostruttiva a un tempo, utile per ripensare il dominio delle conoscenze e dei saperi e, finanche, di ciò che è il Mezzogiorno a partire dal Mezzogiorno stesso.
GIANFRANCO CORDÌ è nato a Locri (RC) l’8 maggio del 1970. Laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Messina con una tesi dal titolo Ipotesi e limiti nell’epistemologia di Karl R. Popper, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in “Pensiero politico e istituzioni nelle società mediterranee” presso l’Università degli Studi di Catania con una tesi intitolata Quale sinistra? Norberto Bobbio da “Quale socialismo?” (1976) a “Destra e sinistra” (1994) e il Master in “Epistemologia, interculturalità e comunicazione nel postmoderno” presso l’Università della Calabria. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti mediante saggi, poesie e racconti. Collabora con diverse riviste locali e nazionali e dirige le Tavole Rotonde di Filosofia del Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Ha pubblicato: Kronos (Iriti, 1991), Globalizzazione e politica (Artemis, 2005), La differenza. 13 interviste, 2 articoli e 1 saggio (Città del Sole, 2006), Tracciati (Artemis, 2007), Il pianeta espropriato (Città del Sole, 2007), La ragione (Thomas Hobbes, Baruch Spinoza, Gottfried Wilhelm Leibniz) (Artemis, 2007), L’origine della filosofia (Leonida, 2010), Scritti (Lulu, 2012), Per una critica della ragione industriale (Lulu, 2013), Eccomi Qua (Disoblio, 2014), Ipsilon (Lulu, 2014). Attualmente vive a Reggio Calabria.

domenica 23 agosto 2015

NOTTI DISOBLIATE: Oggi PARTIRE E TORNARE A SUD con Domenico Forgione e Lou Palanca


Si svolgerà oggi, alle ore 21:30, all'incrocio del Corso Vittorio Emanuele II adiacente alla Cartolibreria Demaio di Bagnara Calabra, il sesto e ultimo appuntamento delle Notti Disobliate 2015 – I concetti del Sud, intitolato “Partire e tornare a Sud”, riguardante la narrazione di storie di emigrazione e di immigrazione, antiche e nuove, che parlano dei grandi benefici apportati alla nostra terra dalle popolazioni giunte da oltremare, dei successi raggiunti dai meridionali in tutto il mondo, ma anche della fuga attuale dei giovani dalla nostra terra perché senza futuro e del ritorno di molti di essi perché impossibilitati, strutturalmente e economicamente, ad andare avanti; è il racconto di storie di gente che torna da vincente e di storie di gente che non vuole più tornare, e anche di storie, naturalmente, di persone costrette ad andare via dal proprio paese a bordo di un barcone con la speranza di vivere, e tuttavia trovate senza vita sulle coste calabresi.
A parlare di “Partire e tornare a Sud” saranno Domenico Forgione, autore di “Minita” (Disoblio Edizioni) e Fabio Cuzzola / Lou Palanca 2 e Monica Sperabene / Lou Palanca 8, autori di “Ti ho vista che ridevi” (Rubbettino). Al salotto d'autore, condotto dall'editore Salvatore Bellantone, interverrà Mirella Marra (Direttrice “Archivio di Stato” di Reggio Calabria). Gli intermezzi musicali saranno a cura del cantante Josè Fazari dei NeroSud.
MINITA è un sentiero di citazioni tratte da ricordi, storie, libri, film, musica, grandi e piccoli avvenimenti storici, esperienze vissute e racconti con i quali l'autore indaga il proprio tempo, critica i meccanismi principali che provocano la degenerazione omologante e spersonalizzante delle masse e propone la difesa dell'unicità del singolo individuo, mediante il recupero di quei personaggi, di quegli eventi, di quei momenti epocali e di quei valori locali e comunitari che hanno caratterizzato la società di soli alcuni decenni fa.
DOMENICO FORGIONE (1973) è nato a Carlton, in Australia, dove ha vissuto fino all’età di quattro anni. Laureato in Scienze politiche e Dottore in Storia dell’Europa mediterranea, per oltre un decennio è stato cultore della materia in Storia delle Istituzioni politiche e assistente universitario presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Messina. Giornalista pubblicista, dal 1997 al 2004 ha collaborato con “Il Quotidiano della Calabria”. Dal 2010 amministra il blog “Messaggi nella bottiglia”, una finestra sull’attualità e una scatola di ricordi, di storie vissute e ascoltate, di storie inventate. Ha pubblicato: Il ’68 a Messina (Edizioni Trisform 1999); Fascismo e prefetti a Catanzaro (1922-1943) (REM 2005); Sant’Eufemia d’Aspromonte. Politica e amministrazione nei documenti dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria. 1861-1922 (Città del sole 2008); saggi di storia contemporanea in volumi miscellanei e recensioni su riviste specializzate; Il cavallo di Chiuminatto. Strade e storie di Sant’Eufemia d’Aspromonte (Nuove Edizioni Barbaro 2013). Vive a Sant’Eufemia d’Aspromonte e, come la cofondatrice di Emergency Teresa Sarti, è convinto che “se ciascuno di noi facesse il suo pezzettino, ci troveremmo in un mondo più bello senza neanche accorgercene”.
TI HO VISTA CHE RIDEVI Negli anni ‘60 un’emigrazione individuale femminile raggiunge dal Sud il territorio delle Langhe, che le contadine stanno abbandonando per trovare la propria emancipazione nelle città. È un’emigrazione matrimoniale, che porta le “calabrotte” all’impatto con una lingua e un sistema di relazioni sociali differenti da quelli dei paesi d’origine. Ti ho vista che ridevi racconta una di queste storie. Dora è costretta ad emigrare da Riace per sposare un contadino delle Langhe e lascia alle cure della sorella il figlio che non doveva nascere. Quando scoprirà la verità, Luigi si metterà alla ricerca delle origini, della propria madre, dell’autenticità della propria biografia. Sarà un bacialé, un ruffiano che combinava questi matrimoni, il mediatore narrativo tra le pagine calabresi e i capitoli ambientati in Piemonte, dove Luigi cerca la propria madre naturale e incrocia una catena di figure femminili che da Dora conduce alla figlia, alla nipote militante No Tav e quindi ad una profuga siriana. Un romanzo corale, nel quale ciascun personaggio attraversa la propria solitudine scoprendo il senso della sua vicenda nella relazione con l’altro. Come scrive Carlo Petrini nella Prefazione: sono sempre gli altri che ci salvano. 
Il collettivo di scrittura LOU PALANCA nasce nel 2010 aggregando precedenti esperienze di collaborazione tra intellettuali calabresi, per poi coagularsi intorno al gruppo di cinque persone che ha pubblicato a fine 2012 con Rubbettino Editore il romanzo “Blocco 52. Una storia scomparsa, una città perduta”. Il libro ha avuto più di 40 presentazioni, tra cui quella con Ida Dominijanni a Catanzaro, a Firenze con Goffredo Fofi, a Bologna con i Wu Ming, quelle al Salone del Libro di Torino e al festival Caffeina Cultura di Viterbo. Il collettivo opera a “geometria variabile”, coinvolgendo nella sua esperienza nuovi apporti rispetto al nucleo iniziale. Così nel maggio 2015 ha pubblicato, sempre con Rubbettino, il nuovo romanzo Ti ho vista che ridevi, che in appena due mesi è già alla prima ristampa. Lou Palanca vive come un progetto culturale più complesso della semplice scrittura collettiva, come testimoniano anche gli interventi e i racconti ispirati ad esperienze specifiche, tra i quali: la partecipazione al progetto collettivo dei Wu Ming Tifiamo Scaramouche con il racconto “Vuoi ballare il fandango?”, pubblicato nel 4° volume (‘900 Notte fugge – quinquennio 1975/1979); “El Soldatin Bepin, prima che la terra tremi” scritto per il parco Ecolandia di Arghillà (Reggio Calabria); “Mistero al cubo” pensato per il lancio del sito di scrittura 20lines.

