mercoledì 30 aprile 2014

REGGIO: Venerdì 9 maggio la SNAP presenta il libro “Storie rriggitane” di Pasqualino Placanica


Venerdì 9 maggio, alle ore 18:00, presso la sede dell'Associazione Culturale SNAP, sita in via Reggio Campi 121, II Tronco, si svolgerà la presentazione del libro “Storie rriggitane” di Pasqualino Placanica (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, coordinata da Aldo Libri (Presidente SNAP), interverranno: Antonio Calabrò (Scrittore), Antonella Quattrone (Poetessa e Conduttrice & Autrice “Parliamone” presso Hope TV), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autore.
Storie rriggitane raccoglie una serie di racconti che indagano in maniera antropologica e sociologica la città di Reggio Calabria. Percorrendo un sentiero che dal passato attraversa il presente per proiettarsi nel futuro, l'autore propone dei ricordi, dei fatti di cronaca o dei semplici episodi, ora divertenti e trasognati ora tristi e dolorosi, utili per mettere a fuoco i pregi e i difetti della città e di una popolazione desiderosa di riscattarsi da se stessa, dal suo modo di pensare e da quegli usi e costumi criminali che, in maniera conscia o inconscia, ne accentuano la degenerazione. Il racconto Malato di 'ndrangheta, presente nell'antologia, è finalista della sezione “Racconto Inedito” del 1° Premio Letterario All'in Sud.
Pasqualino Placanica è nato e vive a Reggio Calabria. Blogger su Liberopensatore (paplaca.blogspot.it), collabora con il giornale online Zoomsud.it. Di professione macchinista ferroviere, si autodefinisce uno scrittore naif. Scrive anche con lo pseudonimo di “Paplaca”.

lunedì 28 aprile 2014

GERACE LIBRO APERTO 2014: Domenica 4 maggio Disoblio presenta il libro “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò


Si svolgerà domenica 4 maggio, alle ore 19:30, presso il Complesso Monumentale San Francesco d'Assisi di Gerace, nel corso del Festival Letterario dell'Editoria Calabrese “Gerace Libro Aperto 2014 – Terza Edizione”, la presentazione del libro “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni). Nel corso della presentazione interverranno: Luca Marturano (Consigliere con delega alla Cultura del Comune di Gerace), Marisa Larosa (Speaker Radio Touring 104 e Responsabile Rapporti con gli Editori Gerace Libro Aperto 2014), Salvatore Bellantone (Editore), Margherita Catanzariti (Scrittrice), Domenico Canale, Rodolfo Megale e Antonio Moscato (Musicisti). Sarà presente l'autore.
Reggio è un blues raccoglie diversi racconti pubblicati periodicamente nel portale d'informazione Zoomsud.it, nei quali l'autore svolge una critica serrata nei confronti della città di Reggio Calabria e dei suoi abitanti. Alterati da svariati elementi combinatisi tra di loro – crisi economica, crisi dei valori, capitalismo, globalizzazione, benessere, mezzi di comunicazione di massa e altro ancora – l'autore racconta ai reggini la degenerazione cui sono soggetti e propone loro di tornare quelli di un un tempo, realtà fattibile e già testimoniata da quanti hanno preso parte al corteo di protesta contro il recente rogo del Museo dello Strumento Musicale.
Antonio Calabrò è nato e vive a Reggio Calabria. Ha pubblicato L’Inferno Innamorato, Johnny Rolling e Un Libro ci Salverà. Scrive per il giornale on-line “Zoom-Sud” e per “La Riviera”. Ama i Rolling Stones e i tramonti sullo Stretto.

Segui l'evento Gerace Libro Aperto 2014 cliccando sul seguente link:

Disoblio Edizioni a Gerace Libro Aperto 2014


Dal 30 aprile al 4 maggio, presso il Complesso Monumentale di San Francesco D'Assisi, Piazza delle Tre Chiese, Gerace, Disoblio Edizioni parteciperà alla 3 Edizione di Gerace Libro Aperto 2014, il festival letterario per la promozione del libro, della cultura e delle case editrici calabresi. Di seguito il programma della manifestazione:

