domenica 30 marzo 2014

PALMI: Presentato il libro “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio


Si è svolta venerdì 28 marzo, presso la Sala Consiliare di Palazzo San Nicola, Comune di Palmi, la presentazione del libro “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio (Disoblio Edizioni), promossa dal Club Unesco di Palmi e dalla Pro Loco di Palmi, con il patrocinio del Comune di Palmi. Alla presentazione, moderata dallo scrittore Oreste Kessel Pace, sono intervenuti: Giovanni Barone (Sindaco di Palmi), Rocco Militano (Presidente Club Unesco di Palmi), Rocco Deodato (Presidente Pro Loco di Palmi), Gianfranco Cordì (Filosofo), Salvatore Bellantone (Editore), Antonio Scuticchio (Autore del Libro).
Dopo il benvenuto di Rocco Deodato, che ha inteso 500 Regole un libro perfettamente in sintonia con l'operato della Pro Loco, perché utile ai cittadini per comprendere cosa è successo in passato e cosa potrebbe accadere nel futuro, il sindaco Giovanni Barone ha chiarito come l'opera di Antonio Scuticchio non vada soltanto letta ma soprattutto studiata, perché ricca di citazioni e commenti con i quali è possibile rispolverare la storia politica occidentale. La scelta stilistica, ha continuato il sindaco, ha il pregio di stimolare nei giovani la conoscenza della politica e delle sue regole, generalmente tramandate oralmente dagli addetti ai lavori, e consente quindi, in un momento di estremo bisogno della politica, di evitare lo scadimento in demagogia, populismo e frasi fatte che nulla aiutano i cittadini. La politica dovrebbe anzi essere studiata a scuola per legge per fornire ai giovani quegli strumenti e quelle esperienze necessarie per diventare buoni cittadini. 
Rocco Militano ha considerato 500 Regole un'opera utile per la formazione culturale della cittadinanza, perché nata da un imponente lavoro di ricerca svolto dall'autore per informare e far conoscere la politica non soltanto con i personaggi politici della storia ma anche con altre discipline come la letteratura, il cinema, la musica, le quali consentono di rispolverare le conoscenze acquisite. 
Il filosofo Gianfranco Cordì ha apprezzato il tentativo dell'autore di dare regole a un magma che apparentemente non ne ha, in quanto soggetto a trasformazione continua e ha ricordato come la politica non sia altro che l'arte del nocchiero di cui parla Platone. Governare una città è simile al governo di una barca, sulla quale il nocchiero, in balia delle onde, propone le regole della navigazione. Tale arte, ha continuato Gianfranco Cordì, con il crollo degli Stati-nazione e l'avvento della globalizzazione, della rete, del digitale, è diventata sempre più difficile, in quanto accadono fenomeni che, pur provenendo da un territorio ben definito, ne oltrepassano i limiti raggiungendo qualsiasi punto del pianeta. La politica si mostra attualmente come il governo dei bit, cioè come il tentativo di dare forma e regola a quei fenomeni amorfi e fugaci nella/della rete, e quindi anche come il tentativo di governare una serie di stati d'eccezione. Citando celebri massime e sentenze dei pensatori che hanno segnato la storia della filosofia, Gianfranco Cordì ha considerato le 500 Regole come quei cinquecento passi utili per comprendere che se la politica ha delle regole allora può manifestarsi come un rimedio nel governare la città, se invece ne è priva, allora le è nociva, la avvelena.
Dopo la spiegazione della genesi dell'opera da parte dell'editore Salvatore Bellantone, l'autore, Antonio Scuticchio, ha chiarito come 500 Regole sia il tentativo di colmare quel distacco tra i cittadini e la politica che cresce giorno per giorno. La gente non sa come avvicinarsi, come intromettersi nel gioco della politica e non sa come la politica possa davvero cambiare le nostre vite. In questo periodo è di moda l'antipolitica, ma a ben vedere non è altro che una forma altra di politica, un modo per sostituirsi alla classe politica che c'è. Forse quest'ultima merita di essere sostituita forse merita di essere affiancata da una nuova classe politica ma questo accostamento non è possibile se non c'è nessuno che insegna la politica e nessuno che vuole comprenderla e, quindi, partecipare alla politica. Senza la partecipazione, ha continuato Antonio Scuticchio, viene meno la democrazia e si allontana sempre più il problema della redistribuzione delle risorse. Un libro non basta certamente ma è soltanto un modo per sollecitare la partecipazione dei giovani a prendere il proprio futuro tra le mani.
È stata, in definitiva, una serata che ha destato molto interesse e fornito numerosi spunti di riflessione, sull'urgenza della formazione di una nuova classe dirigente con lo studio della storia politica occidentale, che prenda le redini del proprio destino e di quello del nostro paese.

sabato 29 marzo 2014

BAGNARA: Oggi la SOMS presenta “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò


Si svolgerà oggi, alle ore 19:00, all'interno della Mostra d'Arte Calabrese “L'artisti a Bagnara e...” - Quinta Edizione, promossa dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bagnara Calabra, sita in via Antonio De Leo, la presentazione del libro “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni). Nel corso della presentazione, interverranno: Mimma Garoffolo (Presidente SOMS), Giuseppe Spoleti (Assessore alla Cultura di Bagnara Calabra), Domenico Forgione (Giornalista e Studioso di Storia Locale), Salvatore Bellantone (Editore), Domenico Canale, Rodolfo Megale e Antonio Moscato (Musicisti). Sarà presente l'autore.
Reggio è un blues raccoglie svariati racconti pubblicati periodicamente nel portale d'informazione Zoomsud.it, nei quali l'autore svolge una critica serrata nei confronti della città di Reggio Calabria e dei suoi abitanti. Alterati da svariati elementi combinatisi tra di loro – crisi economica, crisi dei valori, capitalismo, globalizzazione, benessere, mezzi di comunicazione di massa e altro ancora – l'autore racconta ai reggini la degenerazione cui sono soggetti e propone loro di tornare quelli di un un tempo, realtà fattibile e già testimoniata da quanti hanno preso parte al corteo di protesta contro il recente rogo del Museo dello Strumento Musicale.
Antonio Calabrò è nato e vive a Reggio Calabria. Ha pubblicato L’Inferno Innamorato, Johnny Rolling e Un Libro ci Salverà. Scrive per il giornale on-line “Zoom-Sud” e per “La Riviera”. Ama i Rolling Stones e i tramonti sullo Stretto.

venerdì 28 marzo 2014

PALMI: Oggi presentazione del libro “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica” a Palazzo San Nicola


Si svolgerà oggi, alle ore 17:00, presso la Sala Consiliare di Palazzo San Nicola del Comune di Palmi, la presentazione del libro “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio (Disoblio Edizioni), promossa dal Club Unesco di Palmi e dalla Pro Loco di Palmi, con il patrocinio del Comune di Palmi. Alla presentazione, moderata dallo scrittore Oreste Kessel Pace, interverranno: Giovanni Barone (Sindaco di Palmi), Rocco Militano (Presidente Club Unesco di Palmi), Rocco Deodato (Presidente Pro Loco di Palmi), Gianfranco Cordì (Filosofo), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autore. 
L'opera è una raccolta di massime e sentenze utili sia al politico di professione, che fa la politica, sia al comune cittadino che desidera conoscere la politica. Utilizzando il metodo della generalizzazione, l'opera si rifà ad alcuni precedenti storici e ad alcune osservazioni sul campo dalle quali sono state estrapolate delle regole per comprendere, in ordine, che cos'è la politica; i suoi valori e disvalori; i principi; la sua logica e la sua prassi; la leadership; le regole per governare; la comunicazione; gli accordi, i negoziati e le alleanze; le strategie; la tattica; gli evitanda. Passando in rassegna le 500 regole che la compongono, l'opera informa sulle principali figure attorno alle quali si è svolta la storia della politica nazionale e internazionale.
Antonio Scuticchio (Roma, 10 gennaio 1966), si è laureato in Giurisprudenza nel 1991 e ha vinto il concorso per l’iscrizione all’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Bologna (1992), dove, durante il periodo di praticantato, ha iniziato a occuparsi di cronaca politica sia locale sia nazionale (con stage alla Camera dei Deputati nel 1994). In oltre 20 anni ha lavorato per varie testate (La Gazzetta di Modena; Paese Sera; Mondo Economico; Il Quotidiano della Calabria; Vuellesette Cinquestelle; Calabria Web; La Discussione; Apcom; Radio Onda Verde). Dal 1995 ha maturato esperienze in uffici stampa e staff di istituzioni politiche calabresi a livello provinciale e regionale. Ha partecipato direttamente alla politica in qualità di membro di comitati provinciali e regionali di partito. Questo manuale costituisce la sua prima opera letteraria. Vive a Vibo Valentia, dove svolge la professione di avvocato e di giornalista.

giovedì 27 marzo 2014

Palagonia (CT): domenica 6 aprile l'Accademia dei Palici presenta il libro “La guerra altra” di Gabriella Rossitto


Domenica 6 aprile, alle ore 17:30, presso il palazzo Blandini sito in piazza Garibaldi, Palagonia, l'Associazione Culturale Accademia dei Palici presenta il libro “La guerra altra” di Gabriella Rossitto (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Salvo Grasso (Presidente Accademia dei Palici), interverranno: Rita Specchiale (Già Docente di Lettere presso il Liceo Classico B. Secusio di Caltagirone), Salvatore Bellantone (Editore), Pippo Di Noto e Giovanna Vindigni (Poeti). Sarà presente l'autrice.
La guerra altra, vincitrice della sezione “Silloge Inedita” del 1° Premio Letterario All'in Sud, descrive, usando la metafora del linguaggio militare, l'incontro con l'altro alla maniera della contesa. La difficoltà di raggiungere l'altro, o di essere raggiunti dall'altro, sia quest'ultimo un sentimento, un'idea, un concetto, un bisogno, una persona, un paesaggio, una sensazione o se stessi, consiste proprio nella diversità dei linguaggi, delle strategie, degli stratagemmi e delle armi usate nel campo di battaglia della vita; diversità, che è il modo stesso di presentarsi dell'alterità e che conduce il combattente alla resa, perché spiazzato, nell'incontro-scontro delle prospettive, dalla pace, dal manifestarsi stesso cioè della coscienza e della soggettività. 
GABRIELLA ROSSITTO è nata a Catania, vive e insegna a Palagonia. La sua prima raccolta di poesie, Il bianco e il nero, è stata pubblicata quale vincitrice del premio letterario I Siracusani nel 2002. Ha vinto inoltre i premi letterari: Katana 1986, Formisano 1989, La Tammorra D’argento, I Veli Della Luna 2008, Donna semplicemente donna 2010. Ha pubblicato: nel 2008 la silloge Segrete stanze (Akkuaria), nel 2009 la silloge in e-book Atelier (Arpanet) e nel 2010, quale vincitrice del Premio Nino Martoglio, la silloge Russàina. È presente con racconti e poesie in alcune antologie poetiche e collabora con la rivista Incontri. La sua ultima silloge dialettale, Çiuscia (Prova D’Autore), ha vinto il Premio Marineo 2013.