sabato 22 agosto 2015

NOTTI DISOBLIATE: Oggi LA LINGUA DEL SUD con Rocco Nassi


Si svolgerà oggi, alle ore 21:30, all'incrocio del Corso Vittorio Emanuele II adiacente alla Cartolibreria Demaio di Bagnara Calabra, il quinto appuntamento delle Notti Disobliate 2015 – I concetti del Sud, intitolato “La lingua del Sud”, riguardante un idioma ancora fortemente parlato al Sud, il dialetto calabrese, nonostante l'Unità d'Italia, la diffusione della lingua italiana (un dialetto fiorentino) in ogni territorio e comunità della penisola italica e l'insegnamento di quest'ultima nelle scuole; una lingua madre – che racconta della grande storia avvenuta nella nostra terra e degli illustri personaggi della letteratura mondiale che l'hanno parlata –, con la cui musicalità è possibile pensare liberamente la questione meridionale, al di là delle spiegazioni progettualmente diffuse dalla manualistica scolastica e accademica, e sognare una Calabria completamente diversa da quello attuale, un Sud orgoglioso delle proprie radici, consapevole di tutte le risorse presenti nel proprio territorio – fisico e intellettuale – e capace di risollevarsi con esse dalla decadenza e dalla subalternità in cui è scaduto.
A parlare de “La lingua del Sud” saranno Rocco Nassi, autore de “U ricriju r'u me' cori” (Disoblio Edizioni) e Antonio Giuseppe Martino, Storico, Saggista e Meridionalista. Al salotto d'autore, condotto da Stefania Guglielmo (Università di Messina), interverranno Bruno Ienco (Pro Loco Bagnara) e Carmelo Pavia (Vice Presidente “SOMS” Bagnara). Gli intermezzi musicali saranno a cura dei Popul'aria.
La silloge U RICRIJU R'U ME' CORI indaga con la parola vernacolare bagnarese le ragioni della decadenza della terra natìa ed esprime la speranza della sua rinascita, possibile quest'ultima soltanto se le nuove generazioni riusciranno a vedere il Meridione d'Italia con gli stessi occhi sognanti del poeta e a parlare la lingua dialettale con la consapevolezza della sua importanza. Le note sono a cura di Giuseppe Antonio Martino.
ROCCO NASSI (Bagnara Calabra, 1963) è un appassionato divulgatore di poesia vernacolare. Fondatore del gruppo Parra e scrivi comu ti fici to’ mamma, collabora con diversi siti di poesia dialettale. Dal 2011 cura il blog rocconassi.blogspot.com. Ha pubblicato: Bagnara rari bellizzi (2007), Pe’ comu parru scrivu: amari penzeri... (2010), ’I ’sta terra parru d’amuri (Caravilla, 2012), No’ esti na źannella (Disoblio Edizioni, 2014). Attualmente, vive e lavora a Bagnara Calabra.

venerdì 21 agosto 2015

NOTTI DISOBLIATE: Oggi STORIE A SUD con Masella Cotroneo e Santo Gioffrè


Si svolgerà oggi, alle ore 21:30, all'incrocio del Corso Vittorio Emanuele II adiacente alla Cartolibreria Demaio di Bagnara Calabra, il quarto appuntamento delle Notti Disobliate 2015 – I concetti del Sud, intitolato “Storie a Sud”, riguardante il racconto di alcune piccole grandi storie avvenute in terra meridionale, che testimoniano: l'una, l'amore vero e passionale di cui i meridionali sono capaci, amore baciato finanche dal destino e metafora dell'occasione di cambiamento generale sempre possibile qualora ci si impegni seriamente e con dedizione nell'attività e nel lavoro scelto da ognuno; l'altra, il coraggio e la tenacia di uno dei personaggi storici più conosciuti al mondo, che in terra meridionale segnò il suo destino, metafora dell'ardimento e della caparbietà necessari per realizzare quella trasformazione.
A parlare de “Storie a Sud” saranno Masella Cotroneo, curatrice dell'opera “Carmela Zivillica” di Vincenzo Spinoso (Disoblio Edizioni) e Santo Gioffrè, autore di “Il gran Capitan e il mistero della Madonna Nera” (Rubbettino). Al salotto d'autore, condotto dallo storico Natale Zappalà, interverrà Marisa Larosa (Presidente Ass. “Leggendo tra le Righe” di Reggio Calabria). Gli intermezzi musicali saranno a cura della cantante Iside Gurnari.
Ambientato a Bagnara Calabra, il romanzo CARMELA ZIVILLICA narra la storia dell'omonima giovane, la quale, rimasta orfana, viene accolta in casa De' Cei e cresciuta come una figlia. Nel corso del tempo Carmela diviene una donna meridionale talmente bella e affascinante da far perdere la testa al fratellastro, Brasi. Innamorata anche lei del giovane, per rispetto della famiglia che l'ha accolta benevolmente, la donna sarà costretta suo malgrado a rifiutare l'amore di lui, fino al momento in cui il destino deciderà di sconvolgere radicalmente la sua vita e quella dell'amato.
VINCENZO SPINOSO è nato a Bagnara Calabra il 7 settembre 1915 ed è morto il 28 dicembre 1951. Terzo di sei fratelli, la sua breve vita è stata segnata dalla costante lotta contro la sofferenza fisica a motivo di uno «stupido male ai reni» che lo ha afflitto sin dall’infanzia, impedendogli di frequentare regolarmente la scuola. Ciò ha reso la sua indole malinconica, influenzando la sua produzione letteraria. Ha trascorso la giovinezza nella solitudine, ascoltando la radio e dedicandosi avidamente a letture così varie e numerose da consentirgli di formarsi da autodidatta una eccezionale e variegata cultura. Si è dedicato all’insegnamento privato, al giornalismo e alla promozione culturale nel suo paese. Fondatore dell’Unione Culturale Bagnarese e del quindicinale di vita paesana, Sfalassà, ha collaborato con diversi giornali e riviste calabresi e anche con il quotidiano romano Il Tempo. Ha pubblicato, tra il 1944 e il 1945, una raccolta di versi dialettali, Muzzuni, e tre raccolte di versi in italiano, Offerta, Sarmenti e Fides. Pubblicazioni postume sono state: Umile lampa – ricordo di Vincenzo Spinoso nel 1° anniversario della morte (1952); Mal di Calabria, raccolta di novelle (1991); Sfalassà – poesie in dialetto di Bagnara Calabra 1943-1950 (1999); Epistolario e Diario (2002). In una lettera di cordoglio inviata ai familiari e datata 3 gennaio 1952, Corrado Alvaro conservò di Vincenzo Spinoso «il ricordo di un’anima squisita e d’un cuore profondo».
MASELLA COTRONEO vive a Villa San Giovanni ed è docente presso l'Istituto Comprensivo “U. Foscolo” di Bagnara Calabra. Laureata in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Messina, promuove attivamente in ambito scolastico lo studio delle tradizioni, della cultura e della storia locale. Coautrice di due pubblicazioni rispettivamente sulle chiese e sulle congreghe di Bagnara Calabra, si interessa di letteratura, con particolare riguardo verso la poesia dialettale contemporanea di area reggina. È stata membro di commissioni e giurie nell’ambito di concorsi e premi, tra i quali il Premio Letterario “All'in Sud” della Disoblio Edizioni.
Ne IL GRAN CAPITAN E IL MISTERO DELLA MADONNA NERA, Santo Gioffrè ci trascina in una Calabria rinascimentale resa ancora più misteriosa per l'intreccio sapiente di miti e leggende mescolati agli eventi storici realmente accaduti. Il protagonista, eroe antico e moderno insieme, è Gonzalo Fernàndez de Còrdoba, generale spagnolo alla corte di Isabella di Castiglia inviato in Italia dal re Ferdinando il Cattolico per combattere i francesi e difendere il Regno di Napoli. Per i suoi meriti organizzativi, per il coraggio e la ferocia in battaglia, il Gran Capitano riportò numerose vittorie sul campo; vittorie e conquiste che ne accrebbero la fama e ora fanno da sfondo, non silente ma sanguigno e vivido, ad un romanzo dal gusto antico. La Madonna nera di Seminara diventa in questo romanzo il centro di numerosi misteri, il parafulmine per purificarsi da peccati terreni, ma soprattutto il simbolo di un potere, quello del “Capitan”, che non conosceva limite alla sua stessa ambizione.
SANTO GIOFFRÈ, medico e scrittore, è anche autore di numerosi studi sulla storia, la cultura e le tradizioni popolari calabresi. Tra le sue pubblicazioni: Gli Spinelli e le nobili famiglie di Seminara, Artemisia Sanchez (Mondadori) dal quale la Rai ha tratto una fiction televisiva; Leonzio Pilato (Rubbettino), biografia romanzata del primo traduttore, dal greco in latino, dell'Iliade e dell'Odissea e La terra rossa (Rubbettino), tragica storia di un figlio “mulo” agli inizi del '900 in una Calabria ancora medievale.

giovedì 20 agosto 2015

NOTTI DISOBLIATE: Oggi SCRIVERE A SUD con Giuseppe Bagnato e Lilla Sturniolo Misiano