Mercoledì 30 aprile
- Ore 9.00: Gara di lettura riservata agli studenti dell’Istituto Comprensivo “Cinque Martiri” di Gerace (Aula Magna Scuola Secondaria di Primo Grado “D. Scoleri”)
- Ore 16.30: Apertura degli stand
Degustazione vini a cura dell’Associazione Italiana Sommelier – Delegazione Locride
- Ore 17.00: Sua Maestà il Bergamotto di Filippo Maria Aliquò (Laruffa)
- Ore 18.00: L’amico dell’ulivo di Antonino E. Valere (Leonida)
- Ore 19.00: Spazio Accademia Senocrito

Giovedì 1 maggio
- Ore 17.00: L’editoria regionale nell’era dell’e-book (dibattito con gli editori)
- Ore 18.30: Poesie contro me stesso di Daniel Cundari (Rubbettino)
- Ore 19.30: 1 Maggio a Gerace con Fabio Macagnino, Mujura e Quartaumentata

Venerdì 2 maggio
Sala Conferenze del Museo Civico (Palazzo Tribuna) – Presentazione libri d’Arte
- Ore 17.00: Roma nei Bruttii. Città e campagne nelle Calabrie romane di Antonio Battista Sangineto (Ferrari)
- Ore 18.00: Mattia Preti e il San Luca che dipinge la Vergine con il Bambino per la chiesa di San Francesco d’Assisi a La Valletta di Guido Sante e Giuseppe Mantella (Rubbettino)
- Ore 19.00: Sculture da Locri romana, a cura di Eleonora Grillo (Pancallo)

Sabato 3 maggio
- Ore 17.00: Omaggio a Francesco Perri e Mario La Cava
- Ore 18.00: Succede tutto per caso di Rocco Cosentino (Pellegrini)
- Ore 19.00: Calabria oltre la narrazione. Raccontare per cambiare, partendo dagli ultimi due titoli di Sabbiarossa edizioni: Carta vetrata di Paola Bottero e Marchiati di Alessandro Russo.

Domenica 4 maggio
Ore 17.30: Villaggio 37 di Nicola Mongiardo (Ferrari)
- Ore 18.30: Comprendersi è una specie rara d’incidente di Ivan Arillotta (Ottolibri)
- Ore 19.30: Reggio è un blues di Antonio Calabrò (Disoblio)

Sala Porta del Parco: Collettiva di artisti a cura di Emanuela Ientile

Al Museo Civico: Il giardino degli origami, all’Annunziatella: Resilienza sublime, installazioni a cura di Attilio M. Spanò

martedì 22 aprile 2014

BAGNARA: presentato alla Pro Loco il libro “L'appuntamento galante” di Natalino Tripodi


Si è svolta sabato 19 aprile, presso la Sede della Pro Loco di Bagnara Calabra, la presentazione del libro “L'appuntamento galante” di Natalino Tripodi (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Virginia Parisi (Presidente Nuovi Orizzonti), sono intervenuti: Cesare Zappia (Sindaco di Bagnara Calabra), Giuseppe Spoleti (Assessore alla Cultura di Bagnara Calabra), Bruno Ienco (Presidente Pro Loco Bagnara Calabra), Natale Zappalà (Ricercatore e Scrittore), Salvatore Bellantone (Editore), Natalino Tripodi (Autore del Libro).
Dopo i saluti iniziali di Bruno Ienco, che ha esternato la sua gioia nel presentare un libro di uno dei soci del sodalizio da lui presieduto, il sindaco Cesare Zappia e l'assessore Giuseppe Spoleti hanno manifestato il loro compiacimento nel leggere un libro che rispecchia esattamente la semplicità e la sensibilità toccante che l'autore è solito manifestare nella vita di tutti i giorni, in famiglia e a lavoro, ricalcando inoltre come questo racconto ma anche gli interventi dell'autore per mezzo del suo blog siano uno spazio importante per riflettere e far crescere la comunità bagnarese, puntando tutto sui giovani.
Natale Zappalà si è complimentato per la scelta della copertina e del formato tascabile del libro, i quali riecheggiano alcune pubblicazioni di noti scrittori del Novecento, dopodiché ha sottolineato la bellezza del linguaggio impiegato dall'autore, semplice e suadente, esempio della bella arte della scrittura insegnata nel prestigioso Liceo-Ginnasio “T. Campanella” di Reggio Calabria degli anni passati, periodo nel quale era considerato come una Università. Infine, ha evidenziato l'amenità del racconto, ambientato nel corso della Prima Guerra Mondiale, considerandolo uno specchio di una persona umile, saggia e semplice, e ha augurato all'autore di proseguire con le sue pubblicazioni da donare alle nuove generazioni per educarle al bello, all'arte e ai valori su cui la comunità bagnarese si è edificata.
Salvatore Bellantone ha spiegato che la ragione di pubblicare il racconto L'appuntamento galante è stata non soltanto quella di premiare l'irrefrenabile voglia di raccontare dell'autore ma anche di offrire alle vecchie e alle nuove generazioni la possibilità di recuperare il senso del tramandare ai posteri il passato e di riscoprire al suo interno quei valori attualmente dimenticati e che soltanto i più adulti custodiscono nella loro memoria; racconti che vanno conosciuti e messi per iscritto, per offrire alla comunità l'occasione di ricostruire la propria identità, partendo dal passato.
L'autore infine, Natalino Tripodi, ha ringraziato i presenti e ha raccontato i momenti cruciali della scelta di pubblicare L'appuntamento galante, svelando che a questo racconto ne seguiranno degli altri perché ha tante cose da raccontare, in particolar modo ai più giovani, affinché facciano tesoro del passato nella costruzione del loro destino.
È stata, dunque, una serata molto piacevole, che ha dato l'occasione a ognuno di pensare al proprio passato e di mettere a fuoco l'importanza di trasmetterlo ai posteri, per consentire loro di ritrovare, e di non perdere, la propria identità e quella della comunità nella quale si vive.