mercoledì 26 marzo 2014

REGGIO: sabato 5 aprile la SNAP presenta il libro “I me' pinzeri. Vulìssi éssiri suli” di Carmelo Morena


Sabato 5 aprile, alle ore 18:00, presso la sede dell'Associazione Culturale “SNAP”, sita in via Reggio Campi 121, II Tronco, si svolgerà la presentazione del libro “I me' pinzeri. Vulìssi éssiri suli” di Carmelo Morena (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, coordinata da Aldo Libri (Presidente SNAP), interverranno: Rocco Nassi (poeta), Masella Cotroneo (Insegnante presso l'I.C. “Ugo Foscolo” di Bagnara Calabra), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autore.
L'opera, vincitrice della sezione “Silloge Dialettale Inedita” del 1° Premio Letterario All'in Sud, è una raccolta di poesie dialettali con relativa traduzione, nella quale l'autore ripercorre i ricordi nostalgici della vita vissuta a Reggio Calabria, prima di emigrare al nord Italia. Questa rievocazione ha la funzione da un lato, di una critica serrata del tempo presente, incagliato in una visione consumistica, spersonalizzante e uniformante della società reggina; dall'altro lato, di una ri-attualizzazione degli antichi valori, custoditi appunto nella memoria di un mondo che non c'è più e portatori di un'idea di comunità capace di contrastare il degrado etico che ci coinvolge.
Carmelo Morena (Reggio Calabria, 1954) trascorre l’adolescenza tra studio, sport e la frequentazione del suo mare, infatti, è il primo della famiglia Morena a non continuare una tradizione di “gente marinara”, fatta di pescatori, bagnini e barcaioli. Diplomatosi all’Istituto Tecnico Industriale “A. Panella” di Reggio Calabria, dopo il periodo di leva obbligatoria di un anno, parte per l’Italia settentrionale con uno dei treni della speranza, dopo aver vinto uno dei tanti concorsi pubblici, che hanno dato un “posto sicuro” negli anni settanta a tantissimi giovani meridionali. Approdato inizialmente a Torino, si trasferisce poi a Milano, dove ora ha rivestito il ruolo di Professional di Trenitalia fino al 2013. Vive a Cassano Magnago in provincia di Varese, ed è sposato con Silvana, “reggina verace”, con la quale ha tre figlie: Martina, Stefania e Federica. Sperimenta il teatro, recitando in alcune compagnie amatoriali. È elemento del gruppo folk “I Cumpari Ra Putia”, di Varese, (tutti originari della città di Reggio e della sua Provincia), fin dalla formazione del gruppo, con i quali diffonde la musica, i balli, la storia e le tradizioni Calabresi, compresa l’esibizione delle figure caratteristiche dei: U Giganti ca Gigantissa; con questo gruppo ha toccato le piazze di buona parte delle città del nord dell’Italia e di alcune località d’oltralpe. Ha collaborato alla stesura di alcuni testi con il compianto Maestro Franco Reitano, scrivendo tra gli altri assieme al Poeta Catanzarese Giuseppe Basta la romanza “U REGNU DILLI FATI”, musicata dal maestro Franco Reitano e interpretata dalla voce del tenore Milanese Rodolfo Maria Gordini, ambientata idealmente nelle acque antistanti Scilla e lo stretto di Messina. La sua grande passione è la poesia dialettale e quando (quasi timidamente) in occasione dei suoi spettacoli si cimenta nella declamazione, l’emozione degli spettatori lo convince a continuare su quella strada. Ha pubblicato: Jocu e nustalgìa (Pancallo, 2010). Nel 2012 è stato Finalista al V° CONCORSO NAZIONALE “Sinfonia Dialettale” (Roma). Nel 2013 è stato 3° classificato per la sezione “Poesia” presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bagnara Calabra e ha ricevuto una segnalazione di merito al 2° trofeo di poesia “Liggimu e scrivimu u nostru dialettu” (Reggio Calabria).

domenica 23 marzo 2014

REGGIO: presentato “Storie rriggitane” di Pasqualino Placanica, da Incontriamoci Sempre e Calabria D'Autore