Si svolgerà oggi, alle ore 21:30, all'incrocio del Corso Vittorio Emanuele II adiacente alla Cartolibreria Demaio di Bagnara Calabra, il terzo appuntamento delle Notti Disobliate 2015 – I concetti del Sud, intitolato “Scrivere a Sud”, riguardante la riflessione sul senso della scrittura, della lettura e della letteratura per una terra dalla storia millenaria e per un popolo sdoppiato tra coloro che operano in maniera egoistica e per interessi personali, accumulando beni e ricchezze e tra coloro che invece operano in modo altruistico e per scopi collettivi, mediante la rete della cultura e della conoscenza.
A parlare di “Scrivere a Sud” saranno Giuseppe Bagnato, autore de “Moira” (Disoblio Edizioni) e Lilla Sturniolo Misiano, autore di “L'alba e la notte inventerò” (Disoblio Edizioni). Al salotto d'autore, condotto dal giornalista Gianfranco Marino, interverrà Pino Strati (Presidente Ass. “Incontriamoci Sempre” di Reggio Calabria). Gli intermezzi musicali saranno a cura del cantante e musicista Carmelo Morabito.
MOIRA Un giovane innamorato degli alberi di ulivo e del mare sullo Stretto incontra una ragazza dagli occhi spenti in una casetta di montagna. Capisce di essere strettamente legato a lei, in maniera segreta, invisibile e incomprensibile. E questa consapevolezza si rafforza nel momento in cui la fanciulla scompare improvvisamente. Partendo assieme a Ciccio alla ricerca di Moira, il lettore si ritroverà immerso in un itinerario tra i paesaggi più incantevoli della Calabria, destinati a diventare una metafora dei pensieri e delle emozioni più nascoste alla propria coscienza. Raggelanti misteri e peripezie attendono Ciccio, ma anche insopportabili rivelazioni. E se la ricerca di Moira coincidesse con la scoperta della propria vera identità?
GIUSEPPE BAGNATO è nato a Varapodio (RC) nel 1971, dove attualmente vive e svolge la professione di contadino. Nel 2005 ha ricevuto la Targa Navi e Naviganti partecipando al “Premio Anoia Salvatore Gemelli”. Dopo Moira (2014), per Disoblio ha pubblicato il romanzo Ozz (2015).
L'ALBA E LA NOTTE INVENTERÒ è un cammino intellettuale, nell'anima e nel pensiero, attraverso quelle emozioni e quegli interrogativi giunti con l'ispirazione, generata da visioni ora concrete ora astratte che distolgono l'attenzione dalla frenesia della quotidianità indirizzandola verso una dimensione più spirituale del mistero dell'esserci individuale nell'esistenza cosmica. In questa dimensione altra vivono concetti, sensazioni, percezioni e passioni, che l'autrice, conducendo una contesa con i versi, tenta di tradurre in parole, imprimendovi l'orma degli stati d'animo provati nella folgorazione. Attraversando l'incertezza del mondo e del domani, il percorso dirige verso un evento cairologico, nuovo, unico e creatore di nuove stelle fisse, capaci, con la loro luce, di orientare i passi nel mistero della vita.
LILLA STURNIOLO è nata a Siracusa e vive a Palmi. Laureata in Lettere con lode all’Università degli Studi di Messina, in Storia della Letteratura Cristiana antica greca e latina, attualmente è docente di Letteratura Italiana e Storia presso il Liceo Artistico “M. Guerrisi” di Palmi e presso l’Istituto Teologico Diocesano “Giovanni XXIII” di Gioia Tauro, dove insegna Storia della Chiesa. Scrive e collabora da 27 anni con quotidiani e riviste internazionali come Vivere In e nazionali come Radici Cristiane, Calabria Letteraria, Calabria Sconosciuta, oltre a riviste locali come La Piana. Ha partecipato a svariati concorsi letterari, ricevendo numerosi riconoscimenti e premi; è stata relatrice al III Congresso Internazionale del Movimento di Diritto Pontificio di Fiuggi sul tema “Globalità e globalizzazione”. Ha pubblicato il volumetto di racconti Con gli occhi dell’anima (Vivere In, 2010) e cinque raccolte di poesia: Sospira con me il vento... (Casa Editrice Salentina, 2010), Nel buio non dorme la luce (Ancora, 2010), Pietra che genera fiori (L’alba, 2010), Dai gradini lenti del sole (Parva Melara 2011), Agresti percorsi di parole (Vivere In, 2013).

mercoledì 19 agosto 2015

NOTTI DISOBLIATE: Oggi PENSARE A SUD con Vincenzo Musolino e Gianfranco Cordì


Si svolgerà oggi, alle ore 21:30, all'incrocio del Corso Vittorio Emanuele II adiacente alla Cartolibreria Demaio di Bagnara Calabra, il secondo appuntamento delle Notti Disobliate 2015 – I concetti del Sud, intitolato “Pensare a Sud”, riguardante la valutazione critica delle diversità territoriali, paesaggistiche, storiche, tradizionali, socio-economiche, lavorative e turistiche che da un lato rendono questa terra unica al mondo e dall'altro lato, però, come una farfalla con le ali spezzate, le impediscono di volare, la trattengono in uno stato di arretratezza culturale (intesa come mentalità) onnilaterale, che determina il suo continuo fallimento, la sua degenerazione in picchiata, ponendo il problema della permanenza/sopravvivenza dei suoi abitanti e del domani.
A parlare di “Pensare a Sud” saranno Vincenzo Musolino, autore di “Eccezione e Trascendenza. La teologia politica di Carl Schmitt” (Disoblio Edizioni) e Gianfranco Cordì, autore di “Realismo Meridiano” (Disoblio Edizioni). Al salotto d'autore, condotto dal giornalista Antonio Giuseppe D'Agostino (CMNews), interverrà Luca Marturano (Saggista e Ass. alla Cultura del Comune di Gerace). Gli intermezzi musicali saranno a cura del musicista Mario Lo Cascio.
ECCEZIONE E TRASCENDENZA indaga meticolosamente il pensiero di Carl Schmitt, ripercorrendo i momenti epocali nei quali i concetti di teologico e di politico, di eccezione e di trascendenza assumono ogni volta, nella dimensione del diritto, delle metamorfosi essenziali che originano nuove figure del potere e che inglobano le vecchie mantenendone il lessico e le categorie. Mettendo a fuoco il ruolo della trascendenza cristiana come cuore pulsante dell'espressione del nesso teologico-politico moderno, si passano in rassegna le impossibilità di liquidare la teologia-politica nella modernità e si critica il tempo presente mediante le figure del Katechon e dell'Epimeteo cristiano.
VINCENZO MUSOLINO nasce a Reggio Calabria il 24 luglio 1975. Dopo il diploma di maturità classica intraprende il percorso universitario e si laurea, presso l’Ateneo di Messina, in Giurisprudenza. Nel 2005 diventa avvocato e, dopo una significativa esperienza presso l’ufficio legale del Genio Civile di Parma, si trasferisce a Venezia per svolgere le funzioni di ispettore del lavoro. Collaboratore giornalistico, docente di diritto e di economia specializzato nelle attività di sostegno ai disabili, è da sempre un cultore del pensiero politico occidentale e di teologia. Nel 2008 pubblica per la casa editrice Il Prato di Padova il testo: Potere e paranoia. Il concetto di potere nell’analisi di Elias Canetti, 2° classificato al Premio letterario nazionale di Calabria e Basilicata, 1° edizione 2009-2010. Nel 2012 la sua silloge poetica Luce, opera selezionata e segnalata per la IV° edizione del Premio nazionale di Poesia Alberoandronico, viene pubblicata nell’antologia dello stesso premio. Nell’aprile 2013 acquisisce il titolo di dottore di ricerca in “Metodologie della filosofia” presso l’Università di Messina.
In REALISMO MERIDIANO, rifacendosi al concetto di inemendabile enunciato da Maurizio Ferraris, Gianfranco Cordì teorizza un Realismo Meridiano, una concezione filosofica cioè decostruttiva e ricostruttiva a un tempo, utile per ripensare il dominio delle conoscenze e dei saperi e, finanche, di ciò che è il Mezzogiorno a partire dal Mezzogiorno stesso.
GIANFRANCO CORDÌ è nato a Locri (RC) l’8 maggio del 1970. Laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Messina con una tesi dal titolo Ipotesi e limiti nell’epistemologia di Karl R. Popper, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in “Pensiero politico e istituzioni nelle società mediterranee” presso l’Università degli Studi di Catania con una tesi intitolata Quale sinistra? Norberto Bobbio da “Quale socialismo?” (1976) a “Destra e sinistra” (1994) e il Master in “Epistemologia, interculturalità e comunicazione nel postmoderno” presso l’Università della Calabria. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti mediante saggi, poesie e racconti. Collabora con diverse riviste locali e nazionali e dirige le Tavole Rotonde di Filosofia del Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Ha pubblicato: Kronos (Iriti, 1991), Globalizzazione e politica (Artemis, 2005), La differenza. 13 interviste, 2 articoli e 1 saggio (Città del Sole, 2006), Tracciati (Artemis, 2007), Il pianeta espropriato (Città del Sole, 2007), La ragione (Thomas Hobbes, Baruch Spinoza, Gottfried Wilhelm Leibniz) (Artemis, 2007), L’origine della filosofia (Leonida, 2010), Scritti (Lulu, 2012), Per una critica della ragione industriale (Lulu, 2013), Eccomi Qua (Disoblio, 2014), Ipsilon (Lulu, 2014). Attualmente vive a Reggio Calabria.