sabato 19 aprile 2014

BAGNARA: Oggi la Pro Loco presenta il libro “L'appuntamento galante” di Natalino Tripodi


Si svolgerà oggi, alle ore 18:30, presso la Sede della Pro Loco di Bagnara Calabra, sita in piazza G. Matteotti, la presentazione del libro “L'appuntamento galante” di Natalino Tripodi (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Virginia Parisi (Presidente Nuovi Orizzonti), interverranno: Cesare Zappia (Sindaco di Bagnara Calabra), Giuseppe Spoleti (Assessore alla Cultura di Bagnara Calabra), Bruno Ienco (Presidente Pro Loco Bagnara Calabra), Natale Zappalà (Ricercatore e Scrittore), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autore.
Ambientato al tempo della Prima Guerra Mondiale, L'appuntamento galante racconta un simpatico episodio avente come protagonisti un Tenente e un Attendente della caserma militare “Principe Amedeo” di Padova, e una certa Gisella, una donna così avvenente e graziosa da spingere chiunque a fare di tutto per poterla conoscere, anche i gesti più folli e impensati.
NATALINO TRIPODI nasce a Bagnara Calabra il 3 ottobre 1939. Conseguito il diploma di maturità classica presso il Liceo-Ginnasio “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria, frequenta per un anno la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Messina per poi trasferirsi a quella di Genova, abbandonata nel 1964 per motivi familiari. Nell’ottobre dello stesso anno viene assunto al Comune di Bagnara Calabra, dove svolge le mansioni di Istruttore presso l’Ufficio Ragioneria fino al 30 giugno 2001. Dopo 37 anni di servizio attivo, dal 1° luglio 2001 viene collocato in pensione per dimissioni volontarie. Dal 1977 al 1985 collabora con Radio Perla del Tirreno, la prima emittente libera di Bagnara Calabra, e agli inizi del 2000 viene eletto prima Consigliere, poi Commissario Straordinario e infine Presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bagnara Calabra. Dal 2010 cura il blog UT UNUM SINT, dove pubblica interessanti articoli di Arte e Cultura, divertenti episodi della sua infanzia e del periodo liceale. Ama l’arte, la poesia e la musica nelle forme e nei contenuti capaci di suscitare vere emozioni.

sabato 12 aprile 2014

BAGNARA: Sabato 19 aprile la Pro Loco presenta il libro “L'appuntamento galante” di Natalino Tripodi