Si è svolta venerdì 21 marzo, presso la Stazione FS di Santa Caterina di Reggio Calabria, all'interno della rassegna “Un Libro per Amico. Viaggi nel Mezzogiorno d'Italia”, la presentazione del libro “Storie rriggitane” di Pasqualino Placanica (Disoblio Edizioni), promossa dall'Associazione Incontriamoci Sempre e da Calabria d'Autore. Nel corso della presentazione sono intervenuti: Antonio Calabrò (Scrittore), Letizia Cuzzola (giornalista), Natale Zappalà (Ricercatore e Scrittore), Salvatore Bellantone (Editore), Pasqualino Placanica (Autore del Libro).
La presentazione si è inaugurata con la recita del racconto Il mafioso, lo Stato e il cittadino, presente nella raccolta, dopodiché Antonio Calabrò e Letizia Cuzzola hanno conversato con l'autore del libro e con gli altri ospiti, proponendo diverse domande tratte dai principali temi affrontati nella raccolta Storie rriggitane: svuotamento della città e dei paesi, amore per la nostra terra, presunta assenza di regole, 'nnacamento, distinzione tra 'ndranghetisti e malati di 'ndrangheta, quale futuro ha la Calabria e se ne possiede uno.
Salvatore Bellantone ha raccontato come all'inizio si pensava di pubblicare un solo racconto, finalista del Premio Letterario All'in Sud, mentre poi si è optato per l'intera antologia, perché è suddivisa in tre sezioni, strettamente connesse, che mettono a fuoco i principali problemi della città di Reggio Calabria: la poliedrica decadenza attuale rispetto allo splendore della sua storia passata, dovuta a un modo di pensare e di vivere degli abitanti irresponsabile e privo di quel senso civico necessario per stare in una comunità, i quali non fanno altro che alimentare la mentalità mafiosa e criminale, specialmente nelle nuove generazioni.
Natale Zappalà ha chiarito innanzitutto come nel leggere le Storie rrigitane di Pasqualino Placanica ci sia sempre una contrapposizione velata tra il passato di Rhegion, inteso come la grande bellezza, e il presente di Reggio, considerabile invece a paragone del primo come la grande bruttezza. In secondo luogo, ha raccontato alcuni aneddoti che hanno fatto della città di Rhegion unica nel suo genere: è stata la prima polis ad avere una Costituzione basata su leggi scritte, che se non osservate comportavano ammende pecuniarie (mentre altrove insisteva la legge del taglione); il suo redattore, Caronda di Catania, contravvenendo alle leggi che lui stesso aveva scritto, ha chiesto di essere multato; i ricchi reggini, dopo l'assedio di undici mesi da parte di Dionigi di Siracusa, hanno pagato il riscatto per la libertà di tutti quei reggini che non potevano permetterselo. Mentre un tempo, ha spiegato Natale Zappalà, la polis era condivisione di valori e volontà di mantenerli, oggi la città vive di falsi valori e illusioni, che mette in contrasto gli uni gli altri persino nel medesimo condominio. Per cambiare, occorre incentrarsi sulla cultura intesa in senso scientifico, sull'educazione verso i valori sani, smetterla di piangersi addosso, come siamo soliti fare, e dare l'esempio, elementi tutti presenti nelle Storie riggitane.
Pasqualino Placanica ha risposto alle numerose domande, chiarendo che la Calabria è bellissima ma il problema siamo noi. Non riusciamo a invertire rotta nemmeno di fronte allo spopolamento dei nostri paesi e alla fuga dei giovani altrove. Occorre invece migliorare quello che si ha e creare le condizioni affinché i giovani restino nella nostra terra. Innanzitutto, ha continuato l'autore di Storie rriggitane, bisogna amare il proprio territorio e salvaguardarlo, non usandolo e abusandone per fini economici, rispettare le regole e non ignorarle come si è soliti fare, dare l'esempio ai più giovani, smetterla di fare i malati di 'ndrangheta. Mentre gli 'ndranghetisti, ha spiegato la differenza Pasqualino Placanica, sono pochissimi e non danno mai a vedere di essere tali, i malati di 'ndrangheta invece sono tutti gli altri, la maggior parte, quelli che pensano di essere come i primi e invece non sono nulla. Si atteggiano, si 'nnacano, per approfittarne della gente, ma in realtà bleffano. Se lo fossero davvero, non avrebbero bisogno di esternarlo alla prima occasione utile. Noi reggini, ha continuato l'autore di Storie rriggitane, siamo tutti come nel secondo caso, malati di 'ndrangheta, bleffiamo. Bisogna invece smetterla di ragionare così e ridare la carica all'orologio di Reggio, e se nessuno lo fa, dobbiamo farlo ognuno di noi realmente. Il futuro della città, ha concluso Pasqualino Placanica, sono i nostri figli. Dobbiamo dare l'esempio, anche nell'uso delle cose, e stare loro vicino per evitare che si perdano in brutte strade, come la criminalità o la prostituzione, per una ricarica telefonica o per meno ancora. Dobbiamo tornare a essere dei veri cittadini.
Allietata da parole e musica scelta dallo staff di Calabria d'Autore, è stata, insomma, una conversazione/presentazione ricca di spunti di riflessione sul principale problema della città di Reggio e della Calabria, il modo di pensare della gente, primo nemico da combattere per invertire lo spopolamento locale e per tornare a essere orgogliosi della propria terra e di se stessi.

BAGNARA: Sabato 29 marzo la SOMS presenta “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò


Sabato 29 marzo, alle ore 19:00, all'interno della Mostra d'Arte Calabrese “L'artisti a Bagnara e...” - Quinta Edizione, promossa dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bagnara Calabra, sita in via Antonio De Leo, si svolgerà la presentazione del libro “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni). Nel corso della presentazione, interverranno: Mimma Garoffolo (Presidente SOMS), Giuseppe Spoleti (Assessore alla Cultura di Bagnara Calabra), Domenico Forgione (Giornalista e Studioso di Storia Locale), Salvatore Bellantone (Editore), Domenico Canale e Rodolfo Megale (Musicisti). Sarà presente l'autore.
Reggio è un blues raccoglie svariati racconti pubblicati periodicamente nel portale d'informazione Zoomsud.it, nei quali l'autore svolge una critica serrata nei confronti della città di Reggio Calabria e dei suoi abitanti. Alterati da svariati elementi combinatisi tra di loro – crisi economica, crisi dei valori, capitalismo, globalizzazione, benessere, mezzi di comunicazione di massa e altro ancora – l'autore racconta ai reggini la degenerazione cui sono soggetti e propone loro di tornare quelli di un un tempo, realtà fattibile e già testimoniata da quanti hanno preso parte al corteo di protesta contro il recente rogo del Museo dello Strumento Musicale.
Antonio Calabrò è nato e vive a Reggio Calabria. Ha pubblicato L’Inferno Innamorato, Johnny Rolling e Un Libro ci Salverà. Scrive per il giornale on-line “Zoom-Sud” e per “La Riviera”. Ama i Rolling Stones e i tramonti sullo Stretto.