martedì 18 agosto 2015

NOTTI DISOBLIATE: Oggi L'ODORE DEL SUD con Pasqualino Placanica e Mimmo Gangemi


Si svolgerà oggi, alle ore 21:30, all'incrocio del Corso Vittorio Emanuele II adiacente alla Cartolibreria Demaio di Bagnara Calabra, il primo appuntamento delle Notti Disobliate 2015 – I concetti del Sud, intitolato “L'odore del Sud”, riguardante quella fragranza, quell'atmosfera entro la quale viviamo e ci identifichiamo (o che immaginiamo, se siamo lontani dalla nostra terra). Tale ambiente ricapitola in sé, nel bene e nel male, tutte quelle diversità (territoriali, paesaggistiche, storiche, culturali, popolari, tradizionali, sociali, lavorative e altre) che lo compongono e che lo fanno amare e odiare a un tempo, attraggono e allontanano, e ciononostante costituiscono la parte più intima del nostro essere.
A parlare de “L'odore del Sud” saranno Pasqualino Placanica, autore de “L'odore del mare” (Disoblio Edizioni) e Mimmo Gangemi, autore di “Un acre odore di aglio” (Bompiani). Al salotto d'autore, condotto dalla giornalista Antonella Quattrone, interverranno Aldo Varano (Zoomsud) e Natalia Saffioti (Presidente Ass. “Ouitalos” di Palmi). Gli intermezzi musicali saranno a cura della cantante e musicista Rossana Camera.
L'ODORE DEL MARE: Uno scrittore reggino di successo, Ermete De Salvo, incontra la misteriosa Giulia in un luogo pieno di storia e di magia, iniziando un viaggio fantastico per una città millenaria nel corso del quale incontra strani personaggi. Ambientato a Reggio Calabria, L'odore del mare è un romanzo che fa scoprire una città invisibile, come la vede soltanto chi la sente sotto pelle.
PASQUALINO PLACANICA è nato e vive a Reggio Calabria. Blogger su Liberopensatore (paplaca.blogspot.it), collabora con il giornale online Zoomsud.it. Di professione macchinista ferroviere. Scrive anche con lo pseudonimo di “Paplaca”. Ha pubblicato: Storie rriggitane (Disoblio, 2014).
UN ACRE ODORE DI AGLIO: Oltre Eboli c’è un più profondo Sud, sconosciuto e laborioso, qui descritto attraverso le vicende di tre generazioni di una famiglia dell’Aspromonte. È la saga degli umili, vi si racconta il Sud degli ultimi, in cento anni di un cammino verso l’Italia, dall’impresa dei Mille alla devastante alluvione del 1951. Cento anni che attraversano un piccolo angolo di mondo: un paese osserva e interpreta l’eco di vicende lontane dentro cui spesso non si riconosce ma che muteranno il corso della sua vita. Una grande forza morale, la disperazione e il rifiuto dell’emarginazione stanno all’origine del tentativo di percorrere il proprio tempo. Sullo sfondo di un Aspromonte misterioso e impenetrabile, che cova, avvolge e segna i caratteri degli uomini, la storia di una famiglia si dispiega dentro la storia d’Italia, ma senza farne parte davvero appieno, e tinge di unicità quei frustoli di vita quotidiana di cui il tempo non serba il ricordo. Una variopinta folla paesana accompagna, come un coro greco, nella sorprendente esplorazione di un mondo che poteva essere piccolo e che invece giganteggia sotto sapienti pennellate capaci di commuovere nel profondo. Romanzo di grande forza narrativa, diventa metafora, anzi tante metafore che si intrecciano e si alternano senza mai sostituirsi l’una all’altra. 
MIMMO GANGEMI è nato nel 1950 a Santa Cristina d’Aspromonte. È ingegnere, scrive per “La Stampa” e collabora con numerose testate giornalistiche azionali e locali. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Il giudice meschino (Einaudi 2009, Premio Selezione Bancarella 2010), La signora Ellis Island (2011, Premio Leonida Repaci 2011, Premio dei Lettori di Lucca 2011/2012 e Premio Letterario Tropea 2012), Il patto del giudice (Garzanti 2013), Il prezzo della carne (Rubbettino 2014).

sabato 15 agosto 2015

BAGNARA: Presentato il libro MASSIMILIANO MARIA KOLBE. MARTIRE DI AUSCHWITZ di Pasquale Triulcio


Riscoprire Massimiliano Maria Kolbe. È questo il senso della presentazione del libro “Massimiliano Maria Kolbe. Martire di Auschwitz” di Pasquale Triulcio (Disoblio Edizioni), che si è svolta venerdì 14 agosto presso la Cittadella dell'Immacolata, sita a Ceramida di Bagnara Calabra, durante la quale oltre all'autore, sono intervenuti Vincenzo Schirripa (Storico) e Salvatore Bellantone (Editore).
Una vita straordinaria quella di Kolbe, avvenuta nella prima metà del Novecento, a cavallo delle due guerre mondiali, caratterizzata dalla devozione fin da giovane a Maria Immacolata, che lo spingerà a passare alla storia come il più grande Santo e Martire del Novecento. Un Paolo di Tarso del nuovo millennio, a detta dell'editore Salvatore Bellantone, per via della sua infaticabile folle corsa in capo al mondo per annunciare la lieta novella ma anche per mezzo della fondazione della Milizia, della Città e del Cavaliere dell'Immacolata, rivista quest'ultima con la quale informare e aggiornare tutti, credenti e laici, intorno alle questioni più urgenti del tempo. Un esempio proponibile in ogni tempo e luogo, per questa sua vita vissuta senza limiti e per la sua continua risposta, come ha detto lo storico Vincenzo Schirripa, alla sfida della modernità, impiegando nuove tecnologie e strumenti per la diffusione del vangelo.
Fede, speranza, amore, esattamente come l'apostolo Paolo, sono le tre parole chiave che caratterizzano Massimiliano Maria Kolbe, il quale è riuscito a riproporre il messaggio originale su cui si fonda il cristianesimo persino all'interno dei campi di sterminio, subendo in silenzio e con amore tanti maltrattamenti e umiliazioni, violenze che non lo distoglieranno mai dalla fede ma che lo spingeranno a resistere in essa e a offrire la sua vita in cambio della salvezza di quella di un altro uomo.
Un uomo semplice, ha chiarito Pasquale Triulcio, autore del libro, umile, irrefrenabile, che si è dato tanto da fare per evangelizzare e per aiutare i bisognosi, che non pensava mai a sé ma alla chiamata e agli ultimi della terra anche in cattive condizioni di salute. Una figura profetica, che non ha mai perso la speranza e che ha sempre considerato l'incontro con l'altro un'occasione di un reale avanzamento nella conoscenza di sé. Un modello di amore universale elargito anche innanzi all'arresto da parte delle SS, alla prigionia, ai lavori forzati, passione e al martirio subiti, anche di fronte all'iniezione letale di acido velenoso, che gli varrà il suo accesso tra i Santi e i Martiri della chiesa.
Accesa, infine, la lanterna della Disoblio, si è sottolineata l'importanza della memoria e della riscoperta di questa grande figura del Novecento, davvero attuale, dalla quale prendere spunto per riflettere sul nostro tempo e per orientare la società e la vita in direzione di quella felicità che non passa ma che permane eternamente al di là della storia.

venerdì 14 agosto 2015

CATONA: Oggi presentazione del libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino


Si svolgerà oggi, alle ore 20:45, presso il Lido dello Stretto di Catona, la presentazione del libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Aurelio Mandica, interverranno: Sergio Delgado Sotelo (Docente di Storia Medievale presso l'Università dei Paesi Baschi), Felice Delfino (Autore del Libro).
La presenza ebraica nella storia reggina ripercorre la storia del popolo ebraico nel territorio della provincia di Reggio Calabria, dalla diaspora (VIII-VI sec.) alla cacciata del 1541. Analizzando i rapporti degli ebrei con i vari dominatori (Romani, Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi), l'opera mette a fuoco le principali tracce ebraiche antiche rimaste in terra reggina e le principali località reggine in cui le comunità ebraiche hanno trovato dimora. Evidenziando le influenze ebraiche nell'onomastica e nella lingua locale, l'opera traccia poi un excursus delle condizioni economiche della società calabrese dall'età tardo-antica al periodo borbonico, ricalcando l'incisività delle comunità ebraiche sull'economia calabrese, per mezzo delle arti, dei mestieri e delle attività nelle quali gli ebrei si sono dimostrati dei maestri.
Felice Francesco Delfino è nato nel 1979 a Oppido Mamertina (RC). Nel 2009 ha conseguito il Magistero presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mons. Zoccali” di Reggio Calabria e per due anni ha insegnato religione e cultura storico-sociale presso la Do.Mi. di Villa San Giovanni. Da anni collabora con alcune riviste di storia locale, religiosa ed ebraica, per le quali pubblica alcuni articoli e saggi. Attualmente vive a Catona (RC).
La serata sarà allietata dai brani chitarra e voce di Aurelio Mandica.