Si svolgerà sabato 19 aprile, alle ore 18:30, presso la Sede della Pro Loco di Bagnara Calabra, sita in piazza G. Matteotti, la presentazione del libro “L'appuntamento galante” di Natalino Tripodi (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Virginia Parisi (Presidente Nuovi Orizzonti), interverranno: Cesare Zappia (Sindaco di Bagnara Calabra), Giuseppe Spoleti (Assessore alla Cultura di Bagnara Calabra), Bruno Ienco (Presidente Pro Loco Bagnara Calabra), Natale Zappalà (Ricercatore e Scrittore), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autore.
Ambientato al tempo della Prima Guerra Mondiale, L'appuntamento galante racconta un simpatico episodio avente come protagonisti un Tenente e un Attendente della caserma militare “Principe Amedeo” di Padova, e una certa Gisella, una donna così avvenente e graziosa da spingere chiunque a fare di tutto per poterla conoscere, anche i gesti più folli e impensati.
NATALINO TRIPODI nasce a Bagnara Calabra il 3 ottobre 1939. Conseguito il diploma di maturità classica presso il Liceo-Ginnasio “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria, frequenta per un anno la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Messina per poi trasferirsi a quella di Genova, abbandonata nel 1964 per motivi familiari. Nell’ottobre dello stesso anno viene assunto al Comune di Bagnara Calabra, dove svolge le mansioni di Istruttore presso l’Ufficio Ragioneria fino al 30 giugno 2001. Dopo 37 anni di servizio attivo, dal 1° luglio 2001 viene collocato in pensione per dimissioni volontarie. Dal 1977 al 1985 collabora con Radio Perla del Tirreno, la prima emittente libera di Bagnara Calabra, e agli inizi del 2000 viene eletto prima Consigliere, poi Commissario Straordinario e infine Presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bagnara Calabra. Dal 2010 cura il blog UT UNUM SINT, dove pubblica interessanti articoli di Arte e Cultura, divertenti episodi della sua infanzia e del periodo liceale. Ama l’arte, la poesia e la musica nelle forme e nei contenuti capaci di suscitare vere emozioni.

venerdì 11 aprile 2014

In libreria! L'APPUNTAMENTO GALANTE di Natalino Tripodi


PAGINE: 40
MESE/ANNO: 04/14
ISBN: 978-88-98932-06-1
DIMENSIONI: 11x17 cm
GENERE: Narrativa
COLLANA: Oneiroi
PREZZO: € 5,00

Descrizione:
Ambientato al tempo della Prima Guerra Mondiale, l'opera racconta un simpatico episodio avente come protagonisti un Tenente e un Attendente della caserma militare “Principe Amedeo” di Padova, e una certa Gisella, una donna così avvenente e graziosa da spingere chiunque a fare di tutto per poterla conoscere, anche i gesti più folli e impensati.

mercoledì 9 aprile 2014

REGGIO: Oggi la Libreria Amaddeo incontra Felice Delfino


Oggi, alle ore 17:30, per il ciclo di appuntamenti letterari “Libreriamoci”, la Libreria Amaddeo incontra Felice Delfino, autore del libro “La presenza ebraica nella storia reggina (Disoblio Edizioni). Dialogheranno con l'autore: Daniele Amaddeo (Libreria Amaddeo), Salvatore Bellantone (Editore).

La presenza ebraica nella storia reggina ripercorre la storia del popolo ebraico nel territorio della provincia di Reggio Calabria, dalla diaspora (VIII-VI sec.) alla cacciata del 1541. Analizzando i rapporti degli ebrei con i vari dominatori (Romani, Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi), l'opera mette a fuoco le principali tracce ebraiche antiche rimaste in terra reggina e le principali località reggine in cui le comunità ebraiche hanno trovato dimora. Evidenziando le influenze ebraiche nell'onomastica e nella lingua locale, l'opera traccia poi un excursus delle condizioni economiche della società calabrese dall'età tardo-antica al periodo borbonico, ricalcando l'incisività delle comunità ebraiche sull'economia calabrese, per mezzo delle arti, dei mestieri e delle attività nelle quali gli ebrei si sono dimostrati dei maestri.
Felice Francesco Delfino è nato nel 1979 a Oppido Mamertina (RC). Nel 2009 ha conseguito il Magistero presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mons. Zoccali” di Reggio Calabria e per due anni ha insegnato religione e cultura storico-sociale presso la Do.Mi. di Villa San Giovanni. Da anni collabora con alcune riviste di storia locale, religiosa ed ebraica, per le quali pubblica alcuni articoli e saggi. Attualmente vive a Catona (RC).

lunedì 7 aprile 2014

REGGIO: Presentato alla SNAP il libro “I me' pinzeri. Vulìssi éssiri suli” di Carmelo Morena