sabato 22 marzo 2014

PALMI: Venerdì 28 marzo presentazione del libro “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio


Venerdì 28 marzo, alle ore 17:00, presso la Sala Consiliare di Palazzo San Nicola, Comune di Palmi, la casa editrice Disoblio Edizioni in collaborazione con il Club Unesco di Palmi e la Pro Loco di Palmi, con il patrocinio del Comune di Palmi, presenta il libro “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata dallo scrittore Oreste Kessel Pace, interverranno: Giovanni Barone (Sindaco di Palmi), Rocco Militano (Presidente Club Unesco di Palmi), Rocco Deodato (Presidente Pro Loco di Palmi), Gianfranco Cordì (Filosofo), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autore. 
L'opera è una raccolta di massime e sentenze utili sia al politico di professione, che fa la politica, sia al comune cittadino che desidera conoscere la politica. Utilizzando il metodo della generalizzazione, l'opera si rifà ad alcuni precedenti storici e ad alcune osservazioni sul campo dalle quali sono state estrapolate delle regole per comprendere, in ordine, che cos'è la politica; i suoi valori e disvalori; i principi; la sua logica e la sua prassi; la leadership; le regole per governare; la comunicazione; gli accordi, i negoziati e le alleanze; le strategie; la tattica; gli evitanda. Passando in rassegna le 500 regole che la compongono, l'opera informa sulle principali figure attorno alle quali si è svolta la storia della politica nazionale e internazionale.
Antonio Scuticchio (Roma, 10 gennaio 1966), si è laureato in Giurisprudenza nel 1991 e ha vinto il concorso per l’iscrizione all’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Bologna (1992), dove, durante il periodo di praticantato, ha iniziato a occuparsi di cronaca politica sia locale sia nazionale (con stage alla Camera dei Deputati nel 1994). In oltre 20 anni ha lavorato per varie testate (La Gazzetta di Modena; Paese Sera; Mondo Economico; Il Quotidiano della Calabria; Vuellesette Cinquestelle; Calabria Web; La Discussione; Apcom; Radio Onda Verde). Dal 1995 ha maturato esperienze in uffici stampa e staff di istituzioni politiche calabresi a livello provinciale e regionale. Ha partecipato direttamente alla politica in qualità di membro di comitati provinciali e regionali di partito. Questo manuale costituisce la sua prima opera letteraria. Vive a Vibo Valentia, dove svolge la professione di avvocato e di giornalista.

venerdì 21 marzo 2014

REGGIO: Oggi Incontriamoci Sempre e Calabria D'Autore presentano il libro “Storie rriggitane” di Pasqualino Placanica


Oggi, alle ore 18:15, presso la Stazione FS di Santa Caterina di Reggio Calabria, all'interno della rassegna “Un Libro per Amico. Viaggi nel Mezzogiorno d'Italia”, l'Associazione Incontriamoci Sempre e Calabria d'Autore presentano il libro “Storie rriggitane” di Pasqualino Placanica (Disoblio Edizioni). Conversano con l'autore: Antonio Calabrò (Scrittore), Letizia Cuzzola (giornalista), Natale Zappalà (Ricercatore e Scrittore), Salvatore Bellantone (Editore).
Storie rriggitane raccoglie una serie di racconti che indagano in maniera antropologica e sociologica la città di Reggio Calabria. Percorrendo un sentiero che dal passato attraversa il presente per proiettarsi nel futuro, l'autore propone dei ricordi, dei fatti di cronaca o dei semplici episodi, ora divertenti e trasognati ora tristi e dolorosi, utili per mettere a fuoco i pregi e i difetti della città e di una popolazione desiderosa di riscattarsi da se stessa, dal suo modo di pensare e da quegli usi e costumi criminali che, in maniera conscia o inconscia, ne accentuano la degenerazione. Il racconto Malato di 'ndrangheta, presente nell'antologia, è finalista della sezione “Racconto Inedito” del 1° Premio Letterario All'in Sud.
Pasqualino Placanica è nato e vive a Reggio Calabria. Blogger su Liberopensatore (paplaca.blogspot.it), collabora con il giornale online Zoomsud.it. Di professione macchinista ferroviere, si autodefinisce uno scrittore naif. Scrive anche con lo pseudonimo di “Paplaca”.

mercoledì 19 marzo 2014

REGGIO: Venerdì 21 marzo Incontriamoci Sempre e Calabria D'Autore presentano il libro “Storie rriggitane” di Pasqualino Placanica