BAGNARA: Oggi presentazione del libro MASSIMILIANO MARIA KOLBE. MARTIRE DI AUSCHWITZ di Pasquale Triulcio


Si svolgerà oggi, alle ore 10:30, presso la Cittadella dell'Immacolata, sita in via Nazionale di Ceramida di Bagnara Calabra, in occasione della Festa di S. Massimiliano Kolbe promossa dai Piccoli Fratelli e Sorelle dell'Immacolata, la presentazione del libro “Massimiliano Maria Kolbe. Martire di Auschwitz” di padre Pasquale Triulcio (Disoblio Edizioni). Interverranno: Vincenzo Schirripa (Storico), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'Autore.
L'opera richiama l'attenzione sull'attualità della straordinaria vita di padre Massimiliano Maria Kolbe e della sua instancabile operosità, umana e religiosa, a cavallo tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Ripercorrendone le tappe cruciali – la vocazione giovanile, gli studi filosofici e teologici, la fondazione della “Milizia”, de “Il Cavaliere” e della “Città dell'Immacolata”, ma anche i viaggi in Occidente e in Oriente, la deportazione, la passione e il martirio sperimentati ad Auschwitz –, Pasquale Triulcio esalta la fede, la carità, la speranza e tutte le altre peculiarità spirituali e pratiche di uno dei più significativi Santi e Martiri del Novecento.
PASQUALE TRIULCIO, nasce ad Augsburg nel 1978. È sacerdote appartenente alla Fraternità “Piccoli Fratelli e Sorelle di Maria Immacolata”, incardinato presso l’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, parroco di “san Gaetano da Thiene” in Melia. Ha conseguito il Dottorato in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana con specializzazione in Storia Contemporanea. È stato docente di Storia presso licei e attualmente, oltre ad essere condirettore del locale Archivio Diocesano, è docente di Storia della Chiesa presso l’Istituto di Scienze Religiose, lo Studio Teologico del Seminario “Pio XI”, lo Studio Teologico del Seminario “S. Pio X” di Catanzaro. Autore di vari contributi inerenti alla storia civile ed ecclesiastica, ha pubblicato: Un Paese da fare. Il cantiere dell’Unità (Aracne, 2011), Il cardinale Luigi Tripepi. Un interprete dei tempi nuovi (Leonida, 2015).
Oltre a vari studi riguardanti la Storia della Chiesa, segnaliamo: «Monsignor Ugo Camozzo ultimo vescovo di Fiume italiana: tra guerra ed esilio», in “Fiume” Rivista di studi adriatici (Nuova Serie), n. 29, ANNO XXXIV, Roma 2014; «Si è deciso di non accogliere più nella comunione ecclesiastica coloro che gettano le armi in tempo di pace [in pace]». I cristiani in armi dopo il Sinodo di Arles (314), in “La Chiesa nel Tempo”, n. 1-2, 2013, 171-179; «Irraggiò da Roma una luce divina e fulgente». Il Cardinal Tripepi e la Chiesa: lineamenti di una relazione molteplice e multiforme, in: “La Chiesa nel Tempo”, n. 4, 2013, 25-37; «Uno spettacolo unico al mondo di unione fraterna e di libertà», in “L’evento conciliare e le sue narrazioni in L’Italia del Vaticano II” (Aracne, 2012).

giovedì 13 agosto 2015

SANT'AGATA DEL BIANCO: Presentato il libro SAVERIO STRATI. NON UN MERIDIONALISTA MA IL MERIDIONE IN SÉ CHE PARLA di Giusy Staropoli Calafati


È importante che una scrittrice di altri luoghi si interessi di Saverio Strati, e che con lei torniamo ad interessarcene tutti quanti. È a partire da questa premessa che si è svolta a Sant'Agata del Bianco, presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale, la presentazione del libro “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” di Giusy Staropoli Calafati (Disoblio Edizioni), alla quale hanno partecipato il giornalista Domenico Stranieri, il sindaco di Sant'Agata del Bianco Giuseppe Strangio, lo storico Domenico Talia, la nipote dello scrittore Palma Comandè, l'editore Salvatore Bellantone e la scrittrice Giusy Staropoli Calafati, autrice del Saggio.
L'oblio che c'era stato nei suoi confronti, e da lui stesso sollevato con la celebre lettera di richiesta di poter usufruire delle legge Bacchelli, aveva soltanto sollevato il problema. Eppure a distanza di un anno dalla sua scomparsa sembra non sia cambiato nulla. Non si trovano i suoi libri, non si ha consapevolezza dell'importanza di uno scrittore come lui, entro i cui libri, come ha detto la nipote dello scrittore, Palma Comandè, sono presenti tremila anni di storia della Calabria.
Saverio Strati dimostra come nel campo della letteratura, oltre che in altri naturalmente, non siamo secondi a nessuno, e Giusy Staropoli Calafati,ha chiarito Domenico Stranieri, ha stabilito un faccia a faccia nel suo libro, nel quale attraverso lo scrittore santagatese s'interroga sul passato, sul presente, sul futuro del Meridione. Nella sua biografia e bibliografia è possibile rintracciare la storia della nostra terra, i personaggi, i luoghi e le emozioni di coloro che hanno abitato la Calabria prima di noi. Ma è anche possibile rintracciare le cause della degenerazione che stiamo attraversando, ha spiegato Salvatore Bellantone, e cominciare a tematizzarle una alla volta, dal di dentro del Sud, da noi, e non più subendone le interpretazioni di chi non abita la nostra terra e non ci conosce. 
Tuttavia tale operazione di comprensione analitica e antropologica è in stato di sospensione perché i libri di Saverio Strati non si trovano né si pubblicano, dunque è impossibile leggerli, prendere coscienza dei nostri pregi e difetti, e commemorare lo scrittore di San'Agata come merita. Se a questo si aggiungono alcune riforme scolastiche, che hanno escluso lo studio di alcuni autori calabresi e siciliani a scuola, Strati compreso, si evidenzia un'impossibilità totale di potersi riscattare come popolo.
Il libro di Giusy Staropoli Calafati propone di tenere alti i riflettori su Saverio Strati, di mantenerne la memoria e di tenere compagnia, così, a uno dei massimi scrittori calabresi, ma pone anche il problema di cosa è possibile fare per tornare a vedere i suoi libri nelle librerie e per cominciare a studiarli a scuola. La sua letteratura, ha detto Domenico Talia, è l'unica risorsa che abbiamo per prendere consapevolezza della nostra storia, di quello che siamo stati e di quello che siamo, ma anche per puntare a quello che vorremmo essere. Non c'è da aspettare, nessuno verrà a salvarci, ma non si può nemmeno restare immobili e lasciare che le opere di un nostro conterraneo, scrittore compreso, cadano nell'oblio. Il libro di Giusy Staropoli Calafati riaccende in tutti noi la speranza e ci chiama in causa uno ad uno nel da farci da fare nei confronti di uno scrittore che incarna il Meridione.
Nei suoi libri, ha dichiarato l'autrice di “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla”, c'è la nostra terra, ci sono i nostri genitori e nonni, le difficoltà attraversate dai nostri antenati, l'attaccamento ai nostri luoghi, lo sguardo acuto sui problemi e le emozioni vissute dalla gente umile, sofferenze e speranze. C'è la vera donna meridionale, madre, moglie, madre, lavoratrice, caparbia e instancabile, passionale e vera. Sono molto legata a Strati e soltanto nel vedere i luoghi dei suoi scritti mi emoziono. Il libro nasce dall'incredulità riguardo all'oblio che Saverio Strati ha vissuto e continua a subire anche adesso che non c'è più, una dimenticanza che non è possibile accettare perché nei suoi libri “il maestro”, mi piace denominarlo così, incarna davvero il Meridione. Spero che questo libro possa essere il primo dei tasselli necessari per riscoprire un grande scrittore come lui, farlo a studiare a scuola e rendere questa terra e i suoi abitanti migliori.
Accesa infine la lanterna della Disoblio, il sindaco Giuseppe Strangio ha ripercorso l'operato della città di Sant'Agata per tenere viva la memoria di Saverio Strati e ha proposto ai presenti di formare un comitato scientifico per rilanciare e rammemorare la figura di Strati mediante una serie di iniziative letterarie e artistiche ben strutturate, che possano mantenere i riflettori accesi su questa grande penna calabrese e, chissà, vedere realizzato il sogno, un domani, di incontrare nuovamente i suoi libri in ogni libreria.