Si è svolta sabato 5 aprile, presso la sede dell'Associazione Culturale “SNAP” a Reggio Calabria, la presentazione del libro “I me' pinzeri. Vulìssi éssiri suli” di Carmelo Morena (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, coordinata da Aldo Libri (Presidente SNAP), sono intervenuti: Rocco Nassi (poeta), Masella Cotroneo (Insegnante presso l'I.C. “Ugo Foscolo” di Bagnara Calabra), Salvatore Bellantone (Editore), Carmelo Morena (Autore del libro).
Aldo Libri ha inaugurato la serata chiarendo come I me' Pinzeri sia una silloge dialettale che mette in evidenza l'importanza delle radici, della memoria e della nostalgia per orientare la propria esistenza, in particolar modo per l'autore, emigrato al nord Italia da tanto tempo, il quale ha scelto di scrivere e di pensare nella propria lingua madre, il dialetto calabrese, per mantenere vivo il legame con la propria terra.
Rocco Nassi ha spiegato come l'autore, Carmelo Morena, sia un cultore della lingua dialettale, facente parte di un numeroso gruppo di amici sparsi nel mondo, che si riuniscono occasionalmente per mezzo della poesia dialettale, riunioni durante le quali ognuno comunica la propria poetica nel proprio vernacolo, considerato quest'ultimo l'essenza della nostra storia. Dopodiché, ha spiegato come la tarantella sia nata originariamente come una danza di corteggiamento, che si svolgeva all'interno delle abitazioni, allo scopo di far avvicinare i due innamorati e promessi sposi, mentre oggi la tarantella è associata esclusivamente a tutt'altri fenomeni, che nulla hanno a che vedere con l'amore e il corteggiamento. Infine, Rocco Nassi ha chiarito come il libro I me' pinzeri nasca da un amore del poeta per la famiglia e per la propria terra, quest'ultima osservata da lontano con occhi tristi perché priva di quel mondo passato carico di valori in cui il poeta è cresciuto, assenza che ne motiva la decadenza attuale; la poesia dialettale di Carmelo Morena vuole invece contrastare questa degenerazione, riproponendo gli antichi valori.
Lanciando un pensiero all'amica Maria Concetta Cacciola, facente parte della commissione esaminatrice del Premio Letterario All'in Sud, che ha scelto I me' pinzeri come vincitrice della sezione "Silloge Dialettale Inedita",  Masella Cotroneo ha sottolineato come il libro di Carmelo Morena sia un modo per riflettere sulla nostra condizione attuale, ma anche per mettere a fuoco il mondo della scuola, dove di riforma in riforma si è verificato un percorso distruttivo delle nostre tradizioni, il quale ha provocato la perdita e l'oblio non soltanto del nostro dialetto ma di quel mondo pieno di valori di cui il dialetto stesso è portatore. A scuola non si studiano gli autori calabresi, i proverbi, le tradizioni, la storia delle città e nemmeno i reperti storico-archeologici presenti nel territorio, e questo è un fatto grave perché in questo modo si è persa la nostra identità. Ma il riappropriarsi della tarantella da parte della gente comune, ha continuato Masella Cotroneo, fenomeno a cui si assiste durante i concerti dei gruppi popolari nelle piazze, dimostra che c'è una volontà e un sentimento di riscatto, di riappropriazione delle proprie tradizioni e del proprio passato. Nella silloge dialettale I me' pinzeri, Carmelo Morena è animato dall'amore, amore per il mondo in cui è cresciuto che con questo libro vuole trasmettere ai più giovani, per ritrovare la propria identità e affrontare le sfide del tempo presente.
Salvatore Bellantone si è detto felice di presentare il libro I me' pinzeri non soltanto perché sia il vincitore della sezione “Silloge Dialettale Inedita” del Premio Letterario All'in Sud, ma perché frutto di un autore, emigrato al nord Italia, che, a distanza, offre ai calabresi delle ragioni valide per amare la propria terra e la propria lingua, il dialetto, unico strumento portatore della nostra storia e custode della nostra identità. Passando in rassegna alcune tappe epocali con le quali ci si è abituati a parlare l'italiano e non più il dialetto, l'editore Salvatore Bellantone ha ringraziato Carmelo Morena perché con la sua silloge dialettale propone a ognuno di noi la riscoperta della memoria storica e di quel mondo carico di senso e di significati, strappatoci dalla società di massa e dei consumi, che custodisce ancora la nostra identità calabrese.
Carmelo Morena ha emozionato i presenti leggendo diverse poesie contenute nella silloge e ha raccontato non soltanto le svariate attività che lo impegnano al nord nella promozione delle tradizioni popolari calabresi ma anche alcune vicende passate legate al mondo del dialetto, sottolineando come la lingua natia sia capace di emozionare e di parlare al cuore di calabresi e non. Accesa poi la lanterna di Disoblio Edizioni, ha spiegato come il libro I me' pinzeri abbia proprio il senso di parlare alla coscienza dei propri conterranei e possa rappresentare un contributo, assieme a quello di tanti amici operanti nel mondo della poesia dialettale, per ridare alla Calabria lo splendore passato e ai suoi abitanti la fierezza di abitarla.
È stata una serata molto emozionante e divertente, che ha destato nei presenti tanta curiosità e interesse per un mondo, quello dialettale, sì, quasi scomparso, ma che ancora può essere salvato o riattualizzato da tutti coloro che oggi lo ricordano, lo studiano, lo riscoprono e lo ripropongono alle nuove generazioni, come medicina per le malattie della società attuale.