Venerdì 21 marzo, alle ore 18:15, presso la Stazione FS di Santa Caterina di Reggio Calabria, all'interno della rassegna “Un Libro per Amico. Viaggi nel Mezzogiorno d'Italia”, l'Associazione Incontriamoci Sempre e Calabria d'Autore presentano il libro “Storie rriggitane” di Pasqualino Placanica (Disoblio Edizioni). Converseranno con l'autore: Antonio Calabrò (Scrittore), Letizia Cuzzola (giornalista), Natale Zappalà (Ricercatore e Scrittore), Salvatore Bellantone (Editore).
Storie rriggitane raccoglie una serie di racconti che indagano in maniera antropologica e sociologica la città di Reggio Calabria. Percorrendo un sentiero che dal passato attraversa il presente per proiettarsi nel futuro, l'autore propone dei ricordi, dei fatti di cronaca o dei semplici episodi, ora divertenti e trasognati ora tristi e dolorosi, utili per mettere a fuoco i pregi e i difetti della città e di una popolazione desiderosa di riscattarsi da se stessa, dal suo modo di pensare e da quegli usi e costumi criminali che, in maniera conscia o inconscia, ne accentuano la degenerazione. Il racconto Malato di 'ndrangheta, presente nell'antologia, è finalista della sezione “Racconto Inedito” del 1° Premio Letterario All'in Sud.
Pasqualino Placanica è nato e vive a Reggio Calabria. Blogger su Liberopensatore (paplaca.blogspot.it), collabora con il giornale online Zoomsud.it. Di professione macchinista ferroviere, si autodefinisce uno scrittore naif. Scrive anche con lo pseudonimo di “Paplaca”.

martedì 18 marzo 2014

In libreria! STORIE RRIGGITANE di Pasqualino Placanica


PAGINE: 80
MESE/ANNO: 03/14
ISBN: 978-88-98932-03-0
DIMENSIONI: 13x21 cm
GENERE: Narrativa
COLLANA: All'in Sud
PREZZO: € 8,00

Descrizione:
L'opera raccoglie una serie di racconti che indagano in maniera antropologica e sociologica la città di Reggio Calabria. Percorrendo un sentiero che dal passato attraversa il presente per proiettarsi nel futuro, l'autore propone dei ricordi, dei fatti di cronaca o dei semplici episodi, ora divertenti e trasognati ora tristi e dolorosi, utili per mettere a fuoco i pregi e i difetti della città e di una popolazione desiderosa di riscattarsi da se stessa, dal suo modo di pensare e da quegli usi e costumi criminali che, in maniera conscia o inconscia, ne accentuano la degenerazione. Il racconto Malato di 'ndrangheta è finalista della sezione “Racconto Inedito” del 1° Premio Letterario All'in Sud.

lunedì 17 marzo 2014

SCILLA: Presentato “Reggio è un blues” dal Gruppo “Futuro Donna”


Si è svolta sabato 15 marzo, presso la Sala Conferenze “Casa della Carità” di Scilla, la presentazione del libro “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni), promossa dal Gruppo “Futuro Donna”. Nel corso della presentazione, sono intervenuti: prof.ssa Domenica Cotroneo (Gruppo Futuro Donna), Salvatore Bellantone (Editore), Aldo Varano (Zoomsud.it), Domenico Canale, Rodolfo Megale e Antonio Moscato (Musicisti), Antonio Calabrò (Autore del libro).
La prof.ssa Domenica Cotroneo ha manifestato l'entusiasmo del Gruppo da lei rappresentato per la presentazione di Reggio è un blues, perché il libro affronta tematiche culturali e sociali, vivifica il pensiero e offre alla gente la possibilità di un punto di vista alternativo dei problemi che la attanagliano, e consente di mettere a fuoco l'importanza dei ricucire quei rapporti interpersonali con l'altro necessari per un riscatto della società. Anche Scilla è un blues, secondo Domenica Cotroneo, perché molti sono i problemi della cittadina ma il libro di Antonio Calabrò offre un momento di riflessione e di discussione su tali problemi, ma anche l'occasione di esprimere il rifiuto del senso di abbandono che si respira quotidianamente, promuovendo la speranza e l'impegno di cambiare le cose, specialmente per le nuove generazioni, che domani abiteranno la cittadina tirrenica.
Salvatore Bellantone ha chiarito come Reggio è un blues sia un'opera che parla di qualsiasi città presente nella provincia di Reggio Calabria e, in particolar modo, della nostra società, perché racconta le problematiche e i disagi maggiori vissuti quotidianamente e consente di guardarsi allo specchio e di intendersi come i principali artefici della degenerazione sperimentata ogni giorno. Si tratta di un'opera, secondo l'editore, ambivalente, in quanto in un primo livello di lettura narra la decadenza di una Regione e dei suoi cittadini, ma in un secondo livello, più profondo e operante nella coscienza individuale, getta le basi per iniziare quel cambiamento tanto auspicato da tutti, partendo dalla responsabilità e dal senso civico di ognuno.
Distinguendo tra giornalisti e scrittori, Aldo Varano ha spiegato come Antonio Calabrò appartenga alla seconda categoria perché diversamente dai primi che trovano un elemento della realtà e lo raccontano in maniera asettica, l'autore di Reggio è un blues invece ha un rapporto sensuale con la realtà, la intuisce e la racconta, evidenziandone le storie, le esperienze, le speranze, i drammi. Secondo Aldo Varano, Antonio Calabrò racconta nel suo la Calabria, rifiutandone le fattezze attuali e proponendo un'altra concezione del mondo, della vita e dei relazioni interpersonali. L'autore di Reggio è un blues vive un rapporto contraddittorio tra la bellezza e la barbarie, vede la bellezza e le potenzialità della Calabria ma ne rifiuta la degenerazione, ne è infastidito come l'inchiostro che si allarga sulla carta assorbente sporcandone la purezza. Il libro è il tentativo dell'autore di ribellarsi alla diffusione dello scempio che viviamo giornalmente e di promuovere un'altra idea di Calabria, concentrata sulla bellezza, l'efficienza e le professionalità sparse su tutto il suo territorio.
Antonio Calabrò ha sottolineato l'importanza per noi calabresi di continuare a crescere, intesa come condizione essenziale per programmare un cambiamento. La Calabria, senza nascondersi, è in pieno allarme rosso perché viviamo nella quotidianità molte difficoltà di ordine sociale, economico, dei servizi, dell'istruzione, della cultura. Quando vengono a mancare le principali strutture su cui si fonda una società, ossia scuole, ospedali, teatri, cinema, biblioteche, trasporti, pulizia e lavoro, vuol dire che la misura è colma, si deve ripartire e si deve farlo specialmente per i giovani che vivono sì in un luogo incantevole ma che offre loro poco. La nostra Regione, ha continuato Antonio Calabrò, è il frutto delle nostre scelte passate sì, ma non possiamo continuare su questa strada, perché in essa non c'è futuro. Dobbiamo mettere a fuoco le nostre colpe e i nostri difetti, magari con uno degli elementi che più caratterizza noi calabresi, l'ironia. Dobbiamo ridere di noi stessi e delle sventure, proprio come facevano i nostri fratelli neri del Sud degli Stati Uniti, dobbiamo auto-purificarci della sofferenza e dei mali che ci tormentano, ma per fare questo dobbiamo esserne coscienti. Il libro ha proprio questo scopo: conoscere come siamo diventati, comprendere come vorremo essere domani.