mercoledì 12 agosto 2015

SANT'AGATA DEL BIANCO: Oggi incontro con Giusy Staropoli Calafati, autrice del libro SAVERIO STRATI


Si svolgerà oggi, alle 18:30, presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Sant'Agata del Bianco, l'incontro con Giusy Staropoli Calafati, autrice del libro “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” (Disoblio Edizioni). Dopo i saluti iniziali di Giuseppe Strangio (Sindaco di Sant'Agata del Bianco), dialogherà con l'autrice Domenico Talia (Università della Calabria). Seguirà una passeggiata commemorativa per le vie di Sant'Agata del Bianco in direzione della casa di Saverio Strati, all'interno della quale la scrittrice, le autorità, i relatori, gli studiosi, gli amici e i presenti depositeranno simbolicamente una copia dell'opera, in omaggio a uno dei più grandi scrittori, oltre che calabresi, della storia della letteratura mondiale.
L'opera propone un originalissimo sentiero di riflessione attraverso le intense pagine della vita e della vastissima produzione letteraria di Saverio Strati. Commentando di passo in passo le tappe cruciali della bio-bibliografia stratiana e mettendo a fuoco la stretta interconnessione delle questioni affrontate dallo scrittore santagatese nonché la loro attualità, l'autrice sostiene che Saverio Strati incarni lo spirito del Meridione, spirito divenuto parola mediante i suoi scritti.
Omaggiando lo scrittore di Sant'Agata del Bianco con una poesia e un racconto a lui dedicati, Giusy Staropoli Calafati attira l'attenzione su uno dei più grandi scrittori calabresi, denunciando la generale dimenticanza e il pericolo di non leggere più i suoi scritti, tanto decisivi per un Meridione bisognoso di indagarsi da sé e di delineare la propria identità, focalizzando quei pregi e quei difetti dai quali soltanto possono generarsi nuove prospettive per il domani.
GIUSY STAROPOLI CALAFATI è nata a Vibo Valentia il 7 Settembre 1978. Moglie e madre di quattro figli, nel ’97 ha conseguito il diploma di maturità e ha continuato a coltivare la sua passione per la letteratura da autodidatta. Il suo genio creativo viene sempre più riconosciuto ed annoverato nella grande tradizione letteraria calabrese. Vincitrice di importanti concorsi e premi letterari in Italia, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per il merito di narrare con impeto un Sud reale. Presente in varie antologie di poesia contemporanea e narrativa italiana, ha pubblicato: La mia terra (Sabinae 2008) con una prefazione di Gerardo Sacco; Pensatori e Poeti (Leonida 2010); Natuzza Evolo due chiacchiere con Maria (Falco 2013); SUD – La terra di Costabile (Thoth 2014) con una prefazione a cura di Luigi M. Lombardi Satriani; A passioni, canto in dialetto calabrese (Thoth 2015). Attualmente vive e opera a Briatico.

martedì 11 agosto 2015

LAZZARO DISOBLIATA: Tornare alle origini di un popolo e di una terra che vuole riscattarsi


C'è parecchia incultura politica. Chi non vota favorisce il controllo; chi vota con coscienza si adopera a un cambiamento reale del sistema. Ma tale consapevolezza proviene dallo studio e dalla lettura di politica. È con queste parole di Antonio Scuticchio che si è aperta la rassegna di eventi “Lazzaro Disobliata. Cultura d'Estate” svoltasi il 5-6-7 agosto presso la Sala Conferenze del Ristorante “Al Faro”, sito sul Lungomare Cicerone di Lazzaro di Motta San Giovanni; parole chiare quelle dell'autore di “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica”, pronunciate il 5 agosto nel corso del salotto d'Autore assieme a Vincenzo Musolino, autore di “Eccezione e Trascendenza. La teologia politica di Carl Schmitt” e al giornalista Antonio Giuseppe D'Agostino.
Occorre disobliare – ha detto Vincenzo Musolino – i due momenti della politica, la teoria e la tecnica, per cercare di salvare la politica, promuovendone un volto non più mediocre ma alto e informato. Ma tale salvezza proviene dai libri – come ha chiarito Antonio Giuseppe D'Agostino –, libri in cui si parla di conoscenza di questa dimensione, e con i quali si rilancia la facoltà analitica di tale sfera, necessaria per insegnare la politica ai più piccoli, caricarla dei contenuti che oggi sembrano mancare e comprendere meglio quello che accade.
Se il 5 agosto si è discusso di diritto alla conoscenza, dell'assenza di conoscenza della storia politica italiana, di secolarizzazione della politica, di Europa, il 6 agosto si è invece concentrata l'attenzione sul mondo adolescenziale e su un fenomeno che non è più considerato un problema, ossia quello della droga, con la presentazione del romanzo “OZZ” di Giuseppe Bagnato. Un libro che dà pugni allo stomaco – ha detto Giovanni Benedetto di Lazzaroturistica.it – ma che si legge con semplicità e mostra la bellezza di un messaggio forte per i più giovani: quello della speranza e della salvezza per mezzo dell'amore. Un libro che andrebbe letto a scuola, per immedesimarsi nella storia di Ozz ed evitare di finire nel vicolo cieco della tossicodipendenza.
I ragazzi sono sempre più soli – ha spiegato Giuseppe Bagnato – per via della tecnologia, della meccanicità della vita e di una società orientata esclusivamente al denaro, ed è difficili per loro, in alcuni casi anche a scuola, trovare dei punti di riferimento che gli diano coraggio e speranza. Il mio romanzo è dedicato a loro, parla di fragilità ma anche di tenerezza, quella attenzione che tutti ricerchiamo e ti cambia la vita in pochi istanti.
Una vita che può cambiare in un attimo – ha dichiarato Giuseppe Antonio Martino, i 7 agosto nel corso della presentazione del libro “U ricriju r'u me' cori” – anche per mezzo della poesia e in particolar modo con quella di Rocco Nassi, nella quale è possibile rintracciare la storia e la cultura del Meridione, ma anche un'osservazione approfondita della condizione umana. Rocco Nassi cerca l'identità perduta del nostro popolo, dimostrando che il dialetto è una lingua viva, che pulsa, capace di esprimere emozioni e stato d'animo e di mostrare le crepe del tempo nel quale viviamo. Ma anche di evidenziare – come ha sottolineato Saverio Verduci – un'altra Calabria, ai più sconosciuta, ricca di così tante risorse da poter rilanciare l'economia e il turismo di un intero territorio e da riempire di orgoglio un popolo dal passato millenario. Il dialetto è la carta identitaria dei calabresi, storica e valoriale, e così come la storia locale, escluso gli sforzi di singoli docenti, non si studia a scuola causando la perdita delle nostre radici. Rocco Nassi crede nella poesia come strumento massimo per farci riscoprire chi eravamo, per farci capire chi siamo oggi e per farci pensare chi potremmo essere domani. Il suo libro è una manuale di lotta, di resistenza, in questi tempi infausti.
La rassegna promossa dalla casa editrice Disoblio Edizioni in collaborazione con l'Associazione Eureka, la Biblioteca Auxesia e il portale d'informazione Lazzaroturistica.it, si è conclusa con un percorso di lettura poetica di Rocco Nassi, condotto dall'editore Salvatore Bellantone, che ha portato i presenti in un viaggio dentro se stessi, il proprio passato, presente futuro, alla ricerca di quei valori umani e universali su cui si fonda ogni destino.
La luce della conoscenza, per tre giorni, ha diffuso i suoi raggi assieme a quelli del vecchio di Lazzaro, illuminando problemi epocali per la popolazione meridionale, nella speranza che le tante “navi” sperdute in questa terra traballante e in questo mare in tempesta, possano tornare a casa: alle proprie origini.