sabato 5 aprile 2014

REGGIO: Oggi la SNAP presenta il libro “I me' pinzeri. Vulìssi éssiri suli” di Carmelo Morena


Oggi, alle ore 18:00, presso la sede dell'Associazione Culturale “SNAP”, sita in via Reggio Campi 121, II Tronco, si svolgerà la presentazione del libro “I me' pinzeri. Vulìssi éssiri suli” di Carmelo Morena (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, coordinata da Aldo Libri (Presidente SNAP), interverranno: Rocco Nassi (poeta), Masella Cotroneo (Insegnante presso l'I.C. “Ugo Foscolo” di Bagnara Calabra), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autore.
L'opera, vincitrice della sezione “Silloge Dialettale Inedita” del 1° Premio Letterario All'in Sud, è una raccolta di poesie dialettali con relativa traduzione, nella quale l'autore ripercorre i ricordi nostalgici della vita vissuta a Reggio Calabria, prima di emigrare al nord Italia. Questa rievocazione ha la funzione da un lato, di una critica serrata del tempo presente, incagliato in una visione consumistica, spersonalizzante e uniformante della società reggina; dall'altro lato, di una ri-attualizzazione degli antichi valori, custoditi appunto nella memoria di un mondo che non c'è più e portatori di un'idea di comunità capace di contrastare il degrado etico che ci coinvolge.
Carmelo Morena (Reggio Calabria, 1954) trascorre l’adolescenza tra studio, sport e la frequentazione del suo mare, infatti, è il primo della famiglia Morena a non continuare una tradizione di “gente marinara”, fatta di pescatori, bagnini e barcaioli. Diplomatosi all’Istituto Tecnico Industriale “A. Panella” di Reggio Calabria, dopo il periodo di leva obbligatoria di un anno, parte per l’Italia settentrionale con uno dei treni della speranza, dopo aver vinto uno dei tanti concorsi pubblici, che hanno dato un “posto sicuro” negli anni settanta a tantissimi giovani meridionali. Approdato inizialmente a Torino, si trasferisce poi a Milano, dove ora ha rivestito il ruolo di Professional di Trenitalia fino al 2013. Vive a Cassano Magnago in provincia di Varese, ed è sposato con Silvana, “reggina verace”, con la quale ha tre figlie: Martina, Stefania e Federica. Sperimenta il teatro, recitando in alcune compagnie amatoriali. È elemento del gruppo folk “I Cumpari Ra Putia”, di Varese, (tutti originari della città di Reggio e della sua Provincia), fin dalla formazione del gruppo, con i quali diffonde la musica, i balli, la storia e le tradizioni Calabresi, compresa l’esibizione delle figure caratteristiche dei: U Giganti ca Gigantissa; con questo gruppo ha toccato le piazze di buona parte delle città del nord dell’Italia e di alcune località d’oltralpe. Ha collaborato alla stesura di alcuni testi con il compianto Maestro Franco Reitano, scrivendo tra gli altri assieme al Poeta Catanzarese Giuseppe Basta la romanza “U REGNU DILLI FATI”, musicata dal maestro Franco Reitano e interpretata dalla voce del tenore Milanese Rodolfo Maria Gordini, ambientata idealmente nelle acque antistanti Scilla e lo stretto di Messina. La sua grande passione è la poesia dialettale e quando (quasi timidamente) in occasione dei suoi spettacoli si cimenta nella declamazione, l’emozione degli spettatori lo convince a continuare su quella strada. Ha pubblicato: Jocu e nustalgìa (Pancallo, 2010). Nel 2012 è stato Finalista al V° CONCORSO NAZIONALE “Sinfonia Dialettale” (Roma). Nel 2013 è stato 3° classificato per la sezione “Poesia” presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bagnara Calabra e ha ricevuto una segnalazione di merito al 2° trofeo di poesia “Liggimu e scrivimu u nostru dialettu” (Reggio Calabria).