È stata, insomma, una serata di riflessione e di discussione, allietata come sempre dal blues di Domenico Canale, Rodolfo Megale e Antonio Moscato, i quali hanno accompagnato l'autore in un elenco di ragioni, belle e stupide, per cui Reggio è un blues e per cui occorre impegnarsi.

In libreria! I ME' PINZERI di Carmelo Morena


PAGINE: 80
MESE/ANNO: 02/14
ISBN: 978-88-907771-8-9
DIMENSIONI: 15x21 cm
GENERE: Poesia dialettale
COLLANA: All'in Sud
PREZZO: € 10,00

Descrizione:
L'opera, vincitrice della sezione “Silloge Dialettale Inedita” del 1° Premio Letterario All'in Sud, è una silloge di poesie dialettali con relativa traduzione, nella quale l'autore ripercorre i ricordi nostalgici della vita vissuta a Reggio Calabria, prima di emigrare al nord Italia. Questa rievocazione ha la funzione da un lato, di una critica serrata del tempo presente, incagliato in una visione consumistica, spersonalizzante e uniformante della società reggina; dall'altro lato, di una ri-attualizzazione degli antichi valori, custoditi appunto nella memoria di un mondo che non c'è più e portatori di un'idea di comunità capace di contrastare il degrado etico che ci coinvolge.

sabato 15 marzo 2014

SCILLA: Oggi il Gruppo “Futuro Donna” presenta “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò


Oggi, alle ore 17:30, presso la Sala Conferenze “Casa della Carità” di Scilla, sita in via G. Minasi, il Gruppo “Futuro Donna” di Scilla presenta il libro “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni). Nel corso della presentazione, interverranno: prof.ssa Domenica Cotroneo (Gruppo Futuro Donna), Salvatore Bellantone (Editore), Aldo Varano (Zoomsud.it), Domenico Canale e Rodolfo Megale (Musicisti). Sarà presente l'autore.
Reggio è un blues raccoglie svariati racconti pubblicati periodicamente nel portale d'informazione Zoomsud.it, nei quali l'autore svolge una critica serrata nei confronti della città di Reggio Calabria e dei suoi abitanti. Alterati da svariati elementi combinatisi tra di loro – crisi economica, crisi dei valori, capitalismo, globalizzazione, benessere, mezzi di comunicazione di massa e altro ancora – l'autore racconta ai reggini la degenerazione cui sono soggetti e propone loro di tornare quelli di un un tempo, realtà fattibile e già testimoniata da quanti hanno preso parte al corteo di protesta contro il recente rogo del Museo dello Strumento Musicale.
Antonio Calabrò è nato e vive a Reggio Calabria. Ha pubblicato L’Inferno Innamorato, Johnny Rolling e Un Libro ci Salverà. Scrive per il giornale on-line “Zoom-Sud” e per “La Riviera”. Ama i Rolling Stones e i tramonti sullo Stretto.

domenica 9 marzo 2014

SCILLA: Sabato 15 marzo il Gruppo “Futuro Donna” presenta “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò


Sabato 15 marzo, alle ore 17:30, presso la Sala Conferenze “Casa della Carità” di Scilla, sita in via G. Minasi, il Gruppo “Futuro Donna” di Scilla presenta il libro “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni). Nel corso della presentazione, interverranno: prof.ssa Domenica Cotroneo (Gruppo Futuro Donna), Salvatore Bellantone (Editore), Aldo Varano (Zoomsud.it), Domenico Canale e Rodolfo Megale (Musicisti). Sarà presente l'autore.
Reggio è un blues raccoglie svariati racconti pubblicati periodicamente nel portale d'informazione Zoomsud.it, nei quali l'autore svolge una critica serrata nei confronti della città di Reggio Calabria e dei suoi abitanti. Alterati da svariati elementi combinatisi tra di loro – crisi economica, crisi dei valori, capitalismo, globalizzazione, benessere, mezzi di comunicazione di massa e altro ancora – l'autore racconta ai reggini la degenerazione cui sono soggetti e propone loro di tornare quelli di un un tempo, realtà fattibile e già testimoniata da quanti hanno preso parte al corteo di protesta contro il recente rogo del Museo dello Strumento Musicale.
Antonio Calabrò è nato e vive a Reggio Calabria. Ha pubblicato L’Inferno Innamorato, Johnny Rolling e Un Libro ci Salverà. Scrive per il giornale on-line “Zoom-Sud” e per “La Riviera”. Ama i Rolling Stones e i tramonti sullo Stretto.