lunedì 10 agosto 2015

BAGNARA: Dal 18 al 23 agosto tornano le Notti Disobliate – I concetti del Sud


Tornano le Notti Disobliate, la “kermesse” di incontri con l'autore ideata da Disoblio Edizioni che si svolgerà dal 18 al 23 agosto a Bagnara Calabra, nell'incrocio del Corso Vittorio Emanuele adiacente alla Cartolibreria Demaio, alla quale hanno aderito la città di Bagnara Calabra, la Pro Loco e la SOMS Bagnara Calabra, l'emittente radiofonica RadioBagnaraWeb, l'Assessorato alla Cultura del comune di Gerace, l'Archivio di Stato di Reggio Calabria, l'Ass. Culturale Ouitalos di Palmi, le Ass. Culturali “Leggendo tra le righe” e “Incontriamoci Sempre” di Reggio Calabria.
L'edizione 2015 della rassegna letteraria nata in strada e per la strada, che assieme agli autori della Disoblio ospita alcuni tra i più celebri scrittori e giornalisti calabresi, è intitolata “I concetti del Sud” e propone un sentiero di riflessione attraverso sei concetti fondamentali – l'odore del Sud, pensare a Sud, scrivere a Sud, storie a Sud, la lingua del Sud, partire e tornare a Sud –, intesi come gli strumenti base per operare una grande meditazione sul Meridione d'Italia, e sulla Calabria in particolare, per indagare i principali problemi che attanagliano il nostro tempo e la popolazione, generando una sfiducia verso il domani e uno scoraggiamento nei confronti di un reale cambiamento delle cose.
L'obiettivo della rassegna, al contrario, è di rendere consapevoli delle criticità che la nostra terra e la popolazione affrontano quotidianamente e di proporre dei sentieri di speranza, capaci un domani, se non di cambiare radicalmente la realtà, di gettare le basi di una possibile trasformazione, rendendo coscienti, oltre che dei quesiti, delle potenzialità tutte che il Sud e la gente meridionale possiedono.
I salotti d'autore di ogni Notte Disobliata saranno ambientati in una cornice artistica e fotografica tutta meridionale e saranno intervallati dai brani di alcuni noti musicisti calabresi.
Di seguito il programma delle Notti Disobliate 2015 – I concetti del Sud:

18 AGOSTO – L'ODORE DEL SUD
Salotto d'autore con Pasqualino Placanica e Mimmo Gangemi
CONDUCE: Antonella Quattrone (Giornalista)
INTERVENTI: Aldo Varano (Zoomsud.it) e Natalia Saffioti (Presidente Ass. Ouitalos)
MUSICA: Rossana Camera

19 AGOSTO – PENSARE A SUD
Salotto d'Autore con Vincenzo Musolino e Gianfranco Cordì
CONDUCE: Antonio Giuseppe D'Agostino (CMNews.it)
INTERVENTI: Luca Marturano (Saggista e Assessore alla Cultura comune di Gerace)
MUSICA: Mario Lo Cascio

20 AGOSTO – SCRIVERE A SUD
Salotto d'Autore con Giuseppe Bagnato e Lilla Sturniolo Misiano
CONDUCE: Gianfranco Marino (Giornalista)
INTERVENTI: Pino Strati (Presidente Ass. Incontriamoci Sempre)
MUSICA: Carmelo Morabito

21 AGOSTO – STORIE A SUD
Salotto d'Autore con Masella Cotroneo e Santo Gioffrè
CONDUCE: Natale Zappalà (Storico e Saggista)
INTERVENTI: Marisa Larosa (Presidente Leggendo tra le righe)
MUSICA: Iside Gurnari

22 AGOSTO – LA LINGUA DEL SUD
Presentazione del libro “U ricriju r'u me' cori” di Rocco Nassi
Sarà presente Giuseppe Antonio Martino (Storico, Saggista e Meridionalista)
CONDUCE: Stefania Guglielmo (Università di Messina)
INTERVENTI: Bruno Ienco (Presidente Pro Loco Bagnara Calabra) e Carmelo Pavia (Vice Presidente SOMS Bagnara Calabra)
MUSICA: Popul'Aria

23 AGOSTO – PARTIRE E TORNARE A SUD
Salotto d'Autore con Domenico Forgione e Fabio Cuzzola/Lou Palanca
CONDUCE: Salvatore Bellantone (Editore)
INTERVENTI: Mirella Marra (Direttrice Archivio di Stato di Reggio Calabria)
MUSICA: Josè Fazari dei NeroSud

«Leggete, leggete libri,
ma se potete, leggete libri calabresi»

domenica 9 agosto 2015

BAGNARA: Venerdì 14 agosto presentazione del libro MASSIMILIANO MARIA KOLBE. MARTIRE DI AUSCHWITZ di Pasquale Triulcio


Si svolgerà venerdì 14 agosto, alle ore 10:30, presso la Cittadella dell'Immacolata, sita in via Nazionale di Ceramida di Bagnara Calabra, in occasione della Festa di S. Massimiliano Kolbe promossa dai Piccoli Fratelli e Sorelle dell'Immacolata, la presentazione del libro “Massimiliano Maria Kolbe. Martire di Auschwitz” di padre Pasquale Triulcio (Disoblio Edizioni). Interverranno: Vincenzo Schirripa (Storico), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'Autore.
L'opera richiama l'attenzione sull'attualità della straordinaria vita di padre Massimiliano Maria Kolbe e della sua instancabile operosità, umana e religiosa, a cavallo tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Ripercorrendone le tappe cruciali – la vocazione giovanile, gli studi filosofici e teologici, la fondazione della “Milizia”, de “Il Cavaliere” e della “Città dell'Immacolata”, ma anche i viaggi in Occidente e in Oriente, la deportazione, la passione e il martirio sperimentati ad Auschwitz –, Pasquale Triulcio esalta la fede, la carità, la speranza e tutte le altre peculiarità spirituali e pratiche di uno dei più significativi Santi e Martiri del Novecento.
PASQUALE TRIULCIO, nasce ad Augsburg nel 1978. È sacerdote appartenente alla Fraternità “Piccoli Fratelli e Sorelle di Maria Immacolata”, incardinato presso l’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, parroco di “san Gaetano da Thiene” in Melia. Ha conseguito il Dottorato in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana con specializzazione in Storia Contemporanea. È stato docente di Storia presso licei e attualmente, oltre ad essere condirettore del locale Archivio Diocesano, è docente di Storia della Chiesa presso l’Istituto di Scienze Religiose, lo Studio Teologico del Seminario “Pio XI”, lo Studio Teologico del Seminario “S. Pio X” di Catanzaro. Autore di vari contributi inerenti alla storia civile ed ecclesiastica, ha pubblicato: Un Paese da fare. Il cantiere dell’Unità (Aracne, 2011), Il cardinale Luigi Tripepi. Un interprete dei tempi nuovi (Leonida, 2015).
Oltre a vari studi riguardanti la Storia della Chiesa, segnaliamo: «Monsignor Ugo Camozzo ultimo vescovo di Fiume italiana: tra guerra ed esilio», in “Fiume” Rivista di studi adriatici (Nuova Serie), n. 29, ANNO XXXIV, Roma 2014; «Si è deciso di non accogliere più nella comunione ecclesiastica coloro che gettano le armi in tempo di pace [in pace]». I cristiani in armi dopo il Sinodo di Arles (314), in “La Chiesa nel Tempo”, n. 1-2, 2013, 171-179; «Irraggiò da Roma una luce divina e fulgente». Il Cardinal Tripepi e la Chiesa: lineamenti di una relazione molteplice e multiforme, in: “La Chiesa nel Tempo”, n. 4, 2013, 25-37; «Uno spettacolo unico al mondo di unione fraterna e di libertà», in “L’evento conciliare e le sue narrazioni in L’Italia del Vaticano II” (Aracne, 2012).

venerdì 7 agosto 2015

CATONA: Venerdì 14 agosto presentazione del libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino


Si svolgerà venerdì 14 agosto, alle ore 20:45, presso il Lido dello Stretto di Catona, la presentazione del libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Aurelio Mandica, interverranno: Sergio Delgado Sotelo (Docente di Storia Medievale presso l'Università dei Paesi Baschi), Felice Delfino (Autore del Libro).
La presenza ebraica nella storia reggina ripercorre la storia del popolo ebraico nel territorio della provincia di Reggio Calabria, dalla diaspora (VIII-VI sec.) alla cacciata del 1541. Analizzando i rapporti degli ebrei con i vari dominatori (Romani, Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi), l'opera mette a fuoco le principali tracce ebraiche antiche rimaste in terra reggina e le principali località reggine in cui le comunità ebraiche hanno trovato dimora. Evidenziando le influenze ebraiche nell'onomastica e nella lingua locale, l'opera traccia poi un excursus delle condizioni economiche della società calabrese dall'età tardo-antica al periodo borbonico, ricalcando l'incisività delle comunità ebraiche sull'economia calabrese, per mezzo delle arti, dei mestieri e delle attività nelle quali gli ebrei si sono dimostrati dei maestri.
Felice Francesco Delfino è nato nel 1979 a Oppido Mamertina (RC). Nel 2009 ha conseguito il Magistero presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mons. Zoccali” di Reggio Calabria e per due anni ha insegnato religione e cultura storico-sociale presso la Do.Mi. di Villa San Giovanni. Da anni collabora con alcune riviste di storia locale, religiosa ed ebraica, per le quali pubblica alcuni articoli e saggi. Attualmente vive a Catona (RC).
La serata sarà allietata dai brani chitarra e voce di Aurelio Mandica.

