venerdì 21 febbraio 2014

REGGIO: Sabato 1 marzo, presentazione del libro “La guerra altra” di Gabriella Rossitto, all'Associazione Culturale SNAP


Si svolgerà sabato 1 marzo, alle ore 18:00, presso la sede dell'Associazione Culturale SNAP sita in via Reggio Campi 121 II Tronco, la presentazione del libro “La guerra altra” di Gabriella Rossitto (Disoblio Edizioni). Nel corso della manifestazione, coordinata da Aldo Libri (Presidente SNAP), interverranno: Mattia Milea (Docente in Lingue c/o II S r. Piria di Rosarno e Università per Mediatori Linguistici di Catona), Antonella Cutrupi (Poetessa e Docente in Lettere presso l'Istituto Gemelli Careri di Taurianova), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autrice.
La guerra altra, vincitrice della sezione “Silloge Inedita” del 1° Premio Letterario All'in Sud, descrive, usando la metafora del linguaggio militare, l'incontro con l'altro alla maniera della contesa. La difficoltà di raggiungere l'altro, o di essere raggiunti dall'altro, sia quest'ultimo un sentimento, un'idea, un concetto, un bisogno, una persona, un paesaggio, una sensazione o se stessi, consiste proprio nella diversità dei linguaggi, delle strategie, degli stratagemmi e delle armi usate nel campo di battaglia della vita; diversità, che è il modo stesso di presentarsi dell'alterità e che conduce il combattente alla resa, perché spiazzato, nell'incontro-scontro delle prospettive, dalla pace, dal manifestarsi stesso cioè della coscienza e della soggettività.
GABRIELLA ROSSITTO è nata a Catania, vive e insegna a Palagonia. La sua prima raccolta di poesie, Il bianco e il nero, è stata pubblicata quale vincitrice del premio letterario I Siracusani nel 2002. Ha vinto inoltre i premi letterari: Katana 1986, Formisano 1989, La Tammorra D’argento, I Veli Della Luna 2008, Donna semplicemente donna 2010. Ha pubblicato: nel 2008 la silloge Segrete stanze (Akkuaria), nel 2009 la silloge in e-book Atelier (Arpanet) e nel 2010, quale vincitrice del Premio Nino Martoglio, la silloge Russàina. È presente con racconti e poesie in alcune antologie poetiche e collabora con la rivista Incontri. La sua ultima silloge dialettale, Çiuscia (Prova D’Autore), ha vinto il Premio Marineo 2013.

mercoledì 19 febbraio 2014

In libreria! LA GUERRA ALTRA di Gabriella Rossitto


PAGINE: 64
MESE/ANNO: 01/14
ISBN: 978-88-907771-5-8
DIMENSIONI: 11x17 cm
GENERE: Poesia
COLLANA: All'in Sud
PREZZO: € 9,00

Descrizione:
L'opera, vincitrice della sezione "Silloge Inedita" del 1° Premio Letterario All'in Sud, descrive, usando la metafora del linguaggio militare, l'incontro con l'altro alla maniera della contesa. La difficoltà di raggiungere l'altro, o di essere raggiunti dall'altro, sia quest'ultimo un sentimento, un'idea, un concetto, un bisogno, una persona, un paesaggio, una sensazione o se stessi, consiste proprio nella diversità dei linguaggi, delle strategie, degli stratagemmi e delle armi usate nel campo di battaglia della vita; diversità che è il modo stesso di presentarsi dell'alterità e che conduce il combattente alla resa, perché spiazzato, nell'incontro-scontro delle prospettive, dalla pace, dal manifestarsi stesso cioè della coscienza e della soggettività.

lunedì 10 febbraio 2014

LAZZARO (RC): Presentato il libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino


Si è svolta sabato 8 febbraio 2014, alle ore 18:00, presso il Centro Sociale “P. Capua” di Lazzaro (Motta San Giovanni), la presentazione del libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino (Disoblio Edizioni), promossa dall'Associazione Culturale Athena con il patrocinio del Comune di Motta San Giovanni. Nel corso della presentazione, moderata da Maria Francesca Fassari (Redattrice), sono intervenuti: Paolo Laganà (Sindaco di Motta San Giovanni), Giusy Ferrara (Presidente Associazione Athena), Saverio Verduci (Storico e Giornalista), Salvatore Bellantone (Editore), Felice Delfino (Autore del libro).
Giusy Ferrara ha salutato i presenti, tracciando un breve excursus dell'attività dell'Associazione Culturale Athena finora svolta e della programmazione che il sodalizio da lei presieduto intende portare avanti, all'interno della quale si colloca la presentazione del libro La presenza ebraica nella storia reggina; un percorso cioè indirizzato alla riscoperta della nostra terra, sul piano culturale e paesaggistico ma anche su quello dei tanti autori e studiosi che le danno lustro con le loro opere e ricerche.
Paolo Laganà ha apprezzato l'opera di Felice Delfino perché, collocandosi al di fuori dei campi d'interesse di altri scrittori, offre l'occasione di studiare e di approfondire la nostra storia, spolverando quelle pagine sulla presenza ebraica in Calabria, le quali consentono di farci capire da dove proveniamo e dove siamo diretti; verso una valorizzazione cioè del patrimonio storico-culturale non soltanto in maniera intellettuale ma anche urbanistica, archeologica, commerciale e antropologica, una spinta capace di contrastare concretamente la crisi economica e la disoccupazione, offrendo la possibilità di un rilancio turistico della nostra terra.
Saverio Verduci ha inquadrato La presenza ebraica nella storia reggina nel territorio di Lazzaro e delle città limitrofe, ricalcando l'importanza della cittadina nella storia calabrese sul piano politico, culturale, artistico, religioso e commerciale, per via della sua posizione strategica tra il Tirreno e lo Ionio, sia via mare sia via monte. In questo quadro ha definito la presenza degli ebrei nel reggino, portatori di un poliedrico ingegno e di un'instancabile operatività, testimoniata dai reperti custoditi presso l'Antiquarium lazzarese, Leucopetra e il Parco di Bova Marina, e da tutti gli altri resti che ricercatori e archeologici continuano a scoprire nella nostra terra, riguardanti la produzione del vino, della seta, delle anfore, il commercio, l'usura, la stampa, l'aspetto religioso, testimone quest'ultimo di una massiccia presenza ebraica nel territorio, senza la quale, si pensi per esempio all'approdo dell'apostolo Paolo, la nascita dello stesso cristianesimo non sarebbe stata possibile.
Salvatore Bellantone ha spiegato come l'opera di Felice Delfino s'innesti armonicamente con la linea editoriale proposta dalla Disoblio Edizioni, in quanto attraversa le parole chiave della casa editrice: ricordare, conoscere, pensare e partecipare. Poi, ha letto la missiva inviata da Franco Tuscano, assente per motivi istituzionali, nella quale il Responsabile del Centro Documentazione del Parco Archeo Deri di Bova Marina ha elogiato l'Associazione Culturale Athena per l'organizzazione dell'evento, testimoniando in tal maniera l'importanza della riscoperta delle proprie origini per interrogare meglio il presente e progettare in maniera mirata il futuro.
L'autore, Felice Delfino, ha condotto i presenti in un viaggio nella storia degli ebrei in Calabria e nel reggino, passando in rassegna i principali reperti archeologici, toponomastici e onomastici conosciuti, innestandoli con delle notizie e delle fonti meno risapute, le quali hanno caratterizzato il lavoro di ricerca proposto nel libro. Infine, ha spiegato lo status attuale delle comunità ebraiche presenti nel nostro territorio, riconosciute e non, e ha chiarito come dalle pagine della storia degli ebrei in Calabria si possa trarre spunto per inquadrare il presente e, anche, rilanciare delle attività che hanno visto Reggio Calabria e le città limitrofe al centro del Mediterraneo, per ben tredici secoli di storia.
È stata, in conclusione, una serata appassionante dentro alcune pagine della storia della nostra terra, di cui i numerosi presenti hanno testimoniato di aver fame, per riscoprire il proprio passato e trarne giovamento in maniera intellettuale e concreta nel contempo.

sabato 8 febbraio 2014

LAZZARO (RC): Oggi presentazione del libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino


Si svolgerà oggi, alle ore 18:00, presso il Centro Sociale “P. Capua” di Lazzaro (Motta San Giovanni), la presentazione del libro “La presenza ebraica nella storia reggina” di Felice Delfino (Disoblio Edizioni), promossa dall'Associazione Culturale Athena con il patrocinio del Comune di Motta San Giovanni. Nel corso dela presentazione, moderata da Maria Francesca Fassari (Redattrice), interverranno: Paolo Laganà (Sindaco di Motta San Giovanni), Giusy Ferrara (Presidente Associazione Athena), Franco Tuscano (Responsabile Centro Documentazione Parco Archeo Deri di Bova Marina), Saverio Verduci (Storico e Giornalista), Salvatore Bellantone (Editore). Sarà presente l'autore.
La presenza ebraica nella storia reggina ripercorre la storia del popolo ebraico nel territorio della provincia di Reggio Calabria, dalla diaspora (VIII-VI sec.) alla cacciata del 1541. Analizzando i rapporti degli ebrei con i vari dominatori (Romani, Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi), l'opera mette a fuoco le principali tracce ebraiche antiche rimaste in terra reggina e le principali località reggine in cui le comunità ebraiche hanno trovato dimora. Evidenziando le influenze ebraiche nell'onomastica e nella lingua locale, l'opera traccia poi un excursus delle condizioni economiche della società calabrese dall'età tardo-antica al periodo borbonico, ricalcando l'incisività delle comunità ebraiche sull'economia calabrese, per mezzo delle arti, dei mestieri e delle attività nelle quali gli ebrei si sono dimostrati dei maestri.
Felice Francesco Delfino è nato nel 1979 a Oppido Mamertina (RC). Nel 2009 ha conseguito il Magistero presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mons. Zoccali” di Reggio Calabria e per due anni ha insegnato religione e cultura storico-sociale presso la Do.Mi. di Villa San Giovanni. Da anni collabora con alcune riviste di storia locale, religiosa ed ebraica, per le quali pubblica alcuni articoli e saggi. Attualmente vive a Catona (RC).

lunedì 3 febbraio 2014

BAGNARA: presentato il libro “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio


Si è svolta sabato 1 Febbraio, alle ore 17:00, presso la Sala Consiliare di Palazzo San Nicola, a Bagnara Calabra, la presentazione del libro “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio (Disoblio Edizioni).
Alla presentazione, moderata da Maria Carmela Tripodi (Speaker Radiobagnaraweb e Componente CPO Bagnara Calabra), sono intervenuti: Cesare Zappia (Sindaco di Bagnara Calabra), Giuseppe Spoleti (Assessore alla Cultura di Bagnara Calabra), Antonio Giuseppe D'Agostino (Direttore Cmnews.it), Salvatore Bellantone (Editore), dott. Salvatore Cosentino (Magistrato, Sostituto Procuratore alla Procura della Repubblica di Locri), Antonio Scuticchio (Autore del Libro).
Cesare Zappia ha sottolineato come 500 Regole parli della quotidianità della politica e rappresenti un valido strumento specialmente per i giovani, desiderosi di comprendere la politica e di farla, in maniera civile e coscienziosa, e ha criticato alcune regole riguardanti la sincerità, la bontà, la gratitudine – che l'autore del libro considera un disvalore in politica – affermando invece che quegli atteggiamenti costituiscono i valori imprescindibili a partire dai quali fare politica. 
Dello stesso parere è stato Giuseppe Spoleti, il quale ha considerato 500 Regole un ottimo manuale per colmare la mancanza di formazione politica delle nuove generazioni, dovuta specialmente allo svanimento delle sedi di partito, e per ridare vita a uno scontro politico, partitico e democratico, e non individuale, che consenta di nuovo di governare bene, a favore della gente, e non in maniera violenta e per ambizioni personali.
Antonio Giuseppe D'Agostino ha apprezzato la forma stilistica, oltre che contenutistica, dell'opera, e ha considerato 500 Regole, da un lato, come una sorta di cassetta degli attrezzi per affrontare in chiave politica la crisi ontologica, morale ed economica del paese, dovuta alla crisi dei partiti ma anche alla cattiva vigilanza dei cittadini; dall'altro lato, facendo un excursus della storia politica italiana ed europea, come quello strumento basilare per reintrodurre la politica nella sfera della filosofia, nella quale originariamente è nata. Chiarendo poi la differenza tra ribellione e rivoluzione e fotografando la situazione politica attuale, Antonio Giuseppe D'Agostino ha evidenziato come le regole, elemento centrale dell'opera di Scuticchio, siano quei mezzi necessari per attuare una rivoluzione della politica e delle istituzioni italiane, per renderle più al passo coi tempi e con i bisogni della gente.
Salvatore Cosentino ha inaugurato il suo discorso prendendo spunto dai sistemi carcerari brasiliani – nei quali, più libri si leggono e si recensiscono, maggiore è lo sconto di pena che si può ottenere – per chiarire come la lettura sia uno strumento capace di trasformare la schiavitù in libertà, la sfortuna in fortuna, l'odio in amore e responsabilità. “La mafia può essere sconfitta soltanto da un esercito di maestri di scuole elementari”, ha dichiarato Cosentino, “perché è la cultura il vero luogo nel quale si gioca la battaglia dell'antimafia”. Poi, considerando che in Italia si scrivano più libri di Eros e cucina, e che la metà della popolazione non legge quello che scrive l'altra metà, e facendo svariati esempi di cattiva politica, Salvatore Cosentino ha ricalcato l'importanza di 500 Regole, perché contrariamente a quanti preferiscono scrivere di antipolitica, l'autore invece aiuta la gente a conoscere i misteri dei meccanismi della politica e del potere, “Svela i trucchi del mestiere”. Chiarendo le parti di cui si compone l'opera, Salvatore Cosentino ha considerato l'opera di Antonio Scuticchio come quel libro capace di riscoprire la vera essenza della politica, vale a dire come un mezzo nobile per governare bene i cittadini di qualsiasi contesto storico, e come un fatto necessario e virtuoso che richiede il massimo impegno, per evitare che, nelle correnti del populismo del non voto e della rinuncia, il governo della cosa pubblica, recentissimo traguardo della democrazia, sia strappato dalle mani dei cittadini.
L'editore Salvatore Bellantone ha chiarito le ragioni in virtù delle quali ha deciso di pubblicare 500 Regole, ricordando alcune fotografie esibite dalla Pro Loco di Bagnara Calabra alcune estati fa proprio in piazza Matteotti, antistante la sede comunale. Precisando come le fotografie in questione rappresentavano le manifestazioni e le proteste svolte dai concittadini bagnaresi degli anni '70, Salvatore Bellantone ha spiegato di aver pubblicato 500 Regole, per via del graduale allontanamento della gente dalla politica, a partire dagli anni rappresentati dalle fotografie citate, sino ai nostri giorni; scostamento causato dalla società del benessere e dei consumi e dalla disinformazione progettuale operata dai mass-media, e testimoniato da una serie di vitali problematiche territoriali – crisi della pesca, chiusura dello svincolo A3 di Sant'Eufemia, ponte sullo Stretto, centrale a carbone, porto di Gioia Tauro e altre ancora – nei confronti delle quali la popolazione si è dimostrata indifferente. Svelando poi il significato della copertina di 500 Regole, Salvatore Bellantone ha concluso sostenendo come il libro di Scuticchio sia quello strumento per riprendersi la politica, per costruire una nuova giustizia nella quale i partiti sono al servizio del popolo e non viceversa, e per ridare speranza alle nuove generazioni, desiderose di cambiare attivamente le sorti del nostro paese e, all'interno di esso, il proprio destino.
Antonio Scuticchio infine ha spiegato come il suo libro sia proprio rivolto alle nuove generazioni e a coloro che desiderano impegnarsi in politica, e rappresenti, ispirandosi essenzialmente al Principe di Machiavelli, il tentativo di colmare quel vuoto politico causato dal crollo dei vecchi partiti, a seguito di Tangentopoli. L'autore, inoltre, ha chiarito come la scelta aforistica dell'opera, ma non per questo meno scientifica, sia stata preferita proprio per consentire alla maggior parte della gente, e ai ragazzi in primis, di conoscere quell'arte da cui dipende il loro destino, appunto l'arte del governo, rispolverando le pagine cruciali della storia della politica occidentale e mondiale, e spaziando con esempi provenienti dalla letteratura, dal cinema, dalla musica e dallo sport.
Interessante è stato il dibattito conclusivo nel corso del quale i presenti, per nulla spaventati dallo stato di “allerta due” dovuto alle cattive condizioni climatiche, hanno rivolto diverse domande all'autore, testimoniando come ci sia una certa fame di politica e di conoscenza di essa, e voglia di impegnarsi attivamente per migliorare il nostro Stato e renderlo all'avanguardia come tanti altri.