lunedì 3 marzo 2014

REGGIO: presentata “La guerra altra” all'Associazione Culturale SNAP


Si è svolta sabato 1 marzo, presso la sede dell'Associazione Culturale SNAP sita in via Reggio Campi 121 II Tronco, la presentazione del libro “La guerra altra” di Gabriella Rossitto (Disoblio Edizioni). Nel corso della manifestazione, coordinata da Aldo Libri (Presidente SNAP), sono intervenuti: Mattia Milea (Docente in Lingue c/o II S r. Piria di Rosarno e Università per Mediatori Linguistici di Catona), Antonella Cutrupi (Poetessa e Docente in Lettere presso l'Istituto Gemelli Careri di Taurianova), Salvatore Bellantone (Editore), Gabriella Rossitto (Autrice del libro).
Aldo Libri ha inaugurato la presentazione e si è alternato con i relatori, considerando La guerra altra una sorta di poemetto epico asincrono rispetto all'accadere, in quanto racconta con il ritmo poetico la difficoltà dell'incontro con l'altro, fenomeno che per molti invece è qualcosa di scontato e fuori discussione.
Antonella Cutrupi ha ripercorso le tappe del sentiero sul quale ha avuto modo di incontrare l'opera di Gabriella Rossitto, dal Premio Letterario All'in Sud alla prefazione stessa del testo, e ha sottolineato come La guerra altra sia un poemetto che trasmetta una strana inquietudine che desta la curiosità. Leggendo e rileggendo l'opera, ci si rende conto di provare sempre emozioni diverse, e ciò avviene grazie al linguaggio poetico che consente a ognuno di cogliere continuamente qualcosa di nuovo ogni volta che si rilegge una poesia. Chiarendo poi le peculiarità dell'opera – la poliedricità semantica, l'assenza di punteggiatura e di titoli, la scelta accurata di termini, vocaboli e figure retoriche – Antonella Cutrupi ha interpretato l'opera di Gabriella Rossitto come una metafora di tutte le guerre che l'essere umano affronta nella quotidianità, personali, sociali, politiche, affettive, e che il meridionale stesso conduce con se stesso, per riscattarsi da quelle eredità che limitano l'esistenza e le prospettive future, battaglie nel corso delle quali non si è animati dal desiderio della vittoria ma da quello di lasciarsi andare tra le braccia dell'avversario.
Mattia Milea ha proposto un percorso di comprensione dell'opera di Gabriella Rossitto inquadrandola all'interno del genere del poema epico, spiegando uno alla volta tutti quegli elementi che spingono a interpretare La guerra altra in tal senso, e cioè il prologo, l'epilogo, i personaggi, le gesta sovrannaturali, le figure sovrannaturali, le armi. Intersecando tale delucidazione con il chiarimento dei simboli e delle figure retoriche usate dall'autrice e leggendo brani di altri celebri autori e poeti, Mattia Milea ha visto nell'opera di Gabriella Rossitto il racconto di una “altra guerra”, quella che ognuno di noi combatte ogni giorno con se stesso in tutte le dimensioni che riempiono la vita, spingendoci non alla ricerca di una sopraffazione sull'altro ma a un accordo con quest'ultimo.
Salvatore Bellantone ha ringraziato l'autrice per questo suo poemetto, perché leggendolo e rileggendolo offre a ciascuno la possibilità di misurarsi con se stesso e con la duplicità del proprio essere, sdoppiato appunto tra ciò che ognuno di noi crede di essere (apparire) e ciò che invece è (coscienza). Considerando La guerra altra un'allegoria di tutte le battaglie che conduciamo nella vita, Salvatore Bellantone ha inteso l'opera di Gabriella Rossitto quello strumento utile per scoprire “l'alterità” che è in noi e che ci consente di comprendere meglio la nostra identità e il nostro destino, ma anche per tornare a mettere a fuoco la sfida della comunicazione, della comprensione e dell'incontro con l'altro, di cui oggigiorno si nota sempre più il bisogno.
Gabriella Rossitto ha ringraziato gli organizzatori e i presenti, chiarendo che La guerra altra non ha volutamente una lettura univoca per stimolare al pensiero e all'indagine di sé, ma ha sottolineato che ha impiegato la metafora della guerra per raccontare principalmente quella battaglia che ognuno di noi conduce nella vita e che spesso, specie negli ultimi tempi, si evita di pensare: quella con la nostra mortalità. Tale contesa non è semplicemente individuabile nelle emozioni dell'odio e dell'amore ma è fatta di svariate sfumature che meritano di essere narrate per darci la possibilità di comprendere maggiormente noi stessi e di capire l'importanza dell'amore. La guerra altra è quel conflitto di diversità che avviene quotidianamente dentro e fuori di noi e che conduce appunto ad altro, a qualcosa di nuovo, a una nuova organizzazione di se stessi e dell'habitat nel quale si vive. È una guerra organica, necessaria all'evoluzione personale e sociale, che va combattuta con tutte le forze perché è in tale contesa che ne va del nostro destino.
È stato, per concludere, un momento ricco di emozioni nel quale si è messa a fuoco la necessità dell'incontro dell'altro e di altri per scoprire, ognuno, la propria identità, già legata a quella di chi ha al proprio fianco.