LAZZARO DISOBLIATA: Oggi presentazione del libro U RICRIJU R'U ME' CORI di Rocco Nassi


Ultimo appuntamento oggi con “Lazzaro Disobliata. Cultura d'Estate”, rassegna di eventi promossa dalla casa editrice Disoblio Edizioni in collaborazione con il Comune di Motta San Giovanni, l'Associazione Eureka, la Biblioteca Auxesia, la Pro Loco Motta San Giovanni, il portale d'informazione Lazzaroturistica.it e Il Matitone di Noè. Lazzaro Disobliata ha il senso di aprire spazi di riflessione partendo dai libri, ma anche di fruire del bello per mezzo di mostre fotografiche e pittoriche, in una cornice suggestiva, considerata uno dei luoghi più incantevoli della nostra terra.
Oggi presso la Sala Conferenze del Ristorante “Al Faro”, sito sul Lungomare Cicerone di Lazzaro di Motta San Giovanni, si svolgerà la presentazione della silloge “U ricriju r'u me' cori” di Rocco Nassi. Intervengono Saverio Verduci (Storico e Saggista), Giuseppe Antonio Martino (Storico, Saggista e Studioso di tradizioni locali), Salvatore Bellantone (Editore). SARÀ PRESENTE L'AUTORE.
Scritta dall'ormai maturo Rocco Nassi in fatto di poesia dialettale, la silloge “U ricriju r'u me' cori” indaga con la parola vernacolare bagnarese le ragioni della decadenza della terra natìa ed esprime la speranza della sua rinascita, possibile quest'ultima soltanto se le nuove generazioni riusciranno a vedere il Meridione d'Italia con gli stessi occhi sognanti del poeta e a parlare la lingua dialettale con la consapevolezza della sua importanza. Le note sono a cura di Giuseppe Antonio Martino.
ROCCO NASSI (Bagnara Calabra, 1963) è un appassionato divulgatore di poesia vernacolare, da anni partecipa attivamente alla vita associativa bagnarese. Fondatore del gruppo Parra e scrivi comu ti fici to’ mamma, collabora con diversi siti di poesia dialettale. Dal 2011 cura il blog rocconassi.blogspot.com. Ha pubblicato: Bagnara rari bellizzi (Ass. Capo Marturano, 2007), Pe’ comu parru scrivu: amari penzeri... (2010), ’I ’sta terra parru d’amuri (Caravilla, 2012), No’ esti na źannella (Disoblio Edizioni, 2014). Attualmente, vive e lavora a Bagnara Calabra.

giovedì 6 agosto 2015

SANT'AGATA DEL BIANCO: Mercoledì 12 Agosto incontro con Giusy Staropoli Calafati, autrice del libro SAVERIO STRATI


Si svolgerà mercoledì 12 agosto, alle 18:30, presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Sant'Agata del Bianco, l'incontro con Giusy Staropoli Calafati, autrice del libro “Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla” (Disoblio Edizioni). Dopo i saluti iniziali di Giuseppe Strangio (Sindaco di Sant'Agata del Bianco), dialogherà con l'autrice Domenico Talia (Università della Calabria). Seguirà una passeggiata commemorativa per le vie di Sant'Agata del Bianco in direzione della casa di Saverio Strati, all'interno della quale la scrittrice, le autorità, i relatori, gli studiosi, gli amici e i presenti depositeranno simbolicamente una copia dell'opera, in omaggio a uno dei più grandi scrittori, oltre che calabresi, della storia della letteratura mondiale.
L'opera propone un originalissimo sentiero di riflessione attraverso le intense pagine della vita e della vastissima produzione letteraria di Saverio Strati. Commentando di passo in passo le tappe cruciali della bio-bibliografia stratiana e mettendo a fuoco la stretta interconnessione delle questioni affrontate dallo scrittore santagatese nonché la loro attualità, l'autrice sostiene che Saverio Strati incarni lo spirito del Meridione, spirito divenuto parola mediante i suoi scritti.
Omaggiando lo scrittore di Sant'Agata del Bianco con una poesia e un racconto a lui dedicati, Giusy Staropoli Calafati attira l'attenzione su uno dei più grandi scrittori calabresi, denunciando la generale dimenticanza e il pericolo di non leggere più i suoi scritti, tanto decisivi per un Meridione bisognoso di indagarsi da sé e di delineare la propria identità, focalizzando quei pregi e quei difetti dai quali soltanto possono generarsi nuove prospettive per il domani.
GIUSY STAROPOLI CALAFATI è nata a Vibo Valentia il 7 Settembre 1978. Moglie e madre di quattro figli, nel ’97 ha conseguito il diploma di maturità e ha continuato a coltivare la sua passione per la letteratura da autodidatta. Il suo genio creativo viene sempre più riconosciuto ed annoverato nella grande tradizione letteraria calabrese. Vincitrice di importanti concorsi e premi letterari in Italia, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per il merito di narrare con impeto un Sud reale. Presente in varie antologie di poesia contemporanea e narrativa italiana, ha pubblicato: La mia terra (Sabinae 2008) con una prefazione di Gerardo Sacco; Pensatori e Poeti (Leonida 2010); Natuzza Evolo due chiacchiere con Maria (Falco 2013); SUD – La terra di Costabile (Thoth 2014) con una prefazione a cura di Luigi M. Lombardi Satriani; A passioni, canto in dialetto calabrese (Thoth 2015). Attualmente vive e opera a Briatico.

LAZZARO DISOBLIATA: Oggi presentazione del romanzo OZZ di Giuseppe Bagnato


Continua la rassegna di eventi “Lazzaro Disobliata. Cultura d'Estate”, promossa dalla casa editrice Disoblio Edizioni in collaborazione con il Comune di Motta San Giovanni, l'Associazione Eureka, la Biblioteca Auxesia, la Pro Loco Motta San Giovanni, il portale d'informazione Lazzaroturistica.it e Il Matitone di Noè, che lo scopo di aprire degli spazi di riflessione sui temi cruciali del nostro tempo partendo dai libri, ma anche di fruire del bello per mezzo di mostre fotografiche e pittoriche, in una cornice suggestiva, considerata uno dei luoghi più incantevoli della nostra terra.
Oggi, presso la Sala Conferenze del Ristorante “Al Faro”, sito sul Lungomare Cicerone di Lazzaro di Motta San Giovanni, si svolgerà la presentazione del romanzo “Ozz” di Giuseppe Bagnato. Intervengono Giovanni Benedetto (Direttore LazzaroTuristica.it), Salvatore Bellantone (Editore). SARÀ PRESENTE L'AUTORE. Nel corso della serata si svolgerà una mostra pittorica dell'artista Elisa Urso, direttrice Art Academy Artelis (Accademia d’Arte) Reggio Calabria.
Ambientato in Calabria, OZZ è un romanzo forte, diretto e in alcuni tratti brutale, nel quale l'autore affronta il problema giovanile del consumo di sostanze stupefacenti. Narrando la storia dell'omonimo protagonista e del suo irreversibile precipitare nel baratro della schiavitù della droga, Giuseppe Bagnato mostra come la reclusione degli adolescenti in questo mondo logorante e mortale sia spesso dovuta alla violenza e alla trascuratezza del contesto familiare e sociale nel quale vivono – che anziché formare ed educare spinge e costringe a scelte così pericolose e fatali –, ma anche alla loro crescita solitaria e all'assenza di quella cura quotidiana utile per la loro formazione personale e civile: l'amore.
GIUSEPPE BAGNATO è nato a Varapodio (RC) nel 1971, dove attualmente vive e svolge la professione di contadino. Nel 2005 ha ricevuto la Targa Navi e Naviganti partecipando al “Premio Anoia Salvatore Gemelli”. Per Disoblio ha già pubblicato Moira (2014).