mercoledì 2 aprile 2014

BAGNARA: L'artisti a Bagnara e... Antonio Calabrò parla alle coscienze


Grande successo per la Quinta Edizione della mostra d'arte calabrese “L'artisti a Bagnara e...” promossa dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, svoltasi sabato 29 marzo a Bagnara Calabra. Una vera e propria panoramica del fermento culturale presente nel territorio calabrese, che ha visto come protagonisti diversi artisti e letterati alle prese con pittura, scultura, ceramica, fotografia, bricolage, intaglio del legno o del marmo, storia, musica, letteratura, danza, teatro.
Cominciato in ritardo per problemi tecnici dell'ultim'ora e per una iniziale esigua affluenza, l'evento è stato improvvisamente investito da una fiumana di gente che, quasi a perdi fiato, ha gareggiato caoticamente con gli altri per assistere agli appuntamenti previsti nel programma e ammirare con attenzione le opere esibite dagli artisti partecipanti, ossia Alessandro Allegra, Alessandra Ienco, Alessandra Palamara, Antonio Barresi, Carmelo Zoccali, Enzo Catania, Gianluca Chininea, Il Falco, La Regina, Mimma Esposito, Pasquale Ferrara, Katia Gramuglia, Nunzio Rizzo.
Conosciuti rapidamente questi ultimi e inaugurata la mostra, la presidente Mimma Garoffolo e il sindaco Cesare Zappia hanno consegnato un riconoscimento per il fotografo Francesco Gioffré, ritirato dalle figlie Maria Carmela e Maria Rosaria, per la sua grande capacità di immortalare la storia nel Novecento bagnarese e calabrese nell'attimo di uno scatto e con la sua poliedrica vena artistica e sperimentale.
Si è passati poi alla proiezione del docu-film “La città perduta. Seminara, per secoli protagonista nella storia”, un gioiello riecheggiante ancora il glorioso passato della nostra terra e che merita l'attenzione di tutte le autorità e gli enti competenti per la formazione storico-culturale delle nuove generazioni e per il rilancio economico-turistico calabrese, seguito da un dibattito in compagnia dello scrittore Santo Gioffré e dello studioso di storia locale Domenico Cambareri, coordinati dallo scrittore e ricercatore Natale Zappalà; i tre, soffermandosi su aneddoti significativi attinti dal passato, hanno sottolineato l’importanza di conoscere e valorizzare il patrimonio storico-culturale locale, per comprendere oggigiorno la propria identità calabrese.
Cominciando a deliziare il palato con kebab e vino locale, si è dato spazio quindi alla letteratura con la presentazione di Reggio è un blues di Antonio Calabrò, coadiuvato dall'editore Salvatore Bellantone, dal giornalista e studioso di storia locale Domenico Forgione e dalla Bad Chili Blues Band, in formazione light con Domenico Canale, Rodolfo Megale e Antonio Moscato. Accesa la celebre luce della conoscenza della lanterna di Disoblio Edizioni, Domenico Forgione si è addentrato nel testo mettendone in risalto l'essenza, vale a dire il racconto coraggioso e sofferente dei drammi, delle storture, delle storie e delle bellezze dimenticate da una popolazione decadente e impoverita dalla crisi economica e dei valori, dalla criminalità e da un modo di pensare ormai quasi rassegnato, nella quale però cresce il germe della speranza e della rinascita, simboleggiata dal corteo di protesta contro il rogo del Museo dello Strumento Musicale. Disgrazie e speranza raccontate dall'autore, Antonio Calabrò, sulle note del blues della Bad Chili, elencando, come è solito fare ironicamente, i pregi e i difetti di una Calabria che soltanto a partire dalla consapevolezza di essi può rinascere; consapevolezza che scotta, brucia come la fiamma stessa della lanterna nel momento in cui la si accende, ma che può offrire l'occasione di illuminare il futuro della nostra terra e dei suoi figli, a patto che si accetti il dolore della sua scottatura iniziale.
Bellissime le coreografie “The Mask” e “I pagliacci” delle ragazze della Scuola di Danza “Ariadne” della maestra Idelma di Rago e della figlia Carmela Caratozzolo, che hanno invitato simbolicamente a togliersi le maschere che la società di massa e dei consumi ha piazzato sulle facce di ognuno di noi per renderci schiavi, perché, guardandosi allo specchio, ci si rende conto di essere soltanto dei buffoni rispetto ai nostri antenati e ai valori umani ereditati nella nostra coscienza.
Divertentissimi i ragazzi della Compagnia Teatrale “Argos”, i quali, con la commedia brillante “U figghjiu masculu” e con la potenza della risata – strumento terapeutico, catartico e in grado di mettere a mettere a soqquadro la serietà moderna – hanno fatto capire quanto è importante la comunicazione con altri, la parola, in un'epoca in cui si parla e si comunica continuamente e, il più delle volte, ci si fraintende, generando situazioni al limite della ragione; ciò perché ognuno, solitario con i propri problemi, è ormai abituato ad ascoltare soltanto se stesso e a comprendere della parola altrui soltanto quello che il proprio egocentrismo e la propria sofferenza gli fanno sentire. Ma ridendo delle disgrazie altrui, per mezzo dell'arte teatrale, si può capire quanto è importante ridere di se stessi e dei propri limiti e quanto è determinante nella relazione con l'altro e nella formazione di una nuova comunità rieducarsi tutti alla buona comunicazione.
Immancabile la presenza dell'emittente radiofonica Radiobagnaraweb che ha trasmesso in diretta streaming tutto l'evento, consentendo anche a coloro che erano assenti per ragioni di salute o di distanza geografica di allietarsi per una sera, con un mix di sano cibo per la mente e per lo spirito, in compagnia di tanti amici che, nel proprio piccolo, cercano di fare qualcosa di buono per se stessi, per gli altri e per coloro che verranno, in una terra che attraversa tante difficoltà ma che ha in seno le potenzialità per decidere la propria fortuna futura, facoltà nelle quali, uno alla volta, si spera cominceranno credere tanti altri.

martedì 1 aprile 2014

REGGIO: Mercoledì 9 aprile la Libreria Amaddeo incontra Felice Delfino


Mercoledì 9 aprile, alle ore 17:30, per il ciclo di appuntamenti letterari “Libreriamoci”, la Libreria Amaddeo incontra Felice Delfino, autore del libro “La presenza ebraica nella storia reggina (Disoblio Edizioni). Dialogheranno con l'autore: Daniele Amaddeo (Libreria Amaddeo), Salvatore Bellantone (Editore).

La presenza ebraica nella storia reggina ripercorre la storia del popolo ebraico nel territorio della provincia di Reggio Calabria, dalla diaspora (VIII-VI sec.) alla cacciata del 1541. Analizzando i rapporti degli ebrei con i vari dominatori (Romani, Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi), l'opera mette a fuoco le principali tracce ebraiche antiche rimaste in terra reggina e le principali località reggine in cui le comunità ebraiche hanno trovato dimora. Evidenziando le influenze ebraiche nell'onomastica e nella lingua locale, l'opera traccia poi un excursus delle condizioni economiche della società calabrese dall'età tardo-antica al periodo borbonico, ricalcando l'incisività delle comunità ebraiche sull'economia calabrese, per mezzo delle arti, dei mestieri e delle attività nelle quali gli ebrei si sono dimostrati dei maestri.
Felice Francesco Delfino è nato nel 1979 a Oppido Mamertina (RC). Nel 2009 ha conseguito il Magistero presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mons. Zoccali” di Reggio Calabria e per due anni ha insegnato religione e cultura storico-sociale presso la Do.Mi. di Villa San Giovanni. Da anni collabora con alcune riviste di storia locale, religiosa ed ebraica, per le quali pubblica alcuni articoli e saggi. Attualmente vive a Catona (